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sabato 19 giugno 2010

Pomigiano, alcune riflessioni

Si sta proponendo sulla pelle degli operai di Pomigliano un accordo che serve come testa di ponte per i futuri accordi con i lavoratori.
La sintesi dell’accordo è semplice: cari lavoratori dimenticatevi i diritti e tutto quello che avete conquistato a cominciare dallo “statuto dei lavoratori”.

In verità l’attacco è cominciato prima e un anno fa c’è stata la prova della risposta popolare con il taglio di 40.000 posti di lavoro. Si trattava di lavoratori speciali: gli insegnati e tutti gli operatori della scuola. La risposta popolare è stata sufficientemente tiepida per tentare il nuovo passo, molto più deciso.

La scuola perderà formazione per gli alunni tagliando addirittura delle discipline e naturalmente altri 25.000 insegnati. Chi rimane sa che si troverà a gestire una situazione che tende ad esplodere senza supporti e senza migliorativi. Anzi, sa che grazie alla meritocrazia ideata da questo governo, dovrà essere riconosciuto come lavoratore meritevole, per avere diritto agli aumenti salariali che sono(erano) automatici per contrastare l’erosione dello stipendio dall’inflazione.

Passato l’accordo di Pomigliano, tutti gli accordi saranno rifatti in forma peggiorativa, a sua imitazione, e il costo del lavoro si abbatterà. Di conseguenza la qualità della vita e i diritti saranno velocemente cancellati e finalmente saremo un paese totalmente occupato e non avremo nemmeno il tempo di protestare, ma soprattutto nemmeno il diritto di dissentire.

Tranquilli ora c’è il calcio che ci distrae, ma io aspetto il risveglio.

Gabriele Sozzani, docente scuola media

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