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lunedì 13 settembre 2010

Caro Ministro le scrivo

Caro Ministro della Pubblica Istruzione,
la fine di questa legislatura si avvicina sotto una valanga di incredibili e vergognosi scandali tutti interni alla maggioranza. Sono in corso i saldi di fine legislatura per accaparrare tutto il possibile: la confindustria ha stracciato gli accordi con i sindacati e cercano in ogni modo di schiavizzare i lavoratori. La C.A.I. sta demolendo tutto quello che generosamente il governo ha regalato alla cordata depurandola dai debiti, scaricandoli su di noi, e adesso invoca l’entrata di un vettore come Air France che se la porterà via per un pezzo di pane. I partiti si inventano alleanze future per salire nella mangiatoia governativa. Alcuni ex Ministri che si son trovati (mannaggia!!) il mutuo della casa pagata da sconosciuti, si ripresentano sulla scena.

Lei con estrema coerenza continua nella sua “riforma epocale” della Pubblica Istruzione ma, come se si trattasse di un regalo, non ci svela nulla. Si tolgono discipline e relativi docenti. Si lasciano a casa migliaia di insegnati detti precari, ma che precari non erano, in quanto hanno insegnato da lustri stabilmente ma con il contratto, questo sì, da precario.

I ricercatori se ne vanno perché i loro contratti sono stracciati e tutte le loro conoscenze e studi li seguono e probabilmente non torneranno più, mai più. Le università senza ricerca diventeranno inevitabilmente degli scatoloni vuoti. Recentemente ci hanno fatto sapere che siamo il fanalino di coda degli investimenti per la scuola in Europa e con gli insegnati peggio pagati, quindi carriera poco ambita. Soddisfatta del risultato?

Risparmio e ottimizzazione sono sempre una buona cosa, ma fino ad oggi solo tagli. Investimenti?
Solo per la scuola privata di ispirazione cattolica, per la scuola pubblica quella che Lei sta gestendo, o dovrebbe gestire, nemmeno un euro di investimento. Ne è appagata?

A breve, il governo cadrà e della sua riforma “epocale” non se ne parlerà più. Della sua comparsata al Ministero della Pubblica Istruzione, molti, almeno 140.000 famiglie se ne ricorderanno con orrore per essersi visti negare la possibilità di insegnare, sia pur con uno stipendio di 10.000 euro (Lei quei soldi li porta a casa in due settimane di lavoro da Ministro) più leggero dei colleghi europei. Si sono visti chiudere i finanziamenti per la ricerca e andare a cercare un lavoro all’estero.


Chi, per sua fortuna insegna, si vede costretto a elemosinare ai genitori un contributo, una tassa scolastica non registrata dai 50 ai 200 euro, per poter far fronte alle spese per il funzionamento, pur vantando crediti, come scuola, al Suo Ministero per decine se non centinaia di migliaia di euro. Gratificata?

Penso che Lei volesse realmente fare qualcosa di grande. Credo ci sia riuscita: ha indirizzato il futuro dell’Italia verso il declino. Considero questo risultato: le macerie della scuola, un successo. Un personale successo da inserire nel suo ricco curriculum

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