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a cura della Segreteria FLC CGIL Novara - Via Mameli 7B - Novara e.mail: scuola@cgilnovara.it

martedì 28 dicembre 2010

Congelate le graduatorie, sarà impossibile cambiare provincia

I precari che intendono cambiare provincia dovranno aspettare ancora un anno. Nel decreto milleproroghe approvato dal consiglio dei ministri il 22 dicembre scorso è previsto, infatti, il prolungamento di un anno della vigenza delle attuali graduatorie a esaurimento.

E quindi chi sperava di giovarsi dell'inserimento a pettine in altra provincia, in occasione dell'aggiornamento delle graduatorie, inizialmente previsto per quest'anno, sarà costretto a rimanere dov'è. Almeno per l'anno scolastico 2011/2012. La proroga è stata motivata con la necessità di attendere che venga emanato il nuovo regolamento sul reclutamento del personale docente, previsto dall'art.1, comma 416 della legge 244/2007. Oltre a bloccare la mobilità tra una provincia e l'altra, la proroga preclude ai precari la possibilità di far valere, già dall'anno prossimo, il punteggio maturato negli ultimi due anni. E ciò vale sia per il punteggio di servizio che per il punteggio dei titoli (master, corsi di perefezionamento, altre lauree, dottorati ecc.). L'effetto preclusivo dell'incremento dei punteggi dovrebbe essere defintivo. Ma non è detta ancora l'ultima parola per la possibilità dell'inserimento a pettine. Che potrebbe addirittura avvenire nelle cosiddette province di coda, se la norma sul divieto di trasferimento dovesse essere cancellata dalla Corte costituzionale. E ciò potrebbe avvenire anche a breve. Perchè la Consulta dovrebbe esprimersi sulla questione il 26 gennaio prossimo. Ecco qualche dettaglio in più. La normativa attualmente in vigore preclude ai precari la possibilità di cambiare provincia inserendosi a pieno titolo nella graduatoria a esaurimento della provincia di arrivo. Ma consente agli interessati di ottenere l'inserimento in coda alle graduatorie a esaurimento di altre 3 province. In pratica, dunque, il docente precario già inserito in una graduatoria a esaurimento, non può uscire dalla graduatoria di appartenza per andare nella graduatoria di altra provincia a pieno titolo. Ma ha diritto ad essere inserito in coda nelle graduatorie di altre 3 province.

Questa preclusione ha suscitato un forte contenzioso. E il Tar del Lazio ha dato sistematicamente ragione ai precari che hanno chiesto l'inserimento a pettine anche nelle graduatorie di coda. E quindi il legislatore è intervenuto con una interpretazione autentica della normativa che dispone il divieto di mobilità. Ribadendo tale preclusione fino a quest'anno. E disponendo la riattribuzione del diritto alla mobilità da settembre 2011. Ma il governo ha disposto con il milleproroghe che i trasferimenti da una provincia ad un'altra non si faranno neppure quest'anno. E ha rimandato tutto all'anno prossimo. Nel frattempo, però, il Tar del Lazio, con l'ordinanza n. 230 del 5 febbraio 2010, ha ritenuto non manifestamente infondata una questione di legittimità costituzionale, presentata da alcuni ricorrenti. Che riguarda proprio la norma sull'inserimento in coda nelle province diverse da quella di appartenenza del precario interessato. E se la Consulta dovesse dichiarare l'incostituzionalità della norma contro il pettine, i precari avrebbero gioco facile a pretendere di essere inseriti a pettine nelle 3 graduatorie di coda delle ulteriori province dove risultano attualmente. E quindi si verificherebbe una sorta di copresenza a pieno titolo nelle graduatorie di 4 province contemporaneamente. Le sezioni unite della cassazione, peraltro, hanno ricordato di recente che il giudice al quale bisogna chiedere giustizia in materia di graduatorie non è il Tar, ma il giudice ordinario. Ma la legge prevede che, anche se il giudizio principale si estingue (nel nostro caso quella davanti al Tar) la pronuncia della Corte costituzionale vale lo stesso. E quindi se la Consulta deciderà in favore dell'inserimento a pettine, l'amministrazione dovrà adeguarsi

lunedì 6 dicembre 2010

14 dicembre 2010- sciopero scuola di 1 ora


L'adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un'ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell'istituzione scolastica.

Nelle scuole in cui, nella giornata del 14 dicembre 2010, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio (docente e Ata) potrà scioperare nell'ultima ora di servizio, sempre per non più di un'ora nell'arco della giornata.

Assemblee sindacali

La FLC Cgil Novara ha indetto assemblee sindacali in orario di servizio per tutto il personale docente e ata con il seguente ordine del giorno:
- passaggio dal TFS al TFR: cosa e come cambia la Buona uscita:
- blocco degli scatti d'anzianità: stato dell'arte;
- sanzioni disciplinari;
- merito e valutazione;

Mercoledì, 15 dicembre - Itis Borgomanero;
Giovedì, 16 dicembre - Novara (Convitto) e SMS Romagnano Sesia;
Venerdì, 17 dicembre - SMS Arona

domenica 28 novembre 2010

Vertenza Precari, c'è tempo fino al 23 gennaio 2011

Se entro il 23 gennaio i lavoratori con contratto a termine, scaduto, non presenteranno un ricorso al proprio datore di lavoro perderanno il diritto di farlo. Oggi entrerà in vigore la legge 183, il famoso collegato lavoro, che impone a tutti di impugnare il licenziamento entro 60 giorni. Una scadenza che, da adesso, si applicherà anche ai contratti di collaborazione o a tempo determinato senza eccezioni. Una norma, come ha più volte sottolineato la CGIL, che colpisce soprattutto i precari che attendono un eventuale rinnovo.

Camusso: Giovani e lavoro, c'è il nostro impegno


''Il futuro e' dei giovani e del lavoro, non e' solo il titolo della manifestazione, e' il nostro fare, e' il nostro impegno''. Cosi' il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha aperto il suo intervento conclusivo, da palco allestito in piazza San Giovanni, della manifestazione nazionale organizzata a Roma. ''Noi, si', abbiamo detto che non lasceremo solo nessuno, non chi vuole cancellare il futuro'', ha aggiunto Camusso parlando, tra l'altro, del cosiddetto ''collegato lavoro'', ''una legge una legge ingiusta, crudele, che il Parlamento ha fatto male ad approvare. Una legge che nega i diritti''. ''Noi vogliamo continuare su una strada, invece, che difende i diritti. Non possiamo sopportare e non vogliamo sopportare che sia negato un futuro ai nostri giovani, in un Paese in declino. I giovani sono il futuro del Paese''.

Camusso su Gelmini: non conosce Paese
''Ci stupisce che la ministra dichiari, oggi, che le fa un certo effetto vedere in piazza gli studenti insieme ai lavoratori ed ai pensionati. Forse la ministra non sa come e' fatto questo Paese e che dietro ai giovani e agli studenti ci sono famiglie ed un Paese che li sostiene''. Cosi' il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dal palco di piazza San Giovanni, si rivolge al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, sulla partecipazione degli studenti alla manifestazione nazionale organizzata dal sindacato.

mercoledì 24 novembre 2010

SCATTI DI ANZIANITA'

SCATTI DI ANZIANITA'
Ecco cosa dice la Bozza dell’annunciato Decreto Interministeriale.

Nell'incontro svoltosi il 23 novembre al MIUR è stata presentata alle Organizzazioni Sindacali, prima della firma da parte del Ministro, la bozza del decreto interministeriale in cui viene indicata la modalità di utilizzo delle risorse (351 milioni di euro, la maggior parte derivante dal taglio operato in questi anni) che l'art. 8, comma 14, della legge 122/10 consente di destinare al settore scolastico, in deroga ai vincoli posti dai commi 1 e 23 dell'art. 9 della stessa legge (blocco delle retribuzioni per un triennio, congelamento degli scatti di anzianità).
La maggior parte delle risorse (320 milioni) viene espressamente finalizzata al "recupero dell'utilità dell'anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo ed ATA".
E per il 2011 e 2012? “entro il limite di quanto effettivamente reso disponibile ai sensi dell’ultimo periodo del medesimo art. 64 comma 9”
In sostanza, il ripristino del 2011 e 2012, sarà determinato dai futuri risparmi.
Ricordo che il ripristino del 2011 comporta 640 milioni di euro e che per il 2012 servono ben 960 milioni di euro.
Cos’altro dovremo aspettarci?
In attesa di poter discutere dell’argomento a Decreto approvato, continua la mobilitazione della FLC Cgil Novara che ha aperto la vertenza sulla illegittimità di tale norma.

sabato 20 novembre 2010

27 novembre - Manifestazione Nazionale - Roma

Per sostenere le lotte dei lavoratori e dei pensionati, e per guardare al futuro dei giovani, la CGIL promuove una grande manifestazione nazionale per il 27 novembre a Roma. Una mobilitazione che segna un passaggio fondamentale nel grande impegno messo in campo dalla CGIL in questo autunno. Un impegno che ha visto la protesta di ampi settori della società: dal modo della conoscenza, a quello del pubblico impiego, per arrivare alla giornata di lotta dei metalmeccanici del 16 ottobre scorso.

Sabato 27 novembre, la CGIL chiama tutte e tutti a manifestare a Roma, per chiedere più 'diritti e più democrazia', per rimettere al centro il lavoro, la contrattazione, per rivendicare sviluppo, equità e giustizia sociale e per imporre scelte che facciano uscire il Paese dalla crisi. Una crisi che per milioni di lavoratori si fa sempre più insostenibile. Il Governo, accusa la CGIL, nei due anni trascorsi della crisi economica, non si è preoccupato né dell'emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo, l'unica azione avanzata è stato il sistematico attacco ai diritti del lavoro.

Partenza in bus da Novara e da Borgomanero.
per prenotazioni: tel. 0321.665240 - e.mail scuola@cgilnovara.it

Scatti d’anzianità: operazione trasparenza.

Il 18 novembre, dopo continue pressioni, si è tenuto l’atteso incontro con il Ministro sulla vicenda degli scatti di anzianità e la questione del merito per il personale docente.
Sugli scatti, oltre all’annuncio del Ministro, non sono stati consegnati alle OO.SS. né la bozza di decreto interministeriale né sono state fornite le cifre relative ai risparmi certificati dal Ministero dell’Economia (ex art. 64 L. 133/2008).
La FLC Cgil durante l’incontro ha chiesto:
• garanzie sul ripristino degli scatti;
• mantenimento degli scatti per docenti e ATA anche dopo il 2012;
• garanzie circa la validità giuridica del trienni o 2010, 2011, 2012 per tutti anche per quelli che scatteranno dopo il 2012 che si vedono allungare la carriera di tre anni e per i neo immessi in ruolo.
A fronte di queste precise richieste, reiterate durante l’incontro, è stata annunciata una riunione tecnica per esaminare la bozza del decreto interministeriale sulla destinazione dei risparmi. Tale incontro è stato fissato per martedì 23 novembre.
Per completezza di informazione ricordiamo che, in base alla relazione tecnica della manovra Tremonti, il ripristino degli scatti necessita di una copertura di spesa nel triennio di:
320 milioni di euro per il 2011,
640 milioni di euro per il 2012;
960 milioni di euro per il 2013.
Temiamo invece, che questa situazione si possa trascinare a lungo.
Pertanto, stiamo attivando con l’Ufficio Vertenze un contenzioso nei confronti del MIUR affinché siano ripristinati gli scatti di anzianità, così come previsto dal vigente CCNL.

domenica 31 ottobre 2010

14 dicembre 2010- sciopero scuola di 1 ora


Lo sciopero breve proclamato dalla FLC CGIL nella giornata di martedì 14 dicembre 2010, nel comparto scuola, riguarda tutti i docenti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in Italia e nelle istituzioni scolastiche italiane all'estero.


L'adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un'ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell'istituzione scolastica.

Nelle scuole in cui, nella giornata del 14 dicembre 2010, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio (docente e Ata) potrà scioperare nell'ultima ora di servizio, sempre per non più di un'ora nell'arco della giornata.

27 novembre - Manifestazione Nazionale - Roma


Il Futuro è dei giovani e del lavoro. Diritti e più democrazia

27 novembre - Manifestazione Nazionale - Roma

Per sostenere le lotte dei lavoratori e dei pensionati, e per guardare al futuro dei giovani, la CGIL promuove una grande manifestazione nazionale per il 27 novembre a Roma. Una mobilitazione che segna un passaggio fondamentale nel grande impegno messo in campo dalla CGIL in questo autunno. Un impegno che ha visto la protesta di ampi settori della società: dal modo della conoscenza, a quello del pubblico impiego, per arrivare alla giornata di lotta dei metalmeccanici del 16 ottobre scorso.

Sabato 27 novembre, la CGIL chiama tutte e tutti a manifestare a Roma, per chiedere più 'diritti e più democrazia', per rimettere al centro il lavoro, la contrattazione, per rivendicare sviluppo, equità e giustizia sociale e per imporre scelte che facciano uscire il Paese dalla crisi. Una crisi che per milioni di lavoratori si fa sempre più insostenibile. Il Governo, accusa la CGIL, nei due anni trascorsi della crisi economica, non si è preoccupato né dell'emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo, l'unica azione avanzata è stato il sistematico attacco ai diritti del lavoro.

Partenza in bus da Novara e da Borgomanero.
per prenotazioni: tel. 0321.665240 - e.mail scuola@cgilnovara.it

venerdì 15 ottobre 2010

QUANTE BALLE SULLA CRISI


Uno studio del sito lavoce.info svela la disinformazione sull'ultimo biennio economico: dalle tv alle agenzie governative, i dati vengono svuotati di significato. Per non disturbare il manovratore
La cassa integrazione aumenta del 10% in un mese, ma per l'Inps è solo un "lieve incremento stagionale". La produzione industriale scende dello 0,1%, eppure per il Tg1 è "il miglior dato dal 2006". In tempi di "campagna elettorale strisciante" una buona parte del potere si gioca sulla percezione della situazione economica da parte dei cittadini.

Ma questa percezione, spiega l'economista Tito Boeri, è sistematicamente alterata da una "disinformazione senza precedenti". E non solo dai media o dalla stampa economica. Ora ci si mettono anche le statistiche: "L'Inps e l'agenzia delle entrate forniscono dati 'narrati' in modo da indurre in errore anche chi è in buona fede", dice Boeri, "tanto che l'esercizio del controllo democratico dei cittadini è limitato". In qualsiasi altro Paese, "un presidente dell'istituto di previdenza che non rivela i dati sul precariato 'per evitare un sommovimento popolare'dovrebbe dimettersi". Da noi, invece, anche i dati sull'evasione vengono edulcorati, "e ora sappiamo il perché". L'unica soluzione (parziale) resta la Rete. "Su Internet ci sono buone e cattive informazioni, ma lì la politica ha meno potere di intervento"

martedì 12 ottobre 2010

Manifestazione FIOM CGIL 16 ottobre 2010

In questi ultimi anni il lavoro è stato reso precario, è stato svalorizzato sul piano
del salario – redistribuendo la ricchezza prodotta da chi lavora verso i profitti e le imprese – e oggi siamo in presenza di un attacco ai diritti sul lavoro che
non ha precedenti. Basta pensare alla discussione in Parlamento sulle proposte
del ministro Sacconi, che riguardano il collegato al lavoro, la sostituzione
dei giudici e dei tribunali con arbitri, l’attacco allo Statuto dei lavoratori e la messa in discussione del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di poter liberamente contrattare la propria prestazione lavorativa in azienda.
Le imprese pensano che il lavoro come soggetto portatore di diritti non deve più
esserci, pensano a un sistema in cui chi lavora deve aderire e sostenere le posizioni dell’azienda e non invece avere l’ambizione di poterle contrattare. Si riduce cioè il lavoro a pura merce e ad appendice dell’impresa.
Tutto questo è sbagliato, perché anche alle imprese servono l’intelligenza e la responsabilità delle persone. La storia del nostro paese insegna che proprio laddove ci sono stati accordi, contrattazione, valorizzazione delle professionalità delle persone, ci sono stati processi di innovazione, di sviluppo e di crescita anche delle imprese.
Tutto ciò determina inoltre un arretramento delle condizioni democratiche perché si
fonda anche sul fatto che le imprese possono avere mano libera nelle decisioni e scegliersi i sindacati secondo la propria convenienza.

sabato 9 ottobre 2010

Nobel ad un precario

Il premio Nobel per la fisica 2010 è stato assegnato ad Andre Geim e Konstantin Novoselov “per gli innovativi esperimenti sul grafene“. E’ interessante notare che Nosoleov ha 36 anni ed ha attualmente una borsa di studio presso l’università di Manchester in Inghilterra.

Il che vuole dire che è un precario: questa notizia, nel paese in cui c’è un’intera generazione “precaria” ed un’altra che si appresta a diventarlo, non può che essere una buona notizia.

Tornando a più infime questioni, c’è grande agitazione per lo slittamento della discussione del Ddl Gelmini alla Camera, che il Presidente Fini ha collocato per il 14 ottobre. Ma il 15 ottobre comincia alla Camera la sessione di bilancio che dura un mese (almeno) e che ha priorità su tutti gli altri provvedimenti. Dunque se ci saranno elezioni anticipate con buona probabilità la riforma Gelmini non verrà mai approvata. A me questa sembra un’ottima notizia.

8 ottobre: la protesta di oggi è solo il primo passo


Le manifestazioni di venerdì 8 ottobre sono il primo passo di una mobilitazione che si estenderà nei prossimi giorni nelle scuole, negli atenei, negli istituti di ricerca pubblici, nei conservatori e nelle accademie.

Questa mobilitazione intende parlare al Paese perché pone questioni che attengono al futuro delle nuove generazioni che non possono esser condannate all’ignoranza e alla precarietà.

La massiccia adesione alla prima ora di sciopero proclamato dalla FLC CGIL, in concomitanza della giornata di mobilitazione di studenti, di precari e di ricercatori, ha confermato l’interesse per una modalità di lotta capace di durare nel tempo, di allargare le adesioni senza pesare molto in termini di perdita salariale.

Nei prossimi giorni definiremo le modalità per la seconda ora di sciopero ed andremo avanti fino a Natale intrecciando astensione dal lavoro e iniziative di lotta.

Le macerie della scuola pubblica di Jolanda Bufalini

Macerie: è quel che resta della scuola pubblica dopo i tagli che hanno riportato il numero degli studenti per aula a cifre da dopoguerra, abolito laboratori anche nei professionali e la possibilità di studiare due lingue, cancellato l’informatica e ridotto le ore di italiano. Caschetti gialli in testa, dunque, gli studenti delle superiori saranno oggi in 80 cortei annunciati dall’Uds, nelle strade e nelle piazze di 60 città italiane. Ma non saranno soli. Ci saranno anche gli universitari, perché il disegno di legge del ministro Gelmini, in discussione alla Camera, mina - anziché riformare - le fondamenta dell’università pubblica. l’Unione degli universitari ha lanciato sul sito costruttori di sapere (costruttoridisapere.it) una foto-petizione: 1600 fotografie con caschetto giallo in testa. Anche Roberto Saviano - raccontano gli studenti dell’Udu di Pavia - ha solidarizzato, accettando una maglietta con la scritta «costruttori di sapere», dopo una conferenza sulla lotta alle mafie. Insieme a ragazze e ragazzi che hanno coniato lo slogan «chi apre una scuola chiude una prigione», ci saranno i sindacati e la rete dei ricercatori e dei precari delle università.

Sciopera Unicobas mentre l’indicazione della Flc-Cgil, è di scioperare alla prima ora (all’ultima nei turni pomeridiani o serali). «Saremo in tanti alle manifestazioni studentesche», spiega il segretario Domenico Pantaleo, perché saranno tanti «i precari licenziati, i ricercatori, le rappresentanze delle Rsu». Quella di oggi, secondo il sindacalista, «è solo una prima tappa di una mobilitazione che non deve spegnersi con un unico grande fuoco». Mobilitazione che vedrà un altro momento importante il 14 ottobre (e un altro sciopero di un’ora), quando alla Camera si discuterà il Ddl Gelmini. «Il baratto accettato dai rettori - sostiene Pantaleo - è scandaloso, si sono accontentati di briciole, anzi di promesse vuote». Finanziamenti, superamento della precarietà e diritto allo studio sono gli obiettivi della mobilitazione nelle università. Offerta formativa che «è sempre più povera, particolarmente nel Mezzogiorno» e lavoro per «le migliaia di precari licenziati», gli obiettivi per la scuola. E poi il pericolo che accomuna i diversi gradi: «la privatizzazione del sistema dell’apprendimento, che sta diventando un diritto per pochi». È, sostiene Pantaleo, «un arretramento culturale simboleggiato dalla farsa degli sponsor privati, leghisti a Adro, da supermercato nella provincia Andria Trani Barletta».

sabato 25 settembre 2010

Epifani: "Sì a dialogo se si fa seriamente".

Guglielmo Epifani condivide l'allarme lanciato ieri dalla presidente di Confindustria sulle condizioni dell'industria. Ma, aggiunge, anche sul fronte dell'occupazione la situazione non è affatto rosea. "Siamo in un Paese con una ripresa troppo bassa, non si riescono a risolvere i problemi della disoccupazione. Anzi, come si è visto con la crisi di Fincantieri, si tende ad aggravarli" ha detto il segretario generale della Cgil. "Bisogna chiedere al governo una politica industriale e di investimenti e non il galleggiamento che c'è stato fino a oggi", ha aggiunto. Epifani ha poi risposto all'invito di Confindustria di riaprire il confronto. "Capisco la volontà di riaprire il dialogo, ma chiedo di fare le cose seriamente, a partire dai nodi che finora non ci hanno permesso di fare passi avanti" ha detto il leader della Cgil. "La riforma contrattuale è il nodo che ci divide da tempo, aggravato dalla disdetta del contratto dei metalmeccanici".

Bersani: con la scuola di Gelmini più divario nord-sud, ricchi-poveri

«La riforma - scrive il segretario del Pd - aumenterà i divari tra nord e sud del paese, la dispersione e abbandono scolastico perché la destra disegna la scuola delle divisioni: fra ricchi e poveri, italiani e stranieri, nord e sud, dirigenti e manovalanza. e così verrà meno il ruolo di un sistema scolastico che dovrebbe funzionare da ascensore sociale, strumento di uguaglianza e libertà».

Il segretario aggiunge: «Ci hanno raccontato che i tagli alla scuola sono necessari: non è vero. Non è un problema di soldi ma di scelte politiche. Le risorse possono essere recuperate dall'evasione fiscale e se il governo mettesse a gara le frequenze liberate dal digitale terrestre, incasseremmo risorse che, nell'emergenza, potrebbero essere investite nella scuola, nella conoscenza, nel sapere».

Le proposte del Pd «non rifiutano l'innovazione, anzi la chiedono ma il futuro economico e quello civile si tengono e crescono insieme solo se si investe nell'istruzione e nei saperi. noi guardiamo al futuro. per questo crediamo nella scuola pubblica».

giovedì 23 settembre 2010

Avviare la Contrattazione d'Istituto a.s. 2010/11

Il Dipartimento per l'Istruzione chiarisce che il CCNL si applica

Se ancora serviva una conferma sulla vigenza delle norme contrattuali, la nota 8578 del 23 settembre 2010 del Dipartimento per l’Istruzione, Direzione Generale per il personale scolastico elimina ogni dubbio.

La nota infatti richiama l’attenzione sulla necessità “che le procedure di utilizzo del personale scolastico si svolgano nel quadro normativo e contrattuale di riferimento attualmente vigente”.

Con le Linee guida sulla contrattazione integrativa nei comparti della conoscenza e, in particolare, nella scuola, dopo le norme Brunetta, pubblicate sul sito e con il contributo della Struttura di Comparto Nazionale dei Dirigenti scolastici della FLC CGIL avevamo spiegato le ragioni per le quali si deve avviare e concludere rapidamente la contrattazione integrativa di istituto.

La nota conferma la nostra posizione e la vigenza del CCNL.

FLC CGIL

lunedì 20 settembre 2010

XX Settembre 1870: La presa di Roma

La presa di Roma (20 settembre 1870) comportò l'annessione di Roma al Regno d'Italia, e decretò la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. L'anno successivo la capitale d'Italia fu trasferita da Firenze a Roma (legge 3 febbraio 1871, n. 33).

Il tentativo maldestro di rimuovere la memoria di quello che il XX settembre significò in termini di libertà di coscienza e di opinione, anche tra i cattolici, mira ad annacquare il messaggio che ancora oggi quell’evento può significare.

Peraltro, non c’era bisogno di nessuna riconciliazione tra Risorgimento e cattolicesimo, visto che furono proprio cattolici liberali come Manzoni e Rosmini ad esserne protagonisti.

W Garibaldi, W l'Italia.

domenica 19 settembre 2010

Per l'8 ottobre 2010, la FLC CGIL ha proclamato uno sciopero nazionale in tutti i comparti della conoscenza

Un appuntamento importante sono le ore di sciopero che saranno attuate in maniera articolata fino a dicembre 2010. Inizialmente sarà interessata la prima ora di lezione per i docenti della scuola, la prima ora di attività per i docenti universitari e ricercatori, la prima ora di servizio per il personale ausiliario-tecnico-amministrativo.

La prima ora di sciopero sarà effettuata per tutti i comparti l'8 ottobre - inizialmente previsto per il 4 ottobre - successivamente saranno attuati scioperi ad intermittenza ogni quindici giorni.

Il blocco dei contratti e delle carriere per tre anni, la legge Brunetta, il congelamento degli scatti di anzianità nella scuola con l’intenzione di cancellarli definitivamente, fanno parte integrante dello stesso disegno teso alla distruzione del sindacato confederale. L'obiettivo è l'eliminazione di ogni dissenso rispetto alla devastazione sociale che s’intende affermare nel nostro Paese.

Anche per queste ragioni occorre rinnovare le Rsu, quale risposta coerente e decisa al restringimento degli spazi di democrazia nel lavoro e per recuperare ogni spazio possibile di contrattazione sui posti di lavoro. Dobbiamo difendere le regole democratiche nel pubblico impiego quale condizione per una loro estensione nei settori privati. Ogni lavoratrice e lavoratore deve avere il diritto di votare le piattaforme rivendicative e le intese e non può essere il Governo e il padronato a scegliersi i sindacato con cui trattare.

Nei settori della conoscenza stiamo vivendo una vera e propria emergenza occupazionale a causa delle politiche del duo Tremonti-Gelmini. Oltre al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori hanno provocato un'ulteriore processo di precarizzazione.

Il sindaco della cittadina respinge, di fatto, la timida richiesta del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini

BRESCIA - Il simbolo della "Lega", il "Sole delle Alpi", per ora resta nella scuola di Adro, in provincia di Brescia, intitolata all'ideologo del movimento leghista, Gianfranco Miglio. Resta, anche se il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha chiesto al sindaco della cittadina di rimuovere tutti i simboli. Resta, perché il primo cittadino di Adro ha implicitamente risposto affermando che a chiederglielo deve essere il leader della Lega, Umberto Bossi: "Se me lo dice lui, rimuovo i simboli non domani, ma ieri. Se li tolgo dalla scuola, però, farò lo stesso con gli edifici pubblici su cui è presente da secoli", ha aggiunto Oscar Lancini. "Sono sorpreso di quello che ho letto sui giornali. Io ho ricevuto comunque i complimenti dei vertici leghisti". In quanto alla lettera della Gelmini, Lancini sostiene che "Non mi è arrivato niente. Non ho letto nulla se non quello che c'è sui giornali. È da ieri che si dice che il ministro ha scritto al sindaco, è scritto su tutti i giornali ma, ad oggi, la verità è che io non ho in mano nessuna lettera".

Critici verso il ministro Gelmini gli esponenti dell'opposizione. Il senatore Silvio Pedica, dell'Idv, è durissimo: "La Gelmini, costretta dall'opinione pubblica indignata, si muove con una timida lettera in cui chiede di eliminare dalla sucola di Adro la griffe leghista. Questa vicenda evidenzia come il ministro gestisce la scuola in base alle proprie convinzioni personali e ai diktat della sua coalizione politica.
"I marchi leghisti - ha aggiunto - non sarebbero dovuti restare neanche un'ora, questi episodi sono precedenti pericolosi inquadrati in un clima politico dove un partito come la Lega, a colpi di incostituzionalità, non riconosce l'unità d'Italia e ingelosendosi di Roma Capitale, dichiara di voler una capitale del nord".
Pedica ha quindi concluso: "Regalerò alla Gelmini la carta igienica con il simbolo della Lega, troppo tempo tollerata l' assurda idea di fare di una scuola un circolo di partito: il ministro Gelmini si deve dimettere".

E Nichi Vendola è ancora più duro: "Abbiamo contato fino a diecimila per avere una parola di buon senso dal Ministro per l'Istruzione, Mariastella Gelmini. Come si può immaginare - ha proseguito - che la discussione oggi sul tappeto sia quella della prospettiva del federalismo solidale, mentre frammenti di scuola pubblica diventano frammenti di scuola padana? Vuol dire che è una presa in giro. Vuol dire che si chiama federalismo quello che in realtà è un processo di separazione e di secessione. Il problema non è solo il tappetino leghista sulla scuola padana, sotto quel tappetino c'è una semina di cultura regressiva: l'idea che il Nord si può salvare se manda alla deriva il Sud. Hanno seminato veleni in questi anni. A noi - ha concluso il governatore pugliese - toccherà fare una lunga bonifica di questa terra avvelenata".

lunedì 13 settembre 2010

Caro Ministro le scrivo

Caro Ministro della Pubblica Istruzione,
la fine di questa legislatura si avvicina sotto una valanga di incredibili e vergognosi scandali tutti interni alla maggioranza. Sono in corso i saldi di fine legislatura per accaparrare tutto il possibile: la confindustria ha stracciato gli accordi con i sindacati e cercano in ogni modo di schiavizzare i lavoratori. La C.A.I. sta demolendo tutto quello che generosamente il governo ha regalato alla cordata depurandola dai debiti, scaricandoli su di noi, e adesso invoca l’entrata di un vettore come Air France che se la porterà via per un pezzo di pane. I partiti si inventano alleanze future per salire nella mangiatoia governativa. Alcuni ex Ministri che si son trovati (mannaggia!!) il mutuo della casa pagata da sconosciuti, si ripresentano sulla scena.

Lei con estrema coerenza continua nella sua “riforma epocale” della Pubblica Istruzione ma, come se si trattasse di un regalo, non ci svela nulla. Si tolgono discipline e relativi docenti. Si lasciano a casa migliaia di insegnati detti precari, ma che precari non erano, in quanto hanno insegnato da lustri stabilmente ma con il contratto, questo sì, da precario.

I ricercatori se ne vanno perché i loro contratti sono stracciati e tutte le loro conoscenze e studi li seguono e probabilmente non torneranno più, mai più. Le università senza ricerca diventeranno inevitabilmente degli scatoloni vuoti. Recentemente ci hanno fatto sapere che siamo il fanalino di coda degli investimenti per la scuola in Europa e con gli insegnati peggio pagati, quindi carriera poco ambita. Soddisfatta del risultato?

Risparmio e ottimizzazione sono sempre una buona cosa, ma fino ad oggi solo tagli. Investimenti?
Solo per la scuola privata di ispirazione cattolica, per la scuola pubblica quella che Lei sta gestendo, o dovrebbe gestire, nemmeno un euro di investimento. Ne è appagata?

A breve, il governo cadrà e della sua riforma “epocale” non se ne parlerà più. Della sua comparsata al Ministero della Pubblica Istruzione, molti, almeno 140.000 famiglie se ne ricorderanno con orrore per essersi visti negare la possibilità di insegnare, sia pur con uno stipendio di 10.000 euro (Lei quei soldi li porta a casa in due settimane di lavoro da Ministro) più leggero dei colleghi europei. Si sono visti chiudere i finanziamenti per la ricerca e andare a cercare un lavoro all’estero.


Chi, per sua fortuna insegna, si vede costretto a elemosinare ai genitori un contributo, una tassa scolastica non registrata dai 50 ai 200 euro, per poter far fronte alle spese per il funzionamento, pur vantando crediti, come scuola, al Suo Ministero per decine se non centinaia di migliaia di euro. Gratificata?

Penso che Lei volesse realmente fare qualcosa di grande. Credo ci sia riuscita: ha indirizzato il futuro dell’Italia verso il declino. Considero questo risultato: le macerie della scuola, un successo. Un personale successo da inserire nel suo ricco curriculum

«Pochi docenti e 30/33 alunni in una sola classe». Ecco le storie del primo giorno di scuola

Le campanelle che sono suonate per riportare in classe decine di migliaia di ragazzi hanno risvegliato molti dal torpore indotto dall’ennesima favola berlusconiana, quella di una scuola perfetta, un luogo che il premier, per mano del suo ministro Gelmini, avrebbe reso paradisiaco, pieno di ultimi ritrovati tecnologici e percorsi didattici all’avanguardia.

Ma già fin dalla prima ora di lezioni è stato evidente che quando il ministro parlava di “selezioni meritocratiche degli insegnanti” intendeva mandare a casa i precari e ridurre la didattica, quando prometteva risorse in verità nascondeva tagli. E sembra di sentirle le voci spezzate, arrabbiate, sconfortate di insegnanti e genitori che a centinaia ci hanno scritto per denunciare una scuola in ginocchio.

Scuola: Gelmini, riforma epocale. La scuola reale racconta tutta un'altra storia

Altro che riforme epocali! Epocali all'inizio di questo nuovo anno scolastico sono i tagli, il licenziamenti di massa dei precari, i diecimila insegnanti in soprannumero, le scuole sempre più insicure e fatiscenti, le difficoltà a garantire una qualità formativa all'altezza dei bisogni degli alunni e delle famiglie, l'impossibilità di assegnare a tutti gli alunni disabili gli insegnanti di sostegno. Leggi il nostro fascicolo di inizio anno.

Le vere riforme che servirebbero alla scuola italiana non sono quelle della Ministra Gelmini che non sono altro che l'attuazione dei tagli decisi dal Ministro Tremonti e che accentuano le disuguaglianze sociali e territoriali.

Nonostante le politiche devastanti del Governo resiste tanta buona scuola che deve essere sempre valorizzata e sostenuta.

sabato 11 settembre 2010

Novara, lunedì 13 settembre sit-in presso l'Ufficio Scolastico Provinciale

Rimangono così inascoltate le richieste delle famiglie di avere più sezioni dell'infanzia, più tempo pieno per la scuola primaria, più tempo prolungato per la scuola media e più ore di laboratorio per la secondaria di II grado. In sintesi: tagli al personale e nessun investimento in un settore strategico per il futuro del nostro Paese.

Nella sola provincia di Novara, fra docenti e personale ATA, per l'a.s. 2010/2011, si sono persi 200 posti di lavoro.
Classi sempre più numerose e meno sicure. Meno risorse per una scuola pubblica che possa effettuare un servizio di qualità rappresentano l'emblema di un Paese che arretra, incapace di cogliere le sfide vere della competizione globale.

Per denunciare tutto questo, la FLC CGIL Novara dà appuntamento al sit-in presso l'USP - Largo Donegani 5A - lunedì 13 settembre dalle ore 9.00 alle 13.00.

lunedì 6 settembre 2010

Graduatorie prioritarie. Le domande dal 15 al 30 settembre 2010

l Miur con la nota 7837 del 31 agosto 2010 ha diffuso i modelli di domanda per le graduatorie prioritarie 2010/11 previste dal DM 68/10.

I requisiti richiesti per poter presentare la domanda per tali graduatorie sono di due tipi:

1) Occorre essere inclusi a pieno titolo
per il personale docente: nelle graduatorie ad esaurimento
per il personale ATA: nelle graduatorie permanenti (24 mesi) o nelle graduatorie/elenchi ad esaurimento (DM 75/01 o DM 35/04).

2) Aver ottenuto nel 2008/09 un incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche (31/08 o 30/06) o per almeno 180 giorni continuativi (compreso proroghe/conferme) per un insegnamento tipo di posto/profilo per il quale si è inclusi a pieno titolo nelle graduatorie di cui al punto 1) e non averlo ottenuto quest'anno.

* Rientrano tra i destinatari anche coloro che hanno accettato un posto ad orario ridotto, ai fini del completamento (naturalmente la domanda andrà presentata per la stessa provincia).
* Sono esclusi dalla procedura coloro che abbiano rinunciato ad un posto intero (annuale o fino al termine delle attività didattiche), nella provincia di effettiva inclusione o dalle graduatorie d'istituto.
* Non è motivo di esclusione aver rinunciato ad uno spezzone orario in assenza di posti interi o aver rinunciato, anche ad un posto intero, in una delle province aggiuntive.

Le graduatorie prioritarie dello scorso anno non hanno più validità e pertanto fino alla pubblicazione delle nuove le scuole utilizzeranno le graduatorie d'istituto per tutte le tipologie di supplenza.

Codacons chiede dimissioni Gelmini, "sono atto dovuto". "E' il peggiore ministro dell'Istruzione mai avuto in Italia"


Il Codacons chiede le dimissioni del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini definendo "gravissime le ultime azioni del ministro, così gravi che sommmate al disastro che ha combinato con la scuola italiana e che continua ad appoggiare come un disco rotto nonostante l'evidente fallimento, la rendono assolutamente non idonea al ruolo che riveste".

venerdì 3 settembre 2010

La mannaia della riforma Gelmini

Maria Stella Gelmini a proposito della riforma della scuola aveva ripetutamente affermato che l’operazione (in pratica un massacro degli organici delle scuole) non avrebbe comportato nessun licenziamento. Una bugia clamorosa drammaticamente confermata dai crescenti casi di protesta dei precari che oggi, da Palermo a Pordenone, arrivano adirittura allo sciopero della fame. Per anni, e talora per decenni, hanno lavorato e ora si trovano improvvisamente senza un posto. Docenti di ogni livello e personale tecnico amministrativo.

E quando è calatala la mannaia dei 135 mila posti da tagliare entro il prossimo anno in tutta Italia, per buona parte di loro il lavoro è svanito. Messi alla porta, scaricati come macchine da rottamare. E questi non sono licenziamenti? Chi lo nega si appella a cavilli formali che ormai non convincono neanche gli sprovveduti. I tagli erano stati giustificati, oltre che per risparmiare, per eliminare una volta per tutte la piaga del precariato che per decenni ha messo in discussione uno dei cardini della scuola, la continuità didattica? Non ci saranno più classi che ogni anno cambieranno insegnante?

Nel frattempo nelle scuole, e sempre a causa della riforma, ci sono almeno 10 mila insegnati cosiddetti soprannumerari. Insegnanti di ruolo che hanno il posto, ma non hanno più la cattedra. Che fare di queste persone che non avranno più una classe da guidare? Una situazione paradossale che il ministero ha affrontato con una circolare in cui si invitano gli uffici scolastici a lasciare questo personale per lo più nelle scuole dove hanno finora prestato servizio. A disposizione. E se ne vedranno di tutti i colori per cercare di tenerli in servizio senza fare nulla. Mai la scuola italiana ha vissuto tempi tanto assurdi. A scapito di chi ci lavora, e di conseguenza di chi la frequenta. Il nuovo anno scolastico è alle porte. Un anno che nelle intenzioni della Gelmini doveva rappresentare il recupero del merito e della qualità. Non è mai andata peggio di così.

martedì 31 agosto 2010

Anno scolastico 2010.11 – L’Odissea della scuola pubblica continua.

L’aumento costante degli alunni in tutti gli ordini e gradi della scuola novarese non si concilia con i tagli imposti dalla Finanziaria 2008 (7,8 miliardi di euro).

Rimangono così inascoltate le richieste delle famiglie di avere più sezioni dell’infanzia, più tempo pieno per la scuola primaria, più tempo prolungato per la scuola media e più ore di laboratorio per la secondaria di II grado.

I numeri della Riforma Gelmini prevedono, nel triennio 2008/11, la cacciata di 87.400 docenti e di 44.500 ATA e nessun investimento in un settore strategico per il futuro del nostro Paese.

Nella sola provincia di Novara, fra docenti e Ata, per l’a.s. 2010/11, si sono persi 200 posti di lavoro.

Classi sempre più numerose e meno sicure. Meno risorse per una scuola pubblica che possa effettuare un servizio di qualità rappresentano l’emblema di un Paese che arretra, incapace di cogliere le sfide vere della competizione globale.


Novara, 1 settembre 2010
f.to Luigi Nunziata, Segr. Gen.le Prov.le FLC Cgil Novara

sabato 28 agosto 2010

Sarà un autunno caldo per la scuola.


I tagli agli organici stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. Ma non solo: gli alunni disabili avranno a disposizione meno ore di sostegno e le classi saranno ancora più affollate. Una situazione che rischia di scoppiare proprio con l'avvio dell'anno scolastico e con l'apertura delle scuole.
Le proteste si moltiplicano e si estendono in tutta Italia. Da venerdì prossimo due precari faranno lo sciopero della fame a Roma, in piazza Montecitorio. La prima protesta è scoppiata dopo Ferragosto a Palermo. Ma è certo che nei prossimi giorni seguiranno altre manifestazioni.
La FLC CGIL ha indetto un'assemblea di tutto il personale precario per Venerdì 3 alle 17.00 presso la Cgil Novara.

sabato 7 agosto 2010

Immissioni in ruolo docenti e ATA: incontro al Ministero sulla ripartizione del contingente


Si è tenuto oggi un incontro al Ministero sui criteri di ripartizione dei contingenti di assunzioni in ruolo per il personale docente e ATA.
Si tratta di 10.000 posti docenti e 6.500 posti ATA che, come abbiamo avuto modo di ribadire nel corso dell'incontro, rappresentano una quantità del tutto insufficiente rispetto agli oltre 80.000 posti vacanti.

giovedì 5 agosto 2010

Contratto e tutela dei diritti del personale della scuola rappresentano una priorità

Nell’incontro con il Ministro Gelmini che si è tenuto il 4 agosto, la FLC CGIL ha ribadito il giudizio negativo sulla manovra finanziaria che ha penalizzato fortemente tutto il pubblico impiego ed in particolare il personale della scuola. Il blocco dei contratti, delle progressioni stipendiali, gli interventi sulle pensioni, le modfiche al tfs determineranno una forte riduzione del valore dellle retribuzioni e un netto peggioramento delle condizioni di lavoro.

Sulle immissioni in ruolo ci è stato comunicato il numero di 170 Dirigenti scolastici, 10.000 docenti e 6.500 ata che, pur rappresentando un punto d'avanzamento, è del tutto insufficiente rispetto ai posti vacanti disponibili ed è una parziale soluzione rispetto ai tantissimi precari che attendono da anni di essere stabilizzati.

Le iniziative di mobilitazione messe in campo dalla FLC per la difesa della scuola pubblica hanno consentito di acquisire qualche parziale risultato e per queste ragioni continueremo con le lotte, a partire dalle iniziative contro i tagli che penalizzano fortemente i precari e per evitare che si torni indietro rispetto a conquiste fondamentali per il personale della scuola.

mercoledì 4 agosto 2010

"Ministri ridotti a servitori" Famiglia Cristiana contro il governo

La questione morale agita il dibattito politico e secondo Famiglia Cristiana "il disastro etico è ormai sotto gli occhi di tutti". Con queste parole si apre l'editoriale del numero in edicola domani, che contiene un pesante il giudizio sugli organi di governo: "Una concezione padronale dello Stato ha ridotto ministri e politici a 'servitori', semplici esecutori dei voleri del capo" e "poco importa che il Paese vada allo sfascio: non si ammettono repliche al pensiero unico. E guai a chi osa sfidare il 'dominus' assoluto". Non è la prima volta che il settimanale cattolico critica il governo, ma non per questo l'attacco è meno fastidioso per la maggioranza.

"Quel che stupisce è la rassegnazione generale - prosegue l'editoriale - La mancata indignazione della gente comune. Un sintomo da non trascurare. Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico. Ha tracimato, colpendo l'intera società". Il settimanale diretto da don Antonio Sciortino conclude dicendo che oggi "prevale la 'morale fai da te': è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il 'bene comune' è uscito di scena, espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza".

Incontro all'Aran sulle elezioni delle Rsu

Nell’incontro del 3 agosto scorso, all’Aran, per le lezioni delle RSU 2010, la CGIL ha ribadito la richiesta già contenuta nella lettera di Guglielmo Epifani di procedere all’elezione stessa.

Le altre organizzazioni Sindacali hanno opposto la considerazione che prima di votare si debba definire l’accordo per l’individuazione dei comparti di contrattazione.

L’Aran ha annunciato la convocazione di un’ulteriore riunione, per il giorno 30 agosto, ultima data utile per rispettare il vincolo legislativo delle elezioni entro il 30 novembre 2010.

Graduatorie prioritarie 2010/11. Pubblicato il Decreto. Le domande dal 15 al 30 settembre 2010

E' stato pubblicato il Decreto ministeriale 68 del 28 luglio 2010 con il quale vengono costituite le graduatorie prioritarie anche per il 2010/11.

Come si ricorderà il comma 4 ter dell'art. 7 della Legge 25/10 ha previsto la proroga delle norme su tali graduatorie anche per il 2010/2011.

Il Miur, accogliendo le richieste sindacali, ha previsto che le graduatorie siano rielaborate attraverso l'inserimento anche di coloro che perderanno il lavoro il prossimo anno.
Non è invece stata accolta la richiesta unitaria per l'inserimento anche di coloro che abbiano maturato il requisito del servizio nel 2009/10 e che dovessero perdere il lavoro il prossimo anno.

Le domande dovranno essere presentate dal 15 al 30 settembre 2010.

venerdì 30 luglio 2010

Apporovata la finanziaria, scontro sul blocco degli stipendi

Nessuna modifica agli articoli che prevedono il blocco agli scatti di anzianità nella finanziaria approvata ieri con voto di fiducia alla Camera. Scontro aperto tra CISL e COBAS.
Non c'erano i tempi per modificare quegli articoli che lasciano nel vago il ripristino della progressione economica e di carriera dei docenti. La CISL accusata dai COBAS di "vanteria"
La CISL, in un comunicato apparso sul proprio sito, considera "un buon risultato le modifiche apportate in Parlamento alla manovra economica sulla complessa e difficile questione delle progressioni di anzianità del personale scolastico"
Rispondono i COBAS, parlano di finanziaria-massacro che in realtà non ripristina gli scatti di anzianità, ma elabora "un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata."

mercoledì 28 luglio 2010

Il Governo incassa la fiducia Domani voto finale sulla manovra


Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sulla manovra finanziaria. I "sì" sono stati 329 e i "no" 275. I deputati presenti e votanti sono stati 604, la maggioranza richiesta era di 303. Ora la Camera è passata all'esame degli ordini del giorno e per domani in mattinata è previsto il voto finale.

Il premier Silvio Berlusconi ha lasciato Montecitorio per recarsi alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, dove ha espresso la sua soddisfazione. "Abbiamo votato la fiducia sulla manovra e domani ci sarà il voto finale per una manovra di 50 mila miliardi delle vecchie lire, che l'Ue ci ha imposto, comporta sacrifici ma era necessaria".



Ben diversa la visione del provvedimento che emerge dall'opposizione durante le dichiarazioni di voto. Per il Pd parla il segretario Pierluigi Bersani, per il quale "siamo arrivati alle colonne d'Ercole della vicenda berlusconiana. Ora la navigazione procede in acque non conosciute". Giudizio negativo anche dall'Udc di Pier Ferdinando Casini, che si rivolge direttamente al ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Sa che in una maggioranza in cui manca la volontà di fare le riforme, l'unica cosa che gli rimane da fare sono i tagli lineari".

Per l'Italia dei Valori prende la parola Antonio Borghesi, che paragona la manovra a un olio di ricino "propinato a imprese, pensionati e cittadini". "Con questa manovra ingiusta continuate ad essere forti con i deboli e clementi con i furbi" ammonisce invece Bruno Tabacci dell'Api, che poi conclude: "Il governo ha un deficit etico e confonde l'etica con la cotica, e questa manovra sarà ricordata come quella dei refusi"

sabato 24 luglio 2010

Il Ministro Gelmini rimandato a settembre.


Il 19 luglio, il TAR del Lazio, pur non avendo concesso la sospensiva, afferma con nettezza che le circolari sulle iscrizioni e sugli organici del personale docente e ATA sono tutte illegittime accogliendo i motivi dei ricorsi presentati dalla FLC, da diverse associazioni e movimenti.
Il 21 luglio, sempre il TAR del Lazio accoglie ricorso dello Snals e ordina che, negli istituti tecnici e nei professionali (vale a dire metà delle scuole superiori), dovranno essere rifatti gli organici, ossia il numero delle ore di insegnamento, quindi il numero delle cattedre e dei docenti necessari.
Tutto pronto? No, tutto è da rifare in quanto il Ministro Gelmini ha fondato la sua riforma epocale su atti privi di efficacia e di rilievo giuridico. La legalità, il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie sono stati calpestati per ragioni di natura solo ed esclusivamente economica.
Adesso si aspetta il rimedio. Difficile da trovare entro il primo settembre, data di avvio del nuovo anno scolastico. Le operazioni da effettuare sono numerose e complesse. Già si parla di un possibile rinvio delle lezioni al primo di ottobre. Ma anche questo era già stato annunciato!
Si auspica ora un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Istruzione.
Novara, 24 luglio 2010 f.to Luigi Nunziata, FLC CGIL Novara

Il TAR Lazio boccia il Miur. Tutto da rifare!!!

Roma, 21 luglio – Lo SNALS-Confsal sottolinea l’effetto dirompente dell’ordinanza n. 3363 emessa dal Tar del Lazio mercoledì scorso, 19 luglio, su ricorso promosso dallo Snals stesso.

Sospendendo la riduzione degli orari curricolari, l’ordinanza comporta il ripristino delle ore di insegnamento e il diritto alla restituzione delle cattedre. In altre parole, molti insegnanti potranno non perdere il loro posto!

Così, tutti gli insegnanti degli istituti tecnici e professionali che, a seguito dell’indebita riduzione delle ore di insegnamento nelle classi intermedie, abbiano perduto la cattedra di titolarità, grazie alla citata ordinanza n. 3363, potranno agire per essere reintegrati nella sede di provenienza.

Il provvedimento del Tar, pertanto, assume una valenza che va ben al di là della mera questione della durata più o meno ampia dell’orario di insegnamento per diventare strumento di tutela di diritti.

Lo SNALS-Confsal auspica ora un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Istruzione.

mercoledì 21 luglio 2010

Il TAR del Lazio riconosce le ragioni della FLC CGIL. Il Ministro Gelmini deve prenderne atto e agire di conseguenza

Il TAR del Lazio, pur non avendo concesso la sospensiva, afferma con nettezza che le circolari sulle iscrizioni e sugli organici del personale docente e ATA sono tutte illegittime accogliendo i motivi dei ricorsi presentati dalla FLC, da diverse associazioni e movimenti.

Il Ministro Gelmini ha quindi fondato la sua riforma epocale su atti privi di efficacia e di rilievo giuridico. La legalità, il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie sono stati calpestati per ragioni di natura solo ed esclusivamente economica.

Crediamo che il Ministro debba prendere atto del disastro da lei stessa prodotto e avere comportamenti conseguenti. Occorre ripensare ad una vera e condivisa riforma della secondaria superiore sostenuta da investimenti e non pensata solo per attuare i tagli!

Polizia in piazza contro la manovra, 21 luglio 2010

Non erano tanti, ma erano sufficientemente arrabbiati. Per la prima volta si sono ritrovati in piazza, davanti alla Camera, i sindacati di polizia, i Cocer della Finanza e dell’Aeronautica, il Corpo forestale, la penitenziaria. Tutti, tranne i carabinieri, per dire “no” a una manovra economica che riduce ulteriormente gli investimenti per la sicurezza e la difesa. Tagli che, tra la legge Brunetta e l’attuale finanziaria, sfiorano il miliardo e 600 milioni di euro. In piazza la solita passerella dei politici d’opposizione, che ora promettono di presentare un emendamento per salvaguardare l’intero comparto. Ma in pochi credono ormai che la situazione possa cambiare. Anzi, la convinzione diffusa – mettendo insieme manovra e ddl intercettazioni – è che si stia compiendo un progetto politico ben preciso: negare alle forze dell’ordine di fare il proprio dovere, cioè arrestare i criminali.

martedì 13 luglio 2010

Debito pubblico record a maggio. Questo sì che cresce...


Debito pubblico record a maggio: tocca i 1.827,1 miliardi di euro, aumentando di 15 miliardi rispetto al mese precedente. Dalla fine del 2009 il valore del debito italiano è salito di 65,8 miliardi, segnando un incremento del 3,7%. E' quanto riporta il supplemento Finanza Pubblica al bollettino statistico della Banca d'Italia.
Il debito cresce, a breve qualcuno potrà dichiarare, senza essere smentito nè smentirsi il giorno dopo, che il Italia c'è qualcosa che cresce.

Fiat, licenzia sindacalista Fiom «Ha usato l'e-mail aziendale»

La Fiat ha licenziato un delegato della Fiom di Mirafiori perchè ha usato la e-mail aziendale per diffondere un volantino in cui i lavoratori polacchi dello stabilimento di Tichy esprimevano solidarietà ai colleghi di Pomigliano alla vigilia del referendum. Lo rende noto la Fiom di Torino.

Secondo quanto riferisce la Fiom, che impugnerà il licenziamento e ha convocato per domani una conferenza stampa, il delegato, che ha 33 anni, nella mail inviata invitava i destinatari a diffonderne il testo segnalando il messaggio di solidarietà dei dipendenti polacchi dell'azienda.

«È un licenziamento ingiustificato, il primo per un volantinaggio elettronico - dice Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom del Piemonte - che processa la libertà di opinione e limita l'agibilità sindacale. Il fatto che questo accada a Torino - prosegue il segretario Fiom - è francamente preoccupante, perchè sembra che esistano più Fiat: una che manda lettere di invito al dialogo e l'altra che ricorda una Fiat che, parafrasando Marchionne, è prima di Cristo. Opinioni e libertà - conclude Airaudo - non possono essere limitati».

CONTRO IL PROVVEDIMENTO.
Quattro ore di sciopero il 16 luglio in tutto il Gruppo Fiat per chiedere «il ritiro dei licenziamenti e dei provvedimenti di sospensione ed il rispetto degli accordi aziendali»: le ha decise la Fiom-Cgil dopo il licenziamento di un delegato di Mirafiori.

«Dopo Pomigliano - afferma in una nota la Fiom-Cgil nazionale - la Fiat ha scelto la strada dello scontro frontale sui diritti procedendo a sospensioni e licenziamenti di delegati e lavoratori iscritti alla Fiom». Oltre a riferirsi all'episodio di Mirafiori, la Fiom afferma che «a Melfi l'Azienda rifiuta di ritirare il provvedimento di sospensione a due delegati sindacali e ad un lavoratore, con la minaccia di passare nelle prossime ore al loro licenziamento». «Se qualcuno avesse ancora dubbi - si afferma tra l'altro nella nota - Pomigliano non è un caso isolato. È una precisa scelta della Fiat che pensa di usare la crisi per imporre in tutti gli stabilimenti del Gruppo una logica autoritaria e antisindacale nella gestione della produzione e delle fabbriche, cancellando non solo il Contratto nazionale, ma soprattutto il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a contrattare collettivamente la loro condizione lavorativa. Inoltre la Fiat pensa di tagliare ulteriormente il salario dei lavoratori, già falcidiato dalla ricorso alla cassa integrazione, rendendo incerta l'erogazione del saldo del Premio di Risultato, che in ogni caso sarà inferiore a quanto corrisposto nel 2008 e nel 2009», conclude la Fiom-Cgil annunciando anche il ricorso «a tutti gli strumenti giuridici di tutela dei diritti dei delegati e dei lavoratori».

domenica 11 luglio 2010

La Gelmini e i suoi effetti...


Sarà un estate tribolata ed un settembre nero per il personale della scuola. La riforma della secondaria ed i tagli apportati ai vari livelli del sistema scolastico non fanno dormire sonni tranquilli. Non solo ai giovani ed ai precari che attendono da anni di trovare sistemazione nel sistema dell’istruzione ma anche a quanti di ruolo e corrono il rischio di perdere il posto di lavoro. La situazione è molto delicata e proprio in questi giorni i funzionari dell’ufficio scolastico provinciale sono alle prese con la definizione degli organici di fatto che daranno la fotografia reale di cattedre e posti di lavoro dal 1 settembre.

Qualcuno ha definito la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, la «soluzione finale» per il precariato per quanti attendono di entrare nel sistema e non è molto lontano dalla verità.

La Cgil ha continuato in coerenza a tenere alta l'attenzione arrivando ad impugnare le varie circolari sulla formazione dell'organico. (Il Tar Lazio si pronuncerà il 19 luglio). La riforma Gelmini ed i tagli della finanziaria del ministro Tremonti porteranno ad una scuola con classi più numerose, più affollate, con docenti e personale sempre meno motivati visto che i problemi non si limitano solo alla organizzazione del personale ma alle risorse, agli investimenti, alla stessa filosofia con cui viene visto il mondo della scuola, sempre più fanalino di coda nel sistema economico nazionale e non valutato per la sua importanza nella formazione delle giovani generazioni.
Non ci resta che iscriverci in massa al partito degli impotenti...

Inserimento a pettine: Miur chiederà revoca ordinanza Tar


Ci risiamo. Ricorsi e controricorsi. Sentenze, pareri, ordinanze che si alternano annunciando un'estete rovente per i tanti precari della scuola.
Il Miur è orientato a resistere e, nelle more della pronuncia della Consulta sulla legittimità della legge che ha inserito le "code", intende chiedere la revoca dell'ordinanza di esecuzione del TAR Lazio.
Questi contenziosi hanno alimentato la lotta degli uni contro gli altri e indirizza il Ministero alla costituzione di Albi regionali. Il risultato che alle nomine dei vari UST (già CSA, USP) si sostituiranno le segreterie dei partiti. Naturalmente, si divideranno la torta in tante parti e loro un accordo lo trovano sempre!!!!

La FLC CGIL con i lavoratori precari della scuola in piazza il 15 luglio

Dopo la manifestazione nazionale del 12 giugno e lo sciopero generale del 25 giugno, proseguono le iniziative di lotta della FLC CGIL contro i tagli e la manovra finanziaria del Governo.

La manifestazione dei lavoratori precari della scuola, che è stata convocata a Piazza Montecitorio per le ore 10.00 del 15 luglio è un'occasione importante per allargare la partecipazione a tutte le forze impegnate contro la precarietà.

La FLC CGIL sarà, come sempre, presente in piazza e sosterrà la più ampia partecipazione alla manifestazione.

Anche una delegazione novarese parteciperà all'iniziativa. Chi vuole unirsi, contatti lo 0321.665240 - scuola@cgilnovara.it

sabato 10 luglio 2010

I diplomatici scioperano contro la manovra


I diplomatici italiani scioperano il 16 luglio contro la manovra economica di Tremonti. Lo annuncia in una nota il Sindacato nazionale dipendenti del ministero degli Esteri (Sndmae) che rappresenta gran parte delle feluche e che scrive. «I diplomatici italiani non possono accettare quei tagli, alle risorse e al funzionamento della loro carriera di servitori del Paese che di fatto preludono allo smantellamento della Farnesina».

giovedì 8 luglio 2010

Cala numero docenti: in un anno cancellate 40mila cattedre


APCOM - Il numero dei dipendenti della scuola - il comparto pubblico di gran lunga con il più alto numero di lavoratori in servizio - è in progressiva riduzione: a comunicarlo è il Miur attraverso la 'Sintesi dei dati' annuali, da cui si apprende che per effetto dei tagli previsti dalla finanziaria del 2008 i docenti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici si sono ridotti di oltre 55mila unità, passando dai 1.094.255 del 2008 ai 1.039.102 dello scorso anno.

Il trend di riduzione del personale (-5%), previsto in proporzioni analoghe anche per l'anno in corso e per il 2011 (quando la cancellazione di posti prevista toccherà complessivamente le 150mila unità), riguarda principalmente gli insegnanti, il cui numero si è ridimensionato di 40.384 posti: se nel 2008 erano 835.726, l'anno successivo i docenti della scuola italiana sono scesi a 795.342 (-4,8%).

L'unica categoria tra gli insegnanti italiani che ha fatto registrare un aumento, a seguito dell'incremento di posti a tempo determinato, è stata quella dei prof di religione: all'inizio dell'anno scolastico 2009/10 erano 26.326 (395 in più dell'anno precedente).

Percentualmente più alto, anche se numericamente più ridotto, è l'effetto di riduzione delle unità di personale non docente: gli assistenti amministrativi, i tecnici ed i collaboratori scolastici sono passati da 245.275 a 231.118, facendo registrare 14.157 posti in meno (che corrisponde ad un -5,8%).

martedì 6 luglio 2010

L’effetto della crisi e dei tagli aumenta la disuguaglianza.

Le ragioni sono evidenti: la crisi colpisce soprattutto chi perde il lavoro: lavoratori dipendenti con qualifiche medio-basse.
I tagli colpiscono maggiormente chi usa i servizi pubblici: aumento delle rette per asili/mense ecc.

Negli ultimi quindici anni, la mobilità sociale si è ridotta, non solo in Italia dove ormai è quasi assente, soprattutto negli Stati che hanno aumentato maggiormente i loro tassi di disuguaglianza.

A fronte di questa situazione, il Sindacato tutto deve chiedere al Governo di assumere provvedimenti legislativi che riducano la pressione fiscale e facciano pagare quanti per anni non l'hanno fatto.

E' necessario quindi, modificare la Finanziaria.

sabato 3 luglio 2010

NOVARA: 2 luglio 2010

tutte le foto della manifestazione:
www.cgilnovara.it



"No alla Finanziaria” sulle note di Bella ciao

Gran bella manifestazione quella di ieri mattina.
In Via Mameli 7B, sede della Cgil Novara, c'era agitazione per una manifestazione volta a spieggare le ragioni di uno sciopero al 2 luglio.
Il tempo di raccogliere le bandiere e gli striscioni e di incamminarsi verso Piazza Matteotti dove già c'era un primo drappello di lavoratori che avevano portato i propri figli. anche questo un bell'esempio di partecipazione democratica.
Il corteo per le strade del centro e tante persone che si sono unite alla manifestazione e altre che, pur non partecipando allo sciopero, erano strafelici che vi fosse quell'iniziativa così numerosa.
Uno sciopero per dire No ad una Finanziaria che colpisce sempre i soliti: lavoratori dipendenti, donne e pensionati.
La Cgil ha chiesto equità, parola desueta, visti i tempi, ma ancora presente nel nostro vocabolario.
E la musica che ha accompagnato l'iniziativa ha unito tutti quelli che erano presenti in Piazza saldando insieme emozioni e valori che vivono in ognuno di noi.

Grazie a tutti. Grazie ad ognuno di voi che ha reso un successo l'iniziativa.

Luigi Nunziata, Flc Cgil Novara

domenica 27 giugno 2010

CGIL NOVARA: 2 luglio ore 9.30

MANIFESTAZIONE CON CONCENTRAMENTO IN PIAZZA MATTEOTTI (davanti alla Prefettura)


NO ALLA MANOVRA DEL GOVERNO
Da tempo sarebbe stato necessario favorire la crescita, varare un "Piano per il lavoro", chiedere a tutti di contribuire a partire dai redditi più alti, grandi patrimoni ed imprese. Il governo ha scelto di colpire solo i lavoratori e le lavoratrici, pubblici e privati, i precari, i pensionati e le pensionate. Infatti, con la manovra:

* blocca i contratti pubblici, anche quelli già rinnovati, e gli scatti di anzianità nella scuola
* taglia i trasferimenti alle Regioni ed ai Comuni: meno risorse per lo sviluppo, meno prestazioni e servizi sociali, più costi per anziani, pensionati e fasce deboli
* ferma per un anno la pensione per tutti i lavoratori e le lavoratrici e riduce la salvaguardia per coloro che sono in mobilità
* chiude il 40% degli Enti di ricerca
* congela il turnover e licenzia la metà del precari In tutta la Pubblica Amministrazione, blocca la contrattazione di 2° livello e decide nel 2012 il pensionamento a 65 anni delle lavoratrici pubbliche.

sabato 26 giugno 2010

CGIL: Sciopero Generale, 25 giugno 2010. Una grande giornata di mobilitazione

Sono oltre un milione i lavoratori che, nella giornata di Sciopero Generale indetto dalla CGIL, sono scesi in piazza per dire no ad una manovra finanziaria iniqua ed ingiusta. “Un dato che va oltre le aspettative” spiega la Vice Segretaria Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervenendo dal palco allestito in Piazza Maggiore a Bologna, e aggiunge: “c'è stata allo sciopero generale un'adesione massiccia, e il Governo dovrebbe riflettere. E' in atto un processo di maturazione del convincimento che la manovra non porti a nessuna prospettiva futura”. Quella di oggi, sottolinea la dirigente sindacale, “è stata una grande giornata. La piazza è stata straordinaria”.

Oltre alle 100mila persone che hanno riempito Piazza Maggiore a Bologna, tante altre le piazze italiane che hanno visto la partecipazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori, di pensionati, precari e cittadini. Tra le principali piazze in 70 mila hanno sfilato a Milano e Napoli; oltre 40 mila a Roma; 25 mila a Palermo; 20 mila a L'Aquila; 10 mila a Cagliari e a Bari; in tutto il Veneto l'iniziativa ha portato in piazza circa 80 mila lavoratori.

La CGIL con questa mobilitazione continua a denuciare una manovra che, come recitano le parole d'ordine della giornata, pesa 'tutto sulle nostre spalle'. Una manovra cioè pagata dai soliti noti e che nulla chiede a chi avrebbe la possibilità e il dovere di contribuire. Ma soprattutto il sindacato punta il dito contro il provvediemento iniquo, ingiusto e depressivo chew non guarda alla crescita e al futuro del paese. Non è mancato nei vari cortei un riferimento alla vicenda dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco. Camusso da Bologna, riferendosi al Governo ha dichiarato “vorremmo che stessero zitti e non urlassero al trionfo” perchè “se fosse stato per loro la produzione di questo paese sarebbe stata ridotta e sarebbero stati cancellati i diritti dei lavoratori”.

La squadra della vergogna

Un maturando intervistato da Sky Tg24 ha detto che giovedì, dopo aver visto la partita della Nazionale, era talmente avvilito da non riuscire a studiare. La vergogna, infatti, è l’ultimo sentimento nazionale, sopravvissuto anche alla speranza, che un tempo era l’ultima dea. Perché di motivi per vergognarci in patria e all’estero noi italiani, nativi di un paese bellissimo, ne abbiamo purtroppo tanti, di fronte alla demolizione sistematica, da parte della banda Bassotto, di ogni orgoglio che avevamo: i beni culturali, la ricerca, i teatri, il cinema. E la scuola pubblica, affidata a una signora di cui il meglio che si possa dire è che non c’è alcun motivo ragionevole per cui faccia il ministro. Cosa che vale anche per Aldo Brancher, uno che ha conosciuto la galera (come Previti, Dell’Utri, Paolo Berlusconi e altri intimi del premier), per motivi tutt’altro che nobili, ma legati alle sue aziende. Perché l’uomo che si è fatto da sé ha avuto molti complici.
Maria Novella Oppo, L'Unità, 26 giugno 2010

martedì 22 giugno 2010

CGIL: Sciopero Generale, 25 giugno 2010

Assemblea, 25 giugno 2010

ASSEMBLEA di tutto il personale Scuola, Università, Ricerca, Afam presso il Salone del Convitto Nazionale C. Alberto di Novara Via Baluardo Partigiani 25 giugno 2010 dalle 15.30 alle 17.30

La protesta organizzata dalla Confederazione arriva dopo il varo della manovra correttiva da parte del Governo, manovra che la CGIL ha più volte definito "sbagliata e iniqua": sbagliata perché non vi sono provvedimenti di sostegno all'occupazione, alla crescita e allo sviluppo; iniqua, perché divide il Paese caricando i costi della manovra sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti Locali e sui cittadini più esposti. Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell'Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del Paese e gravando soprattutto sulle lavoratrici e i lavoratori.

Il governo mette le mani nelle tasche dei lavoratori, facendo cassa con i loro stipendi.

Pesantissimo l'attacco ai lavoratori della conoscenza: al congelamento della contrattazione sia nazionale che integrativa, si aggiunge il blocco degli scatti di anzianità, del turn over, del mancato rinnovo contrattuale scaduto il 31/12/2009.

f.to Luigi Nunziata
Segr. Gen.le Prov.le, FLC CGIL Novara

Novara, 22 giugno 2010

Fiòm 'e mmerd

Incredulità e sgomento a casa Marcegaglia dopo il rifiuto da parte della Fiom di firmare il contratto con la Fiat che avrebbe sistemato una volta per tutte la situazione dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Informata della notizia, la Marcegaglia ha urlato così forte che il padre ha temuto che gli fosse arrivato un altro avviso di garanzia; i domestici sono riusciti a disincastrarlo dalla tazza del cesso solo otto ore dopo: aveva cercato di fuggire in Cile attraverso le fogne usando lo scarico come propulsore. L'accordo avrebbe adeguato Pomigliano agli altri stabilimenti che già da tempo hanno accettato e dove, non a caso, la produzione ha ripreso brillantemente a dare i suoi frutti con piena soddisfazione di ambo le parti: i padroni e Confindustria.

Come nella spianata di Giza dove, dopo settimane di stop provocato dalla trattativa, gli operai sono tornati a fabbricare con rinnovato entusiasmo i mattoni crudi per la piramide di Micerino non appena hanno riconosciuto il loro rappresentante sindacale dal braccialetto attaccato ad una mano che spuntava dal terreno. Oppure come nel caso del Templo Mayor, dove le impalcature si sono nuovamente animate dopo che il capo del sindacato di Tenochtitlan ha spontaneamente firmato l'accordo proposto dalla Fiat potendo così riabbracciare i suoi cari dopo sei mesi di prigionia trascorsi nel cofano di una Punto. Perché a Pomigliano non hanno ancora firmato? Eppure i vantaggi sono evidenti. Innanzi tutto i lavoratori saranno accompagnati allo stabilimento da confortevoli mezzi di trasporto messi a disposizione dall'azienda: saranno prelevati direttamente a casa nel cuore della notte, verranno fatti accomodare sugli scranni della navetta dove saranno poi incatenati per una maggiore sicurezza durante il tragitto. Va aggiunto che la navetta non avrà costi di carburante poiché saranno i lavoratori stessi a garantirne il movimento vogando al ritmo del tamburo percosso dal capo del personale. L'orario di lavoro. L'azienda ha concesso che le otto ore giornaliere siano svolte di fila senza la fastidiosa mezz’ora della pausa mensa; è scientificamente provato, grazie a studi effettuati negli stabilimenti di Birkenau, che l'interruzione interferirebbe con il lavoro dei kapò che, a causa della pausa, perderebbero il ritmo delle frustate rendendole meno efficaci.

Chi sciopererà mettendo in discussione l'accordo con l'azienda sarà spalmato di miele, ricoperto da piume di papera, fustigato nella pubblica piazza con copie arrotolate della Costituzione e poi sodomizzato a morte da energumeni mascherati da Gianni Agnelli. Nei casi più gravi si procederà anche con il licenziamento. In caso di picchi di assenteismo poi, a prescindere dai controlli, l'azienda comunque non verserà i contributi per malattia poiché provvederà a proprie spese, mandando uno squadrone incappucciato specializzato, a far sparire una volta per tutte l'assenteista e a sostituirlo con un lavoratore più produttivo: un neonato cinese.

di Giulio Volàno, da il Misfatto del 20 giugno

sabato 19 giugno 2010

Pomigiano, alcune riflessioni

Si sta proponendo sulla pelle degli operai di Pomigliano un accordo che serve come testa di ponte per i futuri accordi con i lavoratori.
La sintesi dell’accordo è semplice: cari lavoratori dimenticatevi i diritti e tutto quello che avete conquistato a cominciare dallo “statuto dei lavoratori”.

In verità l’attacco è cominciato prima e un anno fa c’è stata la prova della risposta popolare con il taglio di 40.000 posti di lavoro. Si trattava di lavoratori speciali: gli insegnati e tutti gli operatori della scuola. La risposta popolare è stata sufficientemente tiepida per tentare il nuovo passo, molto più deciso.

La scuola perderà formazione per gli alunni tagliando addirittura delle discipline e naturalmente altri 25.000 insegnati. Chi rimane sa che si troverà a gestire una situazione che tende ad esplodere senza supporti e senza migliorativi. Anzi, sa che grazie alla meritocrazia ideata da questo governo, dovrà essere riconosciuto come lavoratore meritevole, per avere diritto agli aumenti salariali che sono(erano) automatici per contrastare l’erosione dello stipendio dall’inflazione.

Passato l’accordo di Pomigliano, tutti gli accordi saranno rifatti in forma peggiorativa, a sua imitazione, e il costo del lavoro si abbatterà. Di conseguenza la qualità della vita e i diritti saranno velocemente cancellati e finalmente saremo un paese totalmente occupato e non avremo nemmeno il tempo di protestare, ma soprattutto nemmeno il diritto di dissentire.

Tranquilli ora c’è il calcio che ci distrae, ma io aspetto il risveglio.

Gabriele Sozzani, docente scuola media

Finanziaria, assalto alla diligenza

Sono 2.550 gli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari alla manovra in discussione in commissione Bilancio al Senato.
Quasi la metà (1.205) sono della maggioranza.
Il gruppo del Pdl è in testa quanto a proposte di modifica con 1.116 emendamenti. Dalla Lega sono arrivate 89 proposte di modifica, dal Pd 823. L'Italia dei Valori ha presentato 149 emendamenti, 293 l'Udc e 80 dal gruppo misto.
Gli ordini del giorno sono in totale 43.

In questo assalto alla diligenza, ci si augura che qualcuno abbia pensato ad eliminare il blocco della progressione di carriera (2010/11/12/13), del turn over e del rinnovo contrattuale.

Non vorrei che sia già passato il messaggio di Pomigliano: "Statali attenti, vi conserviamo il posto di lavoro ma a condizioni che..."

Naturalmente, proposta da sottoporre a referendum.

Il ricatto di Pomigliano

Per Emma Marcegaglia il ‘no’ della Fiom all’accordo per Pomigliano “è incredibile”, perché posto “davanti a un’azienda che va contro la storia prendendo le produzioni dalla Polonia e riportandole in Italia, e che investe 700 milioni di euro”. Per la Fiom, non si può sacrificare tutto, anche diritti dei lavaoratori, sull’altare della crisi. E allora, ‘no’ allo straordinario ‘obbligatorio’ triplicato a 120 ore annue, ‘no’ alla possibilità per Fiat di annullare la mezz’ora di pausa mensa, o i giorni di riposo, “per recuperi produttivi anche dovuti a non consegna delle forniture”; ‘no’ al mancato pagamento della malattia, da contratto a carico dell’azienda.. e così via. In Canada, per difendere il posto gli operai Chrysler hanno accettato condizioni peggiorative rispetto all’ultimo contratto: meno bonus, più turni, meno garanzie per sanità e pensioni.

Aspettando il voto dei lavoratori campani, il caso Pomigliano ci interroga tutti: di fronte alla crisi, mentre gli statali vedono congelati gli stipendi, nel settore privato le aziende premono per abbattere costi e aumentare produttività, in uno dei Paesi dell’area Ocse (già prima della recessione) con i più bassi aumenti salariali negli ultimi anni (dati Banca d’Italia). La ripresa, debole, sembra non portare molti nuovi posti di lavoro.

Il prezzo della crisi è un lavoro più duro? Più vicino agli standard di paesi ‘emergenti’ ? E' giusto che per conservare un posto di lavoro si debba rinunciare a diritti? E altra domanda inquietante, se passasse il Si a Pomigliano, non si avrebbe forse un effetto domino che richiederebbe la riscrittura dei Contratti nazionali?

mercoledì 16 giugno 2010

25 giugno 2010 - sciopero generale

Il 25 giugno le lavoratrici e i lavoratori della scuola e delle istituzioni educative statali si asterranno dal lavoro e scenderanno in piazza a fianco di tutti i lavoratori, pubblici e privati, per dire no alla "manovra correttiva" del Governo , per dire no alla controriforma del lavoro che attacca i diritti di chi lavora, per dire basta al lavoro nero e sommerso, per dire basta all’evasione fiscale, contrattuale e contributiva e per rivendicare il diritto all’occupazione, al reddito e al lavoro.

Lo sciopero generale di tutte le categorie, pubbliche e private, è la risposta di tutta la CGIL ad una manovra sbagliata e iniqua.

Tu lavorerai con dolore

Marchionne e Tremonti, con l’imposizione del “modello Pomigliano”, vogliono dimostrare a tutti i costi (costi pesantissimi, per gli operai) che aveva ragione il vecchio Marx a sostenere che il sistema capitalistico, per massimizzare il profitto, tende a precipitare il salario del lavoratore al minimo necessario per la mera riproduzione fisica della forza-lavoro. Per dirla in soldoni, a salari di fame. Qualche operaio, che pure si appresta a subire il diktat di Marchionne, ha detto che saranno condizioni di lavoro “da schiavi”.
Paolo Flore d'Arcais, Antefatto, 16 giugno 2010

lunedì 14 giugno 2010

Pomigliano, così muore il Contratto Nazionale

È in atto l’agonia del contratto nazionale. Stanno infatti addensandosi, per iniziativa del centrodestra, una serie di “deroghe” che lentamente svuotano quel sistema che univa il mondo del lavoro. Per la felicità di quanti (vedi la Lega) perseguono condizioni di lavoro differenziate tra Nord e Sud.
Ora, col caso Pomigliano, c’è qualcosa di più e ministri e commentatori esultano per la svolta storica. Non consiste solo nelle “deroghe” al contratto nazionale per rendere quella Fiat competitiva. Stavolta c’è la deroga a un diritto costituzionale, quello riferito al diritto di sciopero. Un diritto non in mano al sindacato ma all’individuo. Un’abolizione richiesta non per qualche mese ma per sempre. Un precedente. Poi magari sarà la volta di un’azienda chimica o di un’azienda editoriale, quella dove magari lavorano tanti solerti commentatori. Un atto motivato dalla crisi perché le ristrutturazioni comporterebbero l’assoluta pace sociale, non trattative o confronti. Non ci state? Portiamo la fabbrica in Polonia. La Fiom sembra la più ostinata nel rifiuto e cerca un’alternativa, una via d’uscita. Non intende essere additata alla pubblica gogna. Un semplice, netto rifiuto cambierebbe lo stato delle cose? Forse la Fiat procederebbe comunque nei suoi intenti accontentandosi di un accordo separato oppure dirotterebbe i promessi investimenti all’Est. L’annunciato referendum potrebbe poi far prevalere tra i lavoratori, intimoriti, una disponibilità ad accettare il ricatto.
Una morsa infernale. La posta in gioco è altissima. L’attacco alla Costituzione parte da Palazzo Chigi, arriva ai convegni dei giovani industriali, arriva alle imprese che annaspano e cercano ricette facili. Come se l’assenza del conflitto coincidesse con l’efficienza (non siamo certo all’epoca della conflittualità permanente o dell’assenteismo esasperato). E come se davvero si potesse impedire il conflitto (sta esplodendo persino in Cina). Forse i sindacati metalmeccanici avrebbero potuto proporre un periodo di tregua garantita, limitata nel tempo (la Fim aveva fatto un passo in tal senso, subito evitato dalla Fiat) e attestarsi su quella indicazione. L’iniziativa sarebbe apparsa forte e autorevole, se sostenuta unitariamente, con la capacità di uscire dalla forbice tra acquiescenza e rifiuto.
C’è anche chi pensa che quella in corso sia una sceneggiata. Il destino di Pomigliano sarebbe già stato segnato e non resterebbe che trovare un capro espiatorio, ovverosia la maledetta Fiom. Una ragione di più per non concedere alcun alibi in tal senso. Che Marchionne scopra le sue carte. Con la consapevolezza che, del resto, nessuna intesa aziendale può seppellire il diritto di sciopero. Non lo fu nemmeno nel 1943.
http://ugolini.blogspot.com/

Pomigliano, no della Fiom all'accordo "ricatto" della Fiat

Il comitato centrale della Fiom ha votato no all'accordo proposto dalla Fiat in cambio della mancata chiusura dello stabilimento di Pomigliano. All'accordo si è erano detti favorevoli gli altri sindacati confederali Cisl e Uil con le loro delegazioni di metalmeccanici. L'accordo prevede una serie di restrizioni e di deroghe alla legislazione attuale tra cui: rinuncia al diritto di sciopero, sanzioni in caso di malattia, riduzione dei permessi elettorali e abolizione della pausa pranzo.

Mano libera in fabbrica

"Ho fatto un sogno". Nessun imprenditore italiano ha ripetuto la frase dello storico discorso di Martin Luther King sulla fine della discriminazione razziale, ma si può star certi che la maggior parte l'ha pensata. Ed è un sogno molto diverso da quello: il sogno di avere mano libera in fabbrica, sull'organizzazione del lavoro come sulle retribuzioni, senza avere il problema di subire scioperi come reazione. Il sogno di ottenere tutto questo non più con l'aiuto della polizia o dell'esercito, come si faceva nell'800, ma con la firma delle organizzazioni dei lavoratori. Formalmente non con una imposizione, dunque, ma offrendo una possibilità di scelta.

Certo, nel caso di Pomigliano l'alternativa è un po' asimmetrica: o si accettano le condizioni poste dall'azienda o la fabbrica chiude. Chiedersi se si proponga veramente una scelta sarebbe una domanda retorica. Ed è altamente probabile che anche il referendum tra i lavoratori, se si farà, scelga di mangiare quella minestra piuttosto che buttarsi dalla finestra.

Quella minestra, però, contiene ingredienti indigeribili. Non si tratta della fine della concezione del sindacato come "antagonista", come chiosa il candido segretario della Uil Luigi Angeletti. Tra quegli ingredienti c'è di fatto l'addio al contratto nazionale (già derogabile in base all'accordo sulle nuove relazioni sindacali, che la Cgil non ha firmato) e una rinuncia al diritto di sciopero, che la Costituzione garantisce addirittura come diritto individuale. C'è, in altre parole, tutto ciò che serve a far diventare irrilevante il sindacato, a guidarlo verso un sicuro declino, ancora una volta sul modello degli Stati Uniti, dove ormai meno del 10% dei lavoratori è iscritto a un sindacato.
......

CARLO CLERICETTI, La Repubblica, 14 giugno 2010

domenica 13 giugno 2010

Meno male che c’è la Cgil

Meno male che c’è la Cgil. E non solo per la ragione ovvia e importantissima che difende quelli sulle cui spalle grava il peso di tutta la società: economia, legalità, cultura. Di queste cose parlavano infatti le persone intervistate all’interno della manifestazione sindacale di ieri. Facce serie e pensose. Mica come il premier clown che ci hanno riproposto i tg, stavolta da Internet. Buffoneggiando con gesti e sorrisi, ci ha ripetuto che l’unico dei giornalisti a tifare per lui è Emilio Fede. E non si vergogna? A parte la mancanza di gratitudine verso il povero Minzolini, se fosse vero quello che dice, dovrebbe ammettere che perfino quelli da lui profumatamente pagati, hanno vergogna di dargli ragione. Siamo alle comiche finali. Come disse Fini una volta, per poi dimenticarsene. Altro che Farefuturo, se non si ha la minima consapevolezza del passato. Per non dire del presente, cancellato dal Tg1 come la bella faccia di Maria Luisa Busi e di quelli che non sono in vendita.
13 giugno 2010
di Maria Novella Oppo, lUnità.

dalla Manifestazione di Roma, 12 giugno 2010

Il governo mette le mani nelle tasche dei lavoratori, facendo cassa con i loro stipendi, dice Luigi Nunziata, Segr. Gen.le della FLC CGIL Novara.
Pesantissimo l'attacco ai lavoratori della conoscenza: al congelamento della contrattazione sia nazionale che integrativa, si aggiunge il blocco degli scatti di anzianità. Il risultato di questi interventi sarà un impoverimento delle retribuzioni, che colpirà soprattutto i più giovani.

È inaccettabile. Noi non ci fermeremo e utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per modificare queste norme inique e illegittime.

Una prima forte risposta, che il Governo non potrà ignorare, la daremo insieme a migliaia di lavoratori sabato 12 giugno prossimo con la manifestazione nazionale e con lo sciopero generale previsto per il 25 giugno.

Statali e insegnanti in corteo. I «soliti noti» contro la manovra

«Noi abbiamo il diritto di non essere ingannati. Il governo non dica cose false sul futuro del Paese. Noi non ci chiamiamo Alice e non viviamo nel paese delle meraviglie». Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani parla in piazza del Popolo di fronte ad una marea rossa di bandiere e raccoglie lunghi e ripetuti applausi da questo popolo reale, in carne ed ossa, che è venuto a Roma da tutta Italia per dire no alla manovra del governo. Nessun riferimento a questa manifestazione nazionale nei titoli del Tg1 delle 13.30 di Augusto Minzolini, silenzio sul grido di allarme che migliaia di lavoratori e lavoratrici, precari, pensionati, ricercatori, giovani e vecchi lanciano sfilando per le vie della Capitale. Gli organizzatori annunciano dal palco 100mila persone, la Questura 25mila. Sminuire, come ha fatto il governo con la crisi, fino ad ora. Ma questo «fiume rosso», così lo definiscono gli organizzatori, si ingrossa via via, e la piazza diventa sempre più stretta: in fondo è come il dissenso a Silvio Berlusconi, cresce e anche se non tutti lo raccontano prima o poi si imporrà.

Questo non è il paese delle meraviglie: è il paese di Umberto Pugliese, per esempio, che dice, «prendiamo 1400 euro al mese, non evadiamo neanche un centesimo e siamo quelli che pagheranno ancora». Dieci passi più in là c’è una banda che suona l’Internazionale, «siamo qui per Pomigliano D’Arco, cuore del Sud che rischia di fermarsi». Si protesta, si balla, si canta, si marcia. «Peccato che il governo non capisca che investendo sull’energia pulita si creano posti di lavoro e anche da lì può ripartire il Paese. Avrebbero potuto farlo con questa manovra e invece tagliano “linearmente”», commenta Marco, ricercatore di Pisa. A Roma sfilano quelli «che ogni giorno tirano la carretta - per dirla con e Epifani - e non sanno come arrivare alla fine del mese». «Tremonti questa volta l’hai fatta grossa», urla dal megafono un impiegato con il berretto rosso e la maglietta slogan «Tutto sulle nostre spalle».

La ministra Gelmini, invece, è stampata su quelle di studenti, ricercatori e insegnanti. C’è anche una ruota della Fortuna, con sopra i volti dei ministri e di Bonanni della Cisl, sindacato assente, come la Uil, d’altra parte. Il «fiume rosso» scorre lento e si ingrossa sempre di più, qua e là qualche bandiera di Rifondazione, dell’Idv, ma questo è il corteo della Cgil. Qui nessuno nega la necessità di una manovra, non è un popolo di ingenui, ma non è questa la manovra che chiedono. Se solo si fossero fatte prima le cose che si dovevano fare, «qui e in Europa - dice Epifani - stabilendo regole certe per la finanza internazionale», forse oggi i sacrifici sarebbero meno pesanti. Se solo paghessero tutti «sarebbe un paese più giusto».

Chi c’è e chi non c’è
A quelli che non ci sono, Cisl e Uil, la piazza regala un fischio, Epifani si limita a un punto interrogativo: «Dov’è l’equità in questa manovra?». Quanto al Pd: «Ha la sua manifestazione. Ha detto che aderiva a questa nostra iniziativa, ma il mio problema non è chi aderisce, ma chi condivide il cuore dei nostri ragionamenti». Ignazio Marino è meno diplomatico: «Mi aspettavo una delegazione, come annunciato dal segretario, qui oggi non vedo neanche una bandiera del Pd. Vorrà dire che la prossima volta me la porterò da solo». I politici presenti, Cesare Damiano, Vincenzo Vita, Filippo Penati, Stefano Fassina, David Sassoli, (Pd) Gennaro Migliore e Paolo Ferrero (Sel), e l’Idv di Di Pietro, si confondono tra la folla. Ci sono delegazioni sindacali arrivate da tutte le regioni: lavoro, Costituzione, diritto allo studio, alla salute, libertà d’informazione, tutto tenuto insieme nella Costituzione. Di questo senti parlare sfilando con loro. Sono quelli che alla fine si salutano cantando e ballando insieme sulle note di «Bella Ciao».