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a cura della Segreteria FLC CGIL Novara - Via Mameli 7B - Novara e.mail: scuola@cgilnovara.it

domenica 31 ottobre 2010

14 dicembre 2010- sciopero scuola di 1 ora


Lo sciopero breve proclamato dalla FLC CGIL nella giornata di martedì 14 dicembre 2010, nel comparto scuola, riguarda tutti i docenti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in Italia e nelle istituzioni scolastiche italiane all'estero.


L'adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un'ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell'istituzione scolastica.

Nelle scuole in cui, nella giornata del 14 dicembre 2010, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio (docente e Ata) potrà scioperare nell'ultima ora di servizio, sempre per non più di un'ora nell'arco della giornata.

27 novembre - Manifestazione Nazionale - Roma


Il Futuro è dei giovani e del lavoro. Diritti e più democrazia

27 novembre - Manifestazione Nazionale - Roma

Per sostenere le lotte dei lavoratori e dei pensionati, e per guardare al futuro dei giovani, la CGIL promuove una grande manifestazione nazionale per il 27 novembre a Roma. Una mobilitazione che segna un passaggio fondamentale nel grande impegno messo in campo dalla CGIL in questo autunno. Un impegno che ha visto la protesta di ampi settori della società: dal modo della conoscenza, a quello del pubblico impiego, per arrivare alla giornata di lotta dei metalmeccanici del 16 ottobre scorso.

Sabato 27 novembre, la CGIL chiama tutte e tutti a manifestare a Roma, per chiedere più 'diritti e più democrazia', per rimettere al centro il lavoro, la contrattazione, per rivendicare sviluppo, equità e giustizia sociale e per imporre scelte che facciano uscire il Paese dalla crisi. Una crisi che per milioni di lavoratori si fa sempre più insostenibile. Il Governo, accusa la CGIL, nei due anni trascorsi della crisi economica, non si è preoccupato né dell'emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo, l'unica azione avanzata è stato il sistematico attacco ai diritti del lavoro.

Partenza in bus da Novara e da Borgomanero.
per prenotazioni: tel. 0321.665240 - e.mail scuola@cgilnovara.it

venerdì 15 ottobre 2010

QUANTE BALLE SULLA CRISI


Uno studio del sito lavoce.info svela la disinformazione sull'ultimo biennio economico: dalle tv alle agenzie governative, i dati vengono svuotati di significato. Per non disturbare il manovratore
La cassa integrazione aumenta del 10% in un mese, ma per l'Inps è solo un "lieve incremento stagionale". La produzione industriale scende dello 0,1%, eppure per il Tg1 è "il miglior dato dal 2006". In tempi di "campagna elettorale strisciante" una buona parte del potere si gioca sulla percezione della situazione economica da parte dei cittadini.

Ma questa percezione, spiega l'economista Tito Boeri, è sistematicamente alterata da una "disinformazione senza precedenti". E non solo dai media o dalla stampa economica. Ora ci si mettono anche le statistiche: "L'Inps e l'agenzia delle entrate forniscono dati 'narrati' in modo da indurre in errore anche chi è in buona fede", dice Boeri, "tanto che l'esercizio del controllo democratico dei cittadini è limitato". In qualsiasi altro Paese, "un presidente dell'istituto di previdenza che non rivela i dati sul precariato 'per evitare un sommovimento popolare'dovrebbe dimettersi". Da noi, invece, anche i dati sull'evasione vengono edulcorati, "e ora sappiamo il perché". L'unica soluzione (parziale) resta la Rete. "Su Internet ci sono buone e cattive informazioni, ma lì la politica ha meno potere di intervento"

martedì 12 ottobre 2010

Manifestazione FIOM CGIL 16 ottobre 2010

In questi ultimi anni il lavoro è stato reso precario, è stato svalorizzato sul piano
del salario – redistribuendo la ricchezza prodotta da chi lavora verso i profitti e le imprese – e oggi siamo in presenza di un attacco ai diritti sul lavoro che
non ha precedenti. Basta pensare alla discussione in Parlamento sulle proposte
del ministro Sacconi, che riguardano il collegato al lavoro, la sostituzione
dei giudici e dei tribunali con arbitri, l’attacco allo Statuto dei lavoratori e la messa in discussione del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di poter liberamente contrattare la propria prestazione lavorativa in azienda.
Le imprese pensano che il lavoro come soggetto portatore di diritti non deve più
esserci, pensano a un sistema in cui chi lavora deve aderire e sostenere le posizioni dell’azienda e non invece avere l’ambizione di poterle contrattare. Si riduce cioè il lavoro a pura merce e ad appendice dell’impresa.
Tutto questo è sbagliato, perché anche alle imprese servono l’intelligenza e la responsabilità delle persone. La storia del nostro paese insegna che proprio laddove ci sono stati accordi, contrattazione, valorizzazione delle professionalità delle persone, ci sono stati processi di innovazione, di sviluppo e di crescita anche delle imprese.
Tutto ciò determina inoltre un arretramento delle condizioni democratiche perché si
fonda anche sul fatto che le imprese possono avere mano libera nelle decisioni e scegliersi i sindacati secondo la propria convenienza.

sabato 9 ottobre 2010

Nobel ad un precario

Il premio Nobel per la fisica 2010 è stato assegnato ad Andre Geim e Konstantin Novoselov “per gli innovativi esperimenti sul grafene“. E’ interessante notare che Nosoleov ha 36 anni ed ha attualmente una borsa di studio presso l’università di Manchester in Inghilterra.

Il che vuole dire che è un precario: questa notizia, nel paese in cui c’è un’intera generazione “precaria” ed un’altra che si appresta a diventarlo, non può che essere una buona notizia.

Tornando a più infime questioni, c’è grande agitazione per lo slittamento della discussione del Ddl Gelmini alla Camera, che il Presidente Fini ha collocato per il 14 ottobre. Ma il 15 ottobre comincia alla Camera la sessione di bilancio che dura un mese (almeno) e che ha priorità su tutti gli altri provvedimenti. Dunque se ci saranno elezioni anticipate con buona probabilità la riforma Gelmini non verrà mai approvata. A me questa sembra un’ottima notizia.

8 ottobre: la protesta di oggi è solo il primo passo


Le manifestazioni di venerdì 8 ottobre sono il primo passo di una mobilitazione che si estenderà nei prossimi giorni nelle scuole, negli atenei, negli istituti di ricerca pubblici, nei conservatori e nelle accademie.

Questa mobilitazione intende parlare al Paese perché pone questioni che attengono al futuro delle nuove generazioni che non possono esser condannate all’ignoranza e alla precarietà.

La massiccia adesione alla prima ora di sciopero proclamato dalla FLC CGIL, in concomitanza della giornata di mobilitazione di studenti, di precari e di ricercatori, ha confermato l’interesse per una modalità di lotta capace di durare nel tempo, di allargare le adesioni senza pesare molto in termini di perdita salariale.

Nei prossimi giorni definiremo le modalità per la seconda ora di sciopero ed andremo avanti fino a Natale intrecciando astensione dal lavoro e iniziative di lotta.

Le macerie della scuola pubblica di Jolanda Bufalini

Macerie: è quel che resta della scuola pubblica dopo i tagli che hanno riportato il numero degli studenti per aula a cifre da dopoguerra, abolito laboratori anche nei professionali e la possibilità di studiare due lingue, cancellato l’informatica e ridotto le ore di italiano. Caschetti gialli in testa, dunque, gli studenti delle superiori saranno oggi in 80 cortei annunciati dall’Uds, nelle strade e nelle piazze di 60 città italiane. Ma non saranno soli. Ci saranno anche gli universitari, perché il disegno di legge del ministro Gelmini, in discussione alla Camera, mina - anziché riformare - le fondamenta dell’università pubblica. l’Unione degli universitari ha lanciato sul sito costruttori di sapere (costruttoridisapere.it) una foto-petizione: 1600 fotografie con caschetto giallo in testa. Anche Roberto Saviano - raccontano gli studenti dell’Udu di Pavia - ha solidarizzato, accettando una maglietta con la scritta «costruttori di sapere», dopo una conferenza sulla lotta alle mafie. Insieme a ragazze e ragazzi che hanno coniato lo slogan «chi apre una scuola chiude una prigione», ci saranno i sindacati e la rete dei ricercatori e dei precari delle università.

Sciopera Unicobas mentre l’indicazione della Flc-Cgil, è di scioperare alla prima ora (all’ultima nei turni pomeridiani o serali). «Saremo in tanti alle manifestazioni studentesche», spiega il segretario Domenico Pantaleo, perché saranno tanti «i precari licenziati, i ricercatori, le rappresentanze delle Rsu». Quella di oggi, secondo il sindacalista, «è solo una prima tappa di una mobilitazione che non deve spegnersi con un unico grande fuoco». Mobilitazione che vedrà un altro momento importante il 14 ottobre (e un altro sciopero di un’ora), quando alla Camera si discuterà il Ddl Gelmini. «Il baratto accettato dai rettori - sostiene Pantaleo - è scandaloso, si sono accontentati di briciole, anzi di promesse vuote». Finanziamenti, superamento della precarietà e diritto allo studio sono gli obiettivi della mobilitazione nelle università. Offerta formativa che «è sempre più povera, particolarmente nel Mezzogiorno» e lavoro per «le migliaia di precari licenziati», gli obiettivi per la scuola. E poi il pericolo che accomuna i diversi gradi: «la privatizzazione del sistema dell’apprendimento, che sta diventando un diritto per pochi». È, sostiene Pantaleo, «un arretramento culturale simboleggiato dalla farsa degli sponsor privati, leghisti a Adro, da supermercato nella provincia Andria Trani Barletta».