Cominciano oggi nelle scuole italiane i test Invalsi. Un milione e centomila alunni della primaria, 570 mila studenti delle medie e 530 mila ragazzi delle superiori saranno sottoposti nei prossimi tre giorni ai quiz elaborati dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo. L’intenzione è quella di equiparare l’Italia agli altri paesi europei, che sono dotati di strutture per l’analisi dello stato di salute dei loro sistemi d’istruzione.
Ma intorno ai test Invalsi si sono scatenate numerose polemiche. L’ultima è quella dei dipendenti dell’istituto di ricerca, finanziato dal ministero dell’Istruzione, che dopo le dimissioni del presidente Piero Cipollone, economista proveniente dall’ufficio studi della Banca d’Italia, volato a Washington per andare a occupare uno dei 24 posti di direttore esecutivo alla Banca Mondiale, hanno denunciato “una situazione di forte criticità economica e di incertezza di governo”. Infatti i dipendenti stabili dell’Invalsi sono solo 22, più del doppio i precari con contratti in scadenza.
Le controversie, però, non sono soltanto interne. Dato lo scarso numero di dipendenti, i test nelle scuole saranno somministrati e corretti dagli insegnanti. Ma in regime di totale volontariato: la verifica, infatti, non rientra nelle loro mansioni e non sarà retribuita.
La contestazione dei sindacati è relativa alle modalità di svolgimento delle prove, che prevedono un mero esercizio di compilazione di test che risultano più vicini ad una schedatura dei risultati che ad una valutazione. Il Miur è corso ai ripari con una nota che prevede che ogni decisione sui quiz Invalsi “deve essere deliberata dal Collegio dei docenti”, ma da queste scelte naturalmente emergeranno istituti “buoni” e istituti “cattivi”. Eppure molte scuole, a partire dalla Capitale, boicotteranno l’iniziativa.
“Il criterio di un serio sistema di valutazione – spiega Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil – non può essere solo quello dell’apprendimento finale. Serve un organo indipendente, non un ente finanziato dal ministero stesso per valutare il funzionamento del sistema, come nei paesi anglosassoni. I test di questi giorni sono improvvisati, i docenti non sono preparati a farli e i ragazzi a riceverli. Un investimento di risorse sproporzionato al risultato che verrà ottenuto”. Tra l’altro, le classi campione saranno quelle dove le prove verranno distribuite e corrette dai tecnici dell’Istituto. Quindi un numero molto limitato.
I ragazzi sono chiamati ad affrontare una prova di italiano e una di matematica della durata di 90 minuti ciascuna per le secondarie, 45 per le primarie. “Il tempo per risolvere i quesiti è pochissimo – spiegano un gruppo di genitori di una scuola elementare del Veneto – facciamo fatica anche noi in 40 secondi a dare le risposte. É inevitabile che i bambini dovranno essere aiutati dalle maestre che altrimenti rischiano di vedere declassata la loro scuola”.
Dopo i test gli alunni sono chiamati a riempire un questionario in cui sono chiamati a parlare della loro giornata, del tessuto sociale in cui vivono, di quanto tempo dedicano allo studio e quanto allo sport, se fanno altre attività, se nelle loro case ci sono dei libri, se sono stati vittime di episodi di bullismo e di emarginazione. Proprio su quest’ultimo questionario l’Italia dei valori ha presentato un’interrogazione “per le gravi lesioni della privacy che comportano i test Invalsi”. Del resto, se in futuro le scuole dovessero ricevere i finanziamenti rispetto a questo genere di prove, è chiaro che gli istituti nelle zone svantaggiate del paese, o quelli che hanno molti iscritti stranieri, saranno inevitabilmente penalizzate.
flc cgilnovara
Informazioni personali
- FLC CGIL NOVARA
- a cura della Segreteria FLC CGIL Novara - Via Mameli 7B - Novara e.mail: scuola@cgilnovara.it
sabato 4 giugno 2011
Decreto sviluppo: audizione della FLC alla Camera
Sui precari della scuola le norme del decreto, lungi dall'offrire soluzioni, peggiorano in alcuni casi la situazione addirittura favorendo il susseguirsi di contratti a tempo determinato anche su posti vacanti. Critiche sono state espresse anche sulle graduatorie e sulla mobilità territoriale.
L'unico punto positivo del decreto, l'annuncio di un piano di assunzioni in ruolo, resta solo un annuncio perché non viene quantificato neppure nella relazione tecnica.
La FLC ha tenuto però ad offrire alla Commissione una serie di proposte, tra le quali:
* il piano di assunzioni deve essere quinquennale e non triennale. Questo va attuato con la trasformazione in organico di diritto di tutti i posti liberi su spezzoni e sul sostegno. La quota parte di assunzioni docenti e ata sulla base dei posti vacanti e disponibili relativa all’anno scolastico 2010-2011 deve essere aggiuntivo al suddetto piano;
* va soppressa la norma, indegna di un paese civile, che esclude dalla normativa europea il personale della scuola, negandogli la trasformazione del rapporto di lavoro di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;
* la retrodatazione giuridica della nomina va estesa a tutto il personale immesso in ruolo;
* va eliminato il blocco degli inserimenti in graduatoria di chi ha iniziato i corsi abilitanti, risolvendo una situazione paradossale: il MIUR ha autorizzato i percorsi abilitanti sapendo che questo personale non avrebbe mai potuto essere incluso a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento;
* va eliminato il blocco quinquennale della mobilità territoriale per coloro che saranno immessi in ruolo a partire da settembre 2011. Questo blocco schiocca come uno schiaffo alle prerogative contrattuali e alla sentenza della Corte Costituzionale (41/2011) che ha confermato il diritto dei lavoratori alla libera circolazione sul territorio nazionale.
L'unico punto positivo del decreto, l'annuncio di un piano di assunzioni in ruolo, resta solo un annuncio perché non viene quantificato neppure nella relazione tecnica.
La FLC ha tenuto però ad offrire alla Commissione una serie di proposte, tra le quali:
* il piano di assunzioni deve essere quinquennale e non triennale. Questo va attuato con la trasformazione in organico di diritto di tutti i posti liberi su spezzoni e sul sostegno. La quota parte di assunzioni docenti e ata sulla base dei posti vacanti e disponibili relativa all’anno scolastico 2010-2011 deve essere aggiuntivo al suddetto piano;
* va soppressa la norma, indegna di un paese civile, che esclude dalla normativa europea il personale della scuola, negandogli la trasformazione del rapporto di lavoro di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;
* la retrodatazione giuridica della nomina va estesa a tutto il personale immesso in ruolo;
* va eliminato il blocco degli inserimenti in graduatoria di chi ha iniziato i corsi abilitanti, risolvendo una situazione paradossale: il MIUR ha autorizzato i percorsi abilitanti sapendo che questo personale non avrebbe mai potuto essere incluso a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento;
* va eliminato il blocco quinquennale della mobilità territoriale per coloro che saranno immessi in ruolo a partire da settembre 2011. Questo blocco schiocca come uno schiaffo alle prerogative contrattuali e alla sentenza della Corte Costituzionale (41/2011) che ha confermato il diritto dei lavoratori alla libera circolazione sul territorio nazionale.
martedì 26 aprile 2011
La scure del governo sulla scuola
Il documento di economia e finanza appena approvato dal Consiglio dei ministri prevede in tre anni tagli per 13 miliardi al settore dell'istruzione. Il governo dice che i fondi verranno fuori da "minori spese", ma secondo opposizione e sindacati, la decisione si risolverà in un'altra riduzione dell'organico impiegato negli istituti
Ancora una volta sarà la scuola a fare sacrifici per sanare il deficit . Lo prevede il Documento di economia e finanza approvato qualche giorno fa dal consiglio dei ministri su proposta di Giulio Tremonti. In programma per il prossimo triennio tagli di spesa per 35 miliardi di euro (ma c’’è anche chi arriva a quantificare i costi fino a 39 miliardi), e di questi 13 peseranno sul sistema dell’istruzione.
Ma c’è di più. E’ in dirittura d’arrivo un’altra operazione chirurgica da 8 miliardi di euro che entro quest’anno porterà a un taglio di 135 mila posti degli organici degli operatori scolastici. Tremonti vuole risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno (per i prossimi tre anni). Secondo il vicesegretario pd Enrico Letta ciò equivale a veri e propri tagli di organici. Interpretazione che il ministro Maria Stella Gelmini ha già respinto. Ma allora come si ricaverebbero questi fondi? “Non è ancora chiaro – commenta il sindacalista della Cgil scuola Pippo Frisone – ma se non sono tagli di organico, da qualche altra parte questi risparmi dovranno arrivare. E allora forse non resterà che intervenire sugli stipendi degli insegnanti, ribadendo il blocco degli aumenti di carriera”. Ipotesi peraltro che si starebbe già profilando.
Osvaldo Roman, in un intervento pubblicato su www.scuolaoggi.org, osserva: “Con riferimento alla spesa pubblica valutata rispetto all’andamento del PIL, la previsione relativa all’istruzione scende dal 4,2 del 2010 al 3,7 del 2015 e al 3,2 del 2030. Questa scelta viene fatta risalire all’effetto delle ‘misure di contenimento della spesa per il personale, a cui segue un andamento gradualmente crescente nel trentennio successivo dovuto alla riduzione strutturale della popolazione scolastica’. In sostanza continuano ad incidere gli effetti di una ulteriore riduzione degli organici che proseguono oltre il periodo previsto dalla riforma Gelmini. (2009-12)”.
Altra conclusione di Roman: “Ma un contributo a questo ridimensionamento strutturale della spesa per l’istruzione viene assegnato anche all’eliminazione dell’adeguamento automatico delle retribuzioni del personale della scuola negli anni 2011-2013 e seguenti”. Per gli insegnanti italiani, insomma, sarà comunque un avvenire di lacrime e sangue.
Ancora una volta sarà la scuola a fare sacrifici per sanare il deficit . Lo prevede il Documento di economia e finanza approvato qualche giorno fa dal consiglio dei ministri su proposta di Giulio Tremonti. In programma per il prossimo triennio tagli di spesa per 35 miliardi di euro (ma c’’è anche chi arriva a quantificare i costi fino a 39 miliardi), e di questi 13 peseranno sul sistema dell’istruzione.
Ma c’è di più. E’ in dirittura d’arrivo un’altra operazione chirurgica da 8 miliardi di euro che entro quest’anno porterà a un taglio di 135 mila posti degli organici degli operatori scolastici. Tremonti vuole risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno (per i prossimi tre anni). Secondo il vicesegretario pd Enrico Letta ciò equivale a veri e propri tagli di organici. Interpretazione che il ministro Maria Stella Gelmini ha già respinto. Ma allora come si ricaverebbero questi fondi? “Non è ancora chiaro – commenta il sindacalista della Cgil scuola Pippo Frisone – ma se non sono tagli di organico, da qualche altra parte questi risparmi dovranno arrivare. E allora forse non resterà che intervenire sugli stipendi degli insegnanti, ribadendo il blocco degli aumenti di carriera”. Ipotesi peraltro che si starebbe già profilando.
Osvaldo Roman, in un intervento pubblicato su www.scuolaoggi.org, osserva: “Con riferimento alla spesa pubblica valutata rispetto all’andamento del PIL, la previsione relativa all’istruzione scende dal 4,2 del 2010 al 3,7 del 2015 e al 3,2 del 2030. Questa scelta viene fatta risalire all’effetto delle ‘misure di contenimento della spesa per il personale, a cui segue un andamento gradualmente crescente nel trentennio successivo dovuto alla riduzione strutturale della popolazione scolastica’. In sostanza continuano ad incidere gli effetti di una ulteriore riduzione degli organici che proseguono oltre il periodo previsto dalla riforma Gelmini. (2009-12)”.
Altra conclusione di Roman: “Ma un contributo a questo ridimensionamento strutturale della spesa per l’istruzione viene assegnato anche all’eliminazione dell’adeguamento automatico delle retribuzioni del personale della scuola negli anni 2011-2013 e seguenti”. Per gli insegnanti italiani, insomma, sarà comunque un avvenire di lacrime e sangue.
Sciopero generale del 6 maggio. La scuola sciopera l'intera giornata
La CGIL ha confermato alla Commissione di garanzia la partecipazione della scuola allo sciopero del 6 maggio per l’intera giornata.
Prosegue l’impegno di tutte le strutture territoriali della FLC per l'adesione dei lavoratori della conoscenza che già si preannuncia molto diffusa.
Prosegue l’impegno di tutte le strutture territoriali della FLC per l'adesione dei lavoratori della conoscenza che già si preannuncia molto diffusa.
Precari, stop ai ricorsi per decreto
Un decreto legge sull'emergenza precariato. Per affermare che i precari della scuola non hanno diritto a nessun risarcimento per le mancate assunzioni, contrariamente a quanto affermato in questi mesi dai tribunali del lavoro. Ma al tempo stesso per predisporre un piano di assunzioni che immetta in ruolo, su tutti i posti vacanti e disponibili negli organici di diritto, i docenti e gli Ata con contratto a tempo determinato.
Così da poter chiudere le pendenze con l'Unione europea che bacchetta l'Italia per l'abuso di precariato nella scuola, dando il destro alle sentenze di condanna del ministero. Il decreto legge sarà varato dal governo nei prossimi giorni. E si accompagnerà all'emanazione di un decreto ministeriale sull'aggiornamento delle graduatorie. I due atti si intrecciano nel delineare la complessa vicenda dei precari della scuola, su cui è in corso una trattativa tra il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e il responsabile dell'economia, Giulio Tremonti. I provvedimenti dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni, certamente nel giro di una settimana il decreto di aggiornamento delle graduatorie. L'Istruzione ha infatti fretta di sanare le liste, per renderle pronte per le assunzioni da farsi per il prossimo anno scolastico. Già certa comunque la proroga di un mese, fino a fine agosto, dei termini per le nomine.
L'aggiornamento delle graduatorie sarà fatto su una sola provincia scelta, senza dunque nessuna penalizzazione come invece richiesto dalla Lega Nord. I docenti potranno scegliere per le graduatorie di istituto anche province diverse. L'aggiornamento del punteggio e la scelta della provincia dovrà essere fatto entro il termine perentorio di 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. I criteri di valutazione restano sostanzialmente gli stessi dell'ultima tornata. È prevista la possibilità di iscrizione con riserva per coloro che sono in graduatoria a esaurimento in attesa dell'abilitazione, da acquisire entro il 30 giungo 2011 ma anche dopo. Le graduatorie saranno utilizzate per le assunzioni in ruolo sul 50% dei posti autorizzati ogni anno. La manutenzione dell'istituto delle graduatorie sarà poi realizzata attraverso il decreto legge che, nelle intenzioni del ministro Gelmini, dovrebbe portare da 3 a 5 anni il termine di permanenza obbligatoria in sede dopo la prima nomina. E che renderà triennale e non più biennale l'aggiornamento delle stesse liste. Intanto, il commissario ad acta nominato dal Tar per dare esecuzione alle sentenze di aggiornamento a pettine delle graduatorie, sta lavorando a ritmi forzati: 3 mila gli inserimenti cautelativi che hanno interessato un po' tutti gli uffici scolastici provinciali. In un vertice con i sindacati della scorsa settimana, è emerso tra l'altro che il ministero potrebbe chiedere a giorni la revoca dell'incarico del commissario: la materia del contenzioso sarebbe di competenza del giudice del lavoro e non del tribunale amministrativo.
Sul fronte del piano di assunzione, c'è ancora incertezza sui numeri e sui tempi.
Le richieste dell'Istruzione, oggetto di un accesso confronto con Tesoro e sindacati, parlano di 30 mila posti vacanti nell'organico dei docenti e di 35 mila per assistenti, tecnici e amministrativi. Solo per l'anno già in corso. Se il governo volesse per davvero assumere su tutti i posti vacanti e disponibili, dovrebbe autorizzare altri 20 mila posti almeno per i prossimi due anni.
26/04/2011
ItaliaOggi di Alessandra Ricciardi
Così da poter chiudere le pendenze con l'Unione europea che bacchetta l'Italia per l'abuso di precariato nella scuola, dando il destro alle sentenze di condanna del ministero. Il decreto legge sarà varato dal governo nei prossimi giorni. E si accompagnerà all'emanazione di un decreto ministeriale sull'aggiornamento delle graduatorie. I due atti si intrecciano nel delineare la complessa vicenda dei precari della scuola, su cui è in corso una trattativa tra il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e il responsabile dell'economia, Giulio Tremonti. I provvedimenti dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni, certamente nel giro di una settimana il decreto di aggiornamento delle graduatorie. L'Istruzione ha infatti fretta di sanare le liste, per renderle pronte per le assunzioni da farsi per il prossimo anno scolastico. Già certa comunque la proroga di un mese, fino a fine agosto, dei termini per le nomine.
L'aggiornamento delle graduatorie sarà fatto su una sola provincia scelta, senza dunque nessuna penalizzazione come invece richiesto dalla Lega Nord. I docenti potranno scegliere per le graduatorie di istituto anche province diverse. L'aggiornamento del punteggio e la scelta della provincia dovrà essere fatto entro il termine perentorio di 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. I criteri di valutazione restano sostanzialmente gli stessi dell'ultima tornata. È prevista la possibilità di iscrizione con riserva per coloro che sono in graduatoria a esaurimento in attesa dell'abilitazione, da acquisire entro il 30 giungo 2011 ma anche dopo. Le graduatorie saranno utilizzate per le assunzioni in ruolo sul 50% dei posti autorizzati ogni anno. La manutenzione dell'istituto delle graduatorie sarà poi realizzata attraverso il decreto legge che, nelle intenzioni del ministro Gelmini, dovrebbe portare da 3 a 5 anni il termine di permanenza obbligatoria in sede dopo la prima nomina. E che renderà triennale e non più biennale l'aggiornamento delle stesse liste. Intanto, il commissario ad acta nominato dal Tar per dare esecuzione alle sentenze di aggiornamento a pettine delle graduatorie, sta lavorando a ritmi forzati: 3 mila gli inserimenti cautelativi che hanno interessato un po' tutti gli uffici scolastici provinciali. In un vertice con i sindacati della scorsa settimana, è emerso tra l'altro che il ministero potrebbe chiedere a giorni la revoca dell'incarico del commissario: la materia del contenzioso sarebbe di competenza del giudice del lavoro e non del tribunale amministrativo.
Sul fronte del piano di assunzione, c'è ancora incertezza sui numeri e sui tempi.
Le richieste dell'Istruzione, oggetto di un accesso confronto con Tesoro e sindacati, parlano di 30 mila posti vacanti nell'organico dei docenti e di 35 mila per assistenti, tecnici e amministrativi. Solo per l'anno già in corso. Se il governo volesse per davvero assumere su tutti i posti vacanti e disponibili, dovrebbe autorizzare altri 20 mila posti almeno per i prossimi due anni.
26/04/2011
ItaliaOggi di Alessandra Ricciardi
Primo maggio, vince la P2
Nella piazza Grande di Bologna (ex più rossa d’Italia) Cisl e Uil disertano l’incontro del Primo maggio e la solitudine della Cgil conferma una spaccatura ormai drammatica. Anche la festa divide anziché unire chi parla a nome dei lavoratori. Bonanni e Angeletti volevano sfumare il significato della celebrazione, ma il sindacato della sinistra non si è arreso al revisionismo che striscia e separa di contratto in contratto: dal disastro Alitalia alla Fiat di Marchionne continua la “collaborazione” di Cisl e Uil con governo e Confindustria. Diritti tagliati, precari senza speranza, ragazzi senza lavoro: l’invito è portare pazienza. Stringete la cinghia, poi si allargherà.
A Bologna vanno a parlare nel cortile di una fabbrica da due anni in cassa integrazione. La maschera della solidarietà sacrosanta può nascondere ombre meno onorevoli. Mentre scrivo, il Pd sta tentando l’ultima mediazione perché a Bologna si vota il sindaco e i popoli della liberta e le leghe inseguono senza badare ai colpi, confortati dalla devozione cieca, pronta e assoluta della stampa locale. Rompere la concretezza della ragione può dare una mano a chi al momento è in coda. E per la prima volta ecco i sindacati divisi proprio nella capitale della opposizione.
La festa del maggio tutti assieme era tornata nel 1945 dopo il purgatorio del fascismo. Nel ’90 organizzano assieme il concerto di San Giovanni, quel primo maggio che arriva in Italia da Stati Uniti e Canada 110 anni fa. A volte le ricorrenze si incrociano nell’irrazionale, eppure la coincidenza risveglia cattivi pensieri. Proprio 30 anni fa, sempre maggio, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, magistrati di Milano, rendono pubblici i nomi degli iscritti alla loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, autore del Piano di Rinascita Democratica che programmava la spaccatura del sindacato con l’obietticvo di “normalizzare il Paese”.
L’emarginazione della Cgil, sindacato più importante, è il dogma primario. “Necessaria una rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari Cisl e maggioritari Uil, per agevolare la fusione coi sindacati autonomi”. Non é semplice, ma la ricetta Gelli semplifica: “Acquisire con strumenti finanziari i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno delle tre Confederazioni”. E con quali disponibilità? Il maestro non si scompone. La disponibilità necessaria per politici, stampa e sindacati prevede cifre non superiori ai 30 e 40 miliardi (17-18 milioni di euro) sufficienti a permettere a uomini ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al controllo. Primario e indispensabile presupposto, la costituzione di un club di natura rotariana ove siano rappresentati i migliori livelli… “In vista della scissione della Confederazione Trilaterale, e successiva integrazione con gli autonomi, sembra preferibile la costituzione di un vero (unico) sindacato che agiti la bandiera della libertà e del lavoro”.
Coincidenze superate, fantasmi del passato. Trent’anni dopo l’ Italia è cambiata, ma cambiata come? Resiste l’idea di svuotare il Primo maggio, antico suggerimento di una P2 decisa a ridurre le feste infrasettimanali a “Natale, Capodanno, Ferragosto e 2 giugno”. Per carità il 25 aprile, figuriamoci il giorno delle tute blu. Bisogna dire che il passato a volte torna. Quando il Renzi di Firenze alla ricerca dello spot Tv propone ai suoi negozi di lavorare nella festa dei lavoratori, Bonanni fa l’occhiolino con l’austerità che l’essere leader sindacale impone: “Bisogna cercare soluzioni convenienti per imprese e lavoratori in modo da non affidarsi agli umori dei sindaci o alla voglia o meno di esasperazioni per stare sui giornali”. E tutti e due finiscono in bella vista nelle vetrine illuminate proprio dove volevano apparire.
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2011
A Bologna vanno a parlare nel cortile di una fabbrica da due anni in cassa integrazione. La maschera della solidarietà sacrosanta può nascondere ombre meno onorevoli. Mentre scrivo, il Pd sta tentando l’ultima mediazione perché a Bologna si vota il sindaco e i popoli della liberta e le leghe inseguono senza badare ai colpi, confortati dalla devozione cieca, pronta e assoluta della stampa locale. Rompere la concretezza della ragione può dare una mano a chi al momento è in coda. E per la prima volta ecco i sindacati divisi proprio nella capitale della opposizione.
La festa del maggio tutti assieme era tornata nel 1945 dopo il purgatorio del fascismo. Nel ’90 organizzano assieme il concerto di San Giovanni, quel primo maggio che arriva in Italia da Stati Uniti e Canada 110 anni fa. A volte le ricorrenze si incrociano nell’irrazionale, eppure la coincidenza risveglia cattivi pensieri. Proprio 30 anni fa, sempre maggio, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, magistrati di Milano, rendono pubblici i nomi degli iscritti alla loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, autore del Piano di Rinascita Democratica che programmava la spaccatura del sindacato con l’obietticvo di “normalizzare il Paese”.
L’emarginazione della Cgil, sindacato più importante, è il dogma primario. “Necessaria una rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari Cisl e maggioritari Uil, per agevolare la fusione coi sindacati autonomi”. Non é semplice, ma la ricetta Gelli semplifica: “Acquisire con strumenti finanziari i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno delle tre Confederazioni”. E con quali disponibilità? Il maestro non si scompone. La disponibilità necessaria per politici, stampa e sindacati prevede cifre non superiori ai 30 e 40 miliardi (17-18 milioni di euro) sufficienti a permettere a uomini ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al controllo. Primario e indispensabile presupposto, la costituzione di un club di natura rotariana ove siano rappresentati i migliori livelli… “In vista della scissione della Confederazione Trilaterale, e successiva integrazione con gli autonomi, sembra preferibile la costituzione di un vero (unico) sindacato che agiti la bandiera della libertà e del lavoro”.
Coincidenze superate, fantasmi del passato. Trent’anni dopo l’ Italia è cambiata, ma cambiata come? Resiste l’idea di svuotare il Primo maggio, antico suggerimento di una P2 decisa a ridurre le feste infrasettimanali a “Natale, Capodanno, Ferragosto e 2 giugno”. Per carità il 25 aprile, figuriamoci il giorno delle tute blu. Bisogna dire che il passato a volte torna. Quando il Renzi di Firenze alla ricerca dello spot Tv propone ai suoi negozi di lavorare nella festa dei lavoratori, Bonanni fa l’occhiolino con l’austerità che l’essere leader sindacale impone: “Bisogna cercare soluzioni convenienti per imprese e lavoratori in modo da non affidarsi agli umori dei sindaci o alla voglia o meno di esasperazioni per stare sui giornali”. E tutti e due finiscono in bella vista nelle vetrine illuminate proprio dove volevano apparire.
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2011
sabato 2 aprile 2011
Assemblee sindacali FLC Cgil Novara
Ai Dirigenti scolastici
di tutte le Istituzioni scolastiche della prov. di Novara
Alla RSU d'Istituto
A tutto il personale docente e Ata
Loro sedi
INDIZIONE ASSEMBLEE SINDACALI
La FLC CGIL Novara comunica, ai sensi dell'art. 8 CCNL 2006/09, l'indizione di assemblee, per tutto il personale (docente e Ata), in orario di servizio, con il seguente ordine del giorno:
* Organico 2011/12;
* Blocco degli stipendi e del CCNL
* Blocco delle progressioni economiche e di carriera 2011 e 2012;
* Tagli di risorse al sistema dell'istruzione pubblica statale;
* Elezione delle RSU;
* Graduatorie ad Esaurimento e TFA.
MARTEDÌ 05 aprile 2011 - NOVARA
c/o Convitto Naz. "Carlo Alberto" B.do Partigiani, 6 - Novara
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie e personale educativo di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Per tutte le scuole superiori di Novara.
MARTEDÌ 05 aprile 2011 -ROMAGNANO SESIA
c/o Scuola Media di Romagnano Sesia (NO) Via Asilo 2
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia; Per tutte le scuole superiori di Romagnano Sesia.
MERCOLEDÌ 6 aprile - OLEGGIO
c/o SMS "Verjus" -Viale Paganini, Oleggio (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Oleggio, IC Momo, IC Varallo Pombia, IC Bellinzago Nov.se
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Oleggio, IC Varallo Pombia, IC Momo, IC Bellinzago Nov.se
GIOVEDÌ 7 aprile 2011 - TRECATE
c/o Aula magna della Direzione didattica di Trecate
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie dell'IC Cerano- DD Trecate - IC Vespolate - IC Galliate;
Ore 11.00 - 13.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Cerano - SMS Trecate -IC Vespolate
Per tutte le scuole superiori di Romentino
Ore 12.00 - 14.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Galliate
VENERDÌ 08 aprile 2011 - ARONA
c/o S.M.S. "Papa Giovanni XXIII" Via Monte Rosa, Arona (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Arona, dell'IC e DD Castelletto Ticino, IC Invorio.
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Arona, dell'IC Castelletto Ticino, IC Invorio
per tutte le scuole superiori di Arona (IISS FERMI; IPS CAVALLINI)
VENERDÌ 08 aprile 2011 - BORGOMANERO
c/o Auditorium Itis "L. da Vinci" Viale Moro, Borgomanero
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria della DD Borgomanero, dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio e IC San Maurizio d'Opaglio
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio, IC San Maurizio d'Opaglio e SMS Borgomanero
Per tutte le scuole superiori di Borgomanero e Gozzano
Il personale ATA sceglie a quale turno partecipare.
Si ricorda che il personale ha a disposizione sino a 30 minuti per l'andata e 30 minuti per il ritorno dal luogo dell'assemblea. Tutto il tempo occupato va calcolato nelle 10 ore pro-capite annue per assemblee.
FLC CGIL NOVARA
Il Segretario Gen.le Prov.le
f.to Luigi Nunziata
Novara, 29 marzo 2011
di tutte le Istituzioni scolastiche della prov. di Novara
Alla RSU d'Istituto
A tutto il personale docente e Ata
Loro sedi
INDIZIONE ASSEMBLEE SINDACALI
La FLC CGIL Novara comunica, ai sensi dell'art. 8 CCNL 2006/09, l'indizione di assemblee, per tutto il personale (docente e Ata), in orario di servizio, con il seguente ordine del giorno:
* Organico 2011/12;
* Blocco degli stipendi e del CCNL
* Blocco delle progressioni economiche e di carriera 2011 e 2012;
* Tagli di risorse al sistema dell'istruzione pubblica statale;
* Elezione delle RSU;
* Graduatorie ad Esaurimento e TFA.
MARTEDÌ 05 aprile 2011 - NOVARA
c/o Convitto Naz. "Carlo Alberto" B.do Partigiani, 6 - Novara
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie e personale educativo di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Per tutte le scuole superiori di Novara.
MARTEDÌ 05 aprile 2011 -ROMAGNANO SESIA
c/o Scuola Media di Romagnano Sesia (NO) Via Asilo 2
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia; Per tutte le scuole superiori di Romagnano Sesia.
MERCOLEDÌ 6 aprile - OLEGGIO
c/o SMS "Verjus" -Viale Paganini, Oleggio (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Oleggio, IC Momo, IC Varallo Pombia, IC Bellinzago Nov.se
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Oleggio, IC Varallo Pombia, IC Momo, IC Bellinzago Nov.se
GIOVEDÌ 7 aprile 2011 - TRECATE
c/o Aula magna della Direzione didattica di Trecate
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie dell'IC Cerano- DD Trecate - IC Vespolate - IC Galliate;
Ore 11.00 - 13.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Cerano - SMS Trecate -IC Vespolate
Per tutte le scuole superiori di Romentino
Ore 12.00 - 14.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Galliate
VENERDÌ 08 aprile 2011 - ARONA
c/o S.M.S. "Papa Giovanni XXIII" Via Monte Rosa, Arona (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Arona, dell'IC e DD Castelletto Ticino, IC Invorio.
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Arona, dell'IC Castelletto Ticino, IC Invorio
per tutte le scuole superiori di Arona (IISS FERMI; IPS CAVALLINI)
VENERDÌ 08 aprile 2011 - BORGOMANERO
c/o Auditorium Itis "L. da Vinci" Viale Moro, Borgomanero
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria della DD Borgomanero, dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio e IC San Maurizio d'Opaglio
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio, IC San Maurizio d'Opaglio e SMS Borgomanero
Per tutte le scuole superiori di Borgomanero e Gozzano
Il personale ATA sceglie a quale turno partecipare.
Si ricorda che il personale ha a disposizione sino a 30 minuti per l'andata e 30 minuti per il ritorno dal luogo dell'assemblea. Tutto il tempo occupato va calcolato nelle 10 ore pro-capite annue per assemblee.
FLC CGIL NOVARA
Il Segretario Gen.le Prov.le
f.to Luigi Nunziata
Novara, 29 marzo 2011
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