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a cura della Segreteria FLC CGIL Novara - Via Mameli 7B - Novara e.mail: scuola@cgilnovara.it

sabato 4 giugno 2011

Scuola, parte male il test Invalsi Valutazione in salsa italiana

Cominciano oggi nelle scuole italiane i test Invalsi. Un milione e centomila alunni della primaria, 570 mila studenti delle medie e 530 mila ragazzi delle superiori saranno sottoposti nei prossimi tre giorni ai quiz elaborati dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo. L’intenzione è quella di equiparare l’Italia agli altri paesi europei, che sono dotati di strutture per l’analisi dello stato di salute dei loro sistemi d’istruzione.
Ma intorno ai test Invalsi si sono scatenate numerose polemiche. L’ultima è quella dei dipendenti dell’istituto di ricerca, finanziato dal ministero dell’Istruzione, che dopo le dimissioni del presidente Piero Cipollone, economista proveniente dall’ufficio studi della Banca d’Italia, volato a Washington per andare a occupare uno dei 24 posti di direttore esecutivo alla Banca Mondiale, hanno denunciato “una situazione di forte criticità economica e di incertezza di governo”. Infatti i dipendenti stabili dell’Invalsi sono solo 22, più del doppio i precari con contratti in scadenza.

Le controversie, però, non sono soltanto interne. Dato lo scarso numero di dipendenti, i test nelle scuole saranno somministrati e corretti dagli insegnanti. Ma in regime di totale volontariato: la verifica, infatti, non rientra nelle loro mansioni e non sarà retribuita.


La contestazione dei sindacati è relativa alle modalità di svolgimento delle prove, che prevedono un mero esercizio di compilazione di test che risultano più vicini ad una schedatura dei risultati che ad una valutazione. Il Miur è corso ai ripari con una nota che prevede che ogni decisione sui quiz Invalsi “deve essere deliberata dal Collegio dei docenti”, ma da queste scelte naturalmente emergeranno istituti “buoni” e istituti “cattivi”. Eppure molte scuole, a partire dalla Capitale, boicotteranno l’iniziativa.

“Il criterio di un serio sistema di valutazione – spiega Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil – non può essere solo quello dell’apprendimento finale. Serve un organo indipendente, non un ente finanziato dal ministero stesso per valutare il funzionamento del sistema, come nei paesi anglosassoni. I test di questi giorni sono improvvisati, i docenti non sono preparati a farli e i ragazzi a riceverli. Un investimento di risorse sproporzionato al risultato che verrà ottenuto”. Tra l’altro, le classi campione saranno quelle dove le prove verranno distribuite e corrette dai tecnici dell’Istituto. Quindi un numero molto limitato.

I ragazzi sono chiamati ad affrontare una prova di italiano e una di matematica della durata di 90 minuti ciascuna per le secondarie, 45 per le primarie. “Il tempo per risolvere i quesiti è pochissimo – spiegano un gruppo di genitori di una scuola elementare del Veneto – facciamo fatica anche noi in 40 secondi a dare le risposte. É inevitabile che i bambini dovranno essere aiutati dalle maestre che altrimenti rischiano di vedere declassata la loro scuola”.

Dopo i test gli alunni sono chiamati a riempire un questionario in cui sono chiamati a parlare della loro giornata, del tessuto sociale in cui vivono, di quanto tempo dedicano allo studio e quanto allo sport, se fanno altre attività, se nelle loro case ci sono dei libri, se sono stati vittime di episodi di bullismo e di emarginazione. Proprio su quest’ultimo questionario l’Italia dei valori ha presentato un’interrogazione “per le gravi lesioni della privacy che comportano i test Invalsi”. Del resto, se in futuro le scuole dovessero ricevere i finanziamenti rispetto a questo genere di prove, è chiaro che gli istituti nelle zone svantaggiate del paese, o quelli che hanno molti iscritti stranieri, saranno inevitabilmente penalizzate.

Decreto sviluppo: audizione della FLC alla Camera

Sui precari della scuola le norme del decreto, lungi dall'offrire soluzioni, peggiorano in alcuni casi la situazione addirittura favorendo il susseguirsi di contratti a tempo determinato anche su posti vacanti. Critiche sono state espresse anche sulle graduatorie e sulla mobilità territoriale.

L'unico punto positivo del decreto, l'annuncio di un piano di assunzioni in ruolo, resta solo un annuncio perché non viene quantificato neppure nella relazione tecnica.

La FLC ha tenuto però ad offrire alla Commissione una serie di proposte, tra le quali:

* il piano di assunzioni deve essere quinquennale e non triennale. Questo va attuato con la trasformazione in organico di diritto di tutti i posti liberi su spezzoni e sul sostegno. La quota parte di assunzioni docenti e ata sulla base dei posti vacanti e disponibili relativa all’anno scolastico 2010-2011 deve essere aggiuntivo al suddetto piano;
* va soppressa la norma, indegna di un paese civile, che esclude dalla normativa europea il personale della scuola, negandogli la trasformazione del rapporto di lavoro di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;
* la retrodatazione giuridica della nomina va estesa a tutto il personale immesso in ruolo;
* va eliminato il blocco degli inserimenti in graduatoria di chi ha iniziato i corsi abilitanti, risolvendo una situazione paradossale: il MIUR ha autorizzato i percorsi abilitanti sapendo che questo personale non avrebbe mai potuto essere incluso a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento;
* va eliminato il blocco quinquennale della mobilità territoriale per coloro che saranno immessi in ruolo a partire da settembre 2011. Questo blocco schiocca come uno schiaffo alle prerogative contrattuali e alla sentenza della Corte Costituzionale (41/2011) che ha confermato il diritto dei lavoratori alla libera circolazione sul territorio nazionale.

martedì 26 aprile 2011

La scure del governo sulla scuola

Il documento di economia e finanza appena approvato dal Consiglio dei ministri prevede in tre anni tagli per 13 miliardi al settore dell'istruzione. Il governo dice che i fondi verranno fuori da "minori spese", ma secondo opposizione e sindacati, la decisione si risolverà in un'altra riduzione dell'organico impiegato negli istituti

Ancora una volta sarà la scuola a fare sacrifici per sanare il deficit . Lo prevede il Documento di economia e finanza approvato qualche giorno fa dal consiglio dei ministri su proposta di Giulio Tremonti. In programma per il prossimo triennio tagli di spesa per 35 miliardi di euro (ma c’’è anche chi arriva a quantificare i costi fino a 39 miliardi), e di questi 13 peseranno sul sistema dell’istruzione.

Ma c’è di più. E’ in dirittura d’arrivo un’altra operazione chirurgica da 8 miliardi di euro che entro quest’anno porterà a un taglio di 135 mila posti degli organici degli operatori scolastici. Tremonti vuole risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno (per i prossimi tre anni). Secondo il vicesegretario pd Enrico Letta ciò equivale a veri e propri tagli di organici. Interpretazione che il ministro Maria Stella Gelmini ha già respinto. Ma allora come si ricaverebbero questi fondi? “Non è ancora chiaro – commenta il sindacalista della Cgil scuola Pippo Frisone – ma se non sono tagli di organico, da qualche altra parte questi risparmi dovranno arrivare. E allora forse non resterà che intervenire sugli stipendi degli insegnanti, ribadendo il blocco degli aumenti di carriera”. Ipotesi peraltro che si starebbe già profilando.

Osvaldo Roman, in un intervento pubblicato su www.scuolaoggi.org, osserva: “Con riferimento alla spesa pubblica valutata rispetto all’andamento del PIL, la previsione relativa all’istruzione scende dal 4,2 del 2010 al 3,7 del 2015 e al 3,2 del 2030. Questa scelta viene fatta risalire all’effetto delle ‘misure di contenimento della spesa per il personale, a cui segue un andamento gradualmente crescente nel trentennio successivo dovuto alla riduzione strutturale della popolazione scolastica’. In sostanza continuano ad incidere gli effetti di una ulteriore riduzione degli organici che proseguono oltre il periodo previsto dalla riforma Gelmini. (2009-12)”.

Altra conclusione di Roman: “Ma un contributo a questo ridimensionamento strutturale della spesa per l’istruzione viene assegnato anche all’eliminazione dell’adeguamento automatico delle retribuzioni del personale della scuola negli anni 2011-2013 e seguenti”. Per gli insegnanti italiani, insomma, sarà comunque un avvenire di lacrime e sangue.

Sciopero generale del 6 maggio. La scuola sciopera l'intera giornata

La CGIL ha confermato alla Commissione di garanzia la partecipazione della scuola allo sciopero del 6 maggio per l’intera giornata.

Prosegue l’impegno di tutte le strutture territoriali della FLC per l'adesione dei lavoratori della conoscenza che già si preannuncia molto diffusa.

Precari, stop ai ricorsi per decreto

Un decreto legge sull'emergenza precariato. Per affermare che i precari della scuola non hanno diritto a nessun risarcimento per le mancate assunzioni, contrariamente a quanto affermato in questi mesi dai tribunali del lavoro. Ma al tempo stesso per predisporre un piano di assunzioni che immetta in ruolo, su tutti i posti vacanti e disponibili negli organici di diritto, i docenti e gli Ata con contratto a tempo determinato.


Così da poter chiudere le pendenze con l'Unione europea che bacchetta l'Italia per l'abuso di precariato nella scuola, dando il destro alle sentenze di condanna del ministero. Il decreto legge sarà varato dal governo nei prossimi giorni. E si accompagnerà all'emanazione di un decreto ministeriale sull'aggiornamento delle graduatorie. I due atti si intrecciano nel delineare la complessa vicenda dei precari della scuola, su cui è in corso una trattativa tra il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e il responsabile dell'economia, Giulio Tremonti. I provvedimenti dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni, certamente nel giro di una settimana il decreto di aggiornamento delle graduatorie. L'Istruzione ha infatti fretta di sanare le liste, per renderle pronte per le assunzioni da farsi per il prossimo anno scolastico. Già certa comunque la proroga di un mese, fino a fine agosto, dei termini per le nomine.

L'aggiornamento delle graduatorie sarà fatto su una sola provincia scelta, senza dunque nessuna penalizzazione come invece richiesto dalla Lega Nord. I docenti potranno scegliere per le graduatorie di istituto anche province diverse. L'aggiornamento del punteggio e la scelta della provincia dovrà essere fatto entro il termine perentorio di 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. I criteri di valutazione restano sostanzialmente gli stessi dell'ultima tornata. È prevista la possibilità di iscrizione con riserva per coloro che sono in graduatoria a esaurimento in attesa dell'abilitazione, da acquisire entro il 30 giungo 2011 ma anche dopo. Le graduatorie saranno utilizzate per le assunzioni in ruolo sul 50% dei posti autorizzati ogni anno. La manutenzione dell'istituto delle graduatorie sarà poi realizzata attraverso il decreto legge che, nelle intenzioni del ministro Gelmini, dovrebbe portare da 3 a 5 anni il termine di permanenza obbligatoria in sede dopo la prima nomina. E che renderà triennale e non più biennale l'aggiornamento delle stesse liste. Intanto, il commissario ad acta nominato dal Tar per dare esecuzione alle sentenze di aggiornamento a pettine delle graduatorie, sta lavorando a ritmi forzati: 3 mila gli inserimenti cautelativi che hanno interessato un po' tutti gli uffici scolastici provinciali. In un vertice con i sindacati della scorsa settimana, è emerso tra l'altro che il ministero potrebbe chiedere a giorni la revoca dell'incarico del commissario: la materia del contenzioso sarebbe di competenza del giudice del lavoro e non del tribunale amministrativo.

Sul fronte del piano di assunzione, c'è ancora incertezza sui numeri e sui tempi.

Le richieste dell'Istruzione, oggetto di un accesso confronto con Tesoro e sindacati, parlano di 30 mila posti vacanti nell'organico dei docenti e di 35 mila per assistenti, tecnici e amministrativi. Solo per l'anno già in corso. Se il governo volesse per davvero assumere su tutti i posti vacanti e disponibili, dovrebbe autorizzare altri 20 mila posti almeno per i prossimi due anni.

26/04/2011
ItaliaOggi di Alessandra Ricciardi

Primo maggio, vince la P2

Nella piazza Grande di Bologna (ex più rossa d’Italia) Cisl e Uil disertano l’incontro del Primo maggio e la solitudine della Cgil conferma una spaccatura ormai drammatica. Anche la festa divide anziché unire chi parla a nome dei lavoratori. Bonanni e Angeletti volevano sfumare il significato della celebrazione, ma il sindacato della sinistra non si è arreso al revisionismo che striscia e separa di contratto in contratto: dal disastro Alitalia alla Fiat di Marchionne continua la “collaborazione” di Cisl e Uil con governo e Confindustria. Diritti tagliati, precari senza speranza, ragazzi senza lavoro: l’invito è portare pazienza. Stringete la cinghia, poi si allargherà.

A Bologna vanno a parlare nel cortile di una fabbrica da due anni in cassa integrazione. La maschera della solidarietà sacrosanta può nascondere ombre meno onorevoli. Mentre scrivo, il Pd sta tentando l’ultima mediazione perché a Bologna si vota il sindaco e i popoli della liberta e le leghe inseguono senza badare ai colpi, confortati dalla devozione cieca, pronta e assoluta della stampa locale. Rompere la concretezza della ragione può dare una mano a chi al momento è in coda. E per la prima volta ecco i sindacati divisi proprio nella capitale della opposizione.

La festa del maggio tutti assieme era tornata nel 1945 dopo il purgatorio del fascismo. Nel ’90 organizzano assieme il concerto di San Giovanni, quel primo maggio che arriva in Italia da Stati Uniti e Canada 110 anni fa. A volte le ricorrenze si incrociano nell’irrazionale, eppure la coincidenza risveglia cattivi pensieri. Proprio 30 anni fa, sempre maggio, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, magistrati di Milano, rendono pubblici i nomi degli iscritti alla loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, autore del Piano di Rinascita Democratica che programmava la spaccatura del sindacato con l’obietticvo di “normalizzare il Paese”.

L’emarginazione della Cgil, sindacato più importante, è il dogma primario. “Necessaria una rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari Cisl e maggioritari Uil, per agevolare la fusione coi sindacati autonomi”. Non é semplice, ma la ricetta Gelli semplifica: “Acquisire con strumenti finanziari i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno delle tre Confederazioni”. E con quali disponibilità? Il maestro non si scompone. La disponibilità necessaria per politici, stampa e sindacati prevede cifre non superiori ai 30 e 40 miliardi (17-18 milioni di euro) sufficienti a permettere a uomini ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al controllo. Primario e indispensabile presupposto, la costituzione di un club di natura rotariana ove siano rappresentati i migliori livelli… “In vista della scissione della Confederazione Trilaterale, e successiva integrazione con gli autonomi, sembra preferibile la costituzione di un vero (unico) sindacato che agiti la bandiera della libertà e del lavoro”.

Coincidenze superate, fantasmi del passato. Trent’anni dopo l’ Italia è cambiata, ma cambiata come? Resiste l’idea di svuotare il Primo maggio, antico suggerimento di una P2 decisa a ridurre le feste infrasettimanali a “Natale, Capodanno, Ferragosto e 2 giugno”. Per carità il 25 aprile, figuriamoci il giorno delle tute blu. Bisogna dire che il passato a volte torna. Quando il Renzi di Firenze alla ricerca dello spot Tv propone ai suoi negozi di lavorare nella festa dei lavoratori, Bonanni fa l’occhiolino con l’austerità che l’essere leader sindacale impone: “Bisogna cercare soluzioni convenienti per imprese e lavoratori in modo da non affidarsi agli umori dei sindaci o alla voglia o meno di esasperazioni per stare sui giornali”. E tutti e due finiscono in bella vista nelle vetrine illuminate proprio dove volevano apparire.

Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2011

sabato 2 aprile 2011

Assemblee sindacali FLC Cgil Novara

Ai Dirigenti scolastici
di tutte le Istituzioni scolastiche della prov. di Novara

Alla RSU d'Istituto
A tutto il personale docente e Ata

Loro sedi


INDIZIONE ASSEMBLEE SINDACALI

La FLC CGIL Novara comunica, ai sensi dell'art. 8 CCNL 2006/09, l'indizione di assemblee, per tutto il personale (docente e Ata), in orario di servizio, con il seguente ordine del giorno:

* Organico 2011/12;
* Blocco degli stipendi e del CCNL
* Blocco delle progressioni economiche e di carriera 2011 e 2012;
* Tagli di risorse al sistema dell'istruzione pubblica statale;
* Elezione delle RSU;
* Graduatorie ad Esaurimento e TFA.

MARTEDÌ 05 aprile 2011 - NOVARA
c/o Convitto Naz. "Carlo Alberto" B.do Partigiani, 6 - Novara
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie e personale educativo di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie di Novara - Biandrate - Caltignaga - Cameri.
Per tutte le scuole superiori di Novara.

MARTEDÌ 05 aprile 2011 -ROMAGNANO SESIA
c/o Scuola Media di Romagnano Sesia (NO) Via Asilo 2
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia
Ore 11.00 - 13.00
Per tutte le scuole medie dell'IC Romagnano Sesia, dell'IC Grignasco e dell'IC Carpignano Sesia; Per tutte le scuole superiori di Romagnano Sesia.

MERCOLEDÌ 6 aprile - OLEGGIO
c/o SMS "Verjus" -Viale Paganini, Oleggio (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Oleggio, IC Momo, IC Varallo Pombia, IC Bellinzago Nov.se
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Oleggio, IC Varallo Pombia, IC Momo, IC Bellinzago Nov.se

GIOVEDÌ 7 aprile 2011 - TRECATE
c/o Aula magna della Direzione didattica di Trecate
Ore 08.00 - 10.00
Per tutte le scuole infanzia, primarie dell'IC Cerano- DD Trecate - IC Vespolate - IC Galliate;
Ore 11.00 - 13.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Cerano - SMS Trecate -IC Vespolate
Per tutte le scuole superiori di Romentino
Ore 12.00 - 14.00
c/o Aula magna della SMS "Cassano" di Trecate
Per tutte le scuole medie dell' IC Galliate

VENERDÌ 08 aprile 2011 - ARONA
c/o S.M.S. "Papa Giovanni XXIII" Via Monte Rosa, Arona (NO)
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria dell'IC e DD Arona, dell'IC e DD Castelletto Ticino, IC Invorio.
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Arona, dell'IC Castelletto Ticino, IC Invorio
per tutte le scuole superiori di Arona (IISS FERMI; IPS CAVALLINI)

VENERDÌ 08 aprile 2011 - BORGOMANERO
c/o Auditorium Itis "L. da Vinci" Viale Moro, Borgomanero
Ore 08.00 - 10.00
per tutte le scuole dell'infanzia e primaria della DD Borgomanero, dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio e IC San Maurizio d'Opaglio
Ore 11.00 - 13.00
per tutte le scuole medie dell'IC Gattico, IC e DD Gozzano, IC Orta San Giulio, IC San Maurizio d'Opaglio e SMS Borgomanero
Per tutte le scuole superiori di Borgomanero e Gozzano

Il personale ATA sceglie a quale turno partecipare.

Si ricorda che il personale ha a disposizione sino a 30 minuti per l'andata e 30 minuti per il ritorno dal luogo dell'assemblea. Tutto il tempo occupato va calcolato nelle 10 ore pro-capite annue per assemblee.

FLC CGIL NOVARA
Il Segretario Gen.le Prov.le
f.to Luigi Nunziata

Novara, 29 marzo 2011

Prof precari, da Gelmini nuovo blocco, e parte la più grande class-action

Ancora pochi mesi di lavoro al Nord e poi migliaia di supplenti meridionali saranno costretti a tornarsene nelle regioni di origine. E sulla scia del megarisarcimento accordato dal Giudice del lavoro di Genova a 15 precari della scuola liguri, parte la più grande class-action mai avviata contro la pubblica amministrazione. A presentarla è il Codacons e ad avvantaggiarsene saranno 40 mila i precari di scuola e università. Nel corso dell'incontro con i sindacati, i tecnici di viale Trastevere hanno comunicato che, per applicare la sentenza della Corte costituzionale - che a febbraio ha dichiarato illegittime le graduatorie "di coda" - emanerà un decreto che darà la possibilità ai supplenti di aggiornare soltanto il punteggio nella graduatoria di merito in cui si trovano inseriti attualmente.

Le liste di "serie B", quelle "di coda", istituite dalla Gelmini saranno cancellate e per i prossimi due anni non sarà possibile spostarsi da una provincia all'altra, come i precari delle regioni meridionali speravano. La notizia non mancherà di avere strascichi polemici. "Il ministero dell'Istruzione ha prospettato l'intenzione di aggiornare per il prossimo biennio, come previsto dalla legge istitutiva delle graduatorie 'a esaurimento', i punteggi dei docenti nella provincia in cui sono inclusi e per cui costoro avevano dato l'opzione. Tale ipotesi è subordinata unicamente alla risposta dell'Avvocatura generale dello stato cui è stata inoltrata la richiesta di parere a riguardo", dichiara il segretario dello Snals, Marco Paolo Nigi.

Così, quella che sembrava una sentenza a favore dei precari della scuola sta per trasformarsi in un gigantesco boomerang, perché sbarrerà la strada verso la supplenza in una regione settentrionale a migliaia di supplenti del Sud. Nel 2007, con l'intento di eliminare il precariato della scuola, l'allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni trasformò le graduatorie "permanenti" in graduatorie "ad esaurimento", bloccando i trasferimenti di provincia e, al contempo, varando un megapiano di 150 mila assunzioni in tre anni. Quando a Palazzo della Minerva arrivò la Gelmini e in via XX settembre Tremonti, il piano di stabilizzazione dei precari venne cancellato, mentre il blocco dei trasferimenti di provincia restò in vigore.

Per addolcire la pillola alle migliaia di precari meridionali alla disperata ricerca di una cattedra e uno stipendio, la ministra di Leno inventò le graduatorie "di coda": una specie di lista secondaria, che seguiva la cosiddetta graduatoria di merito. Due anni fa i precari della scuola ebbero la possibilità di aggiornare il punteggio - per il biennio 2009/2010 e 2010/2011 - nella provincia in cui si trovavano inseriti ai tempi di Fioroni e, in più, poterono scegliere altre tre province in cui inserirsi in "coda". La trovata consentì a migliaia di insegnanti delle regioni del Sud di lavorare al Nord. Ma il mese scorso i giudici della Consulta hanno dichiarato illegittime "le code".

Sono almeno 20 mila i precari meridionali iscritti "in coda" al Nord. Parecchi di loro, nonostante vengano chiamati dopo l'ultimo della graduatoria di merito, a prescindere dal punteggio, riescono a lavorare perché al Nord molte graduatorie sono esaurite. "La via prospettata", ha dichiarato Nigi, "è condivisibile come soluzione tampone". Secondo Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola, "la via maestra da seguire per dare risposte alle attese dei precari è quella di assumere a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili: non è pensabile che siano i ricorsi e le sentenze a decidere chi e quando ha diritto di entrare in ruolo".

"Come avevamo da subito rilevato - prosegue Scrima - il quadro normativo che consegue alla sentenza della Corte costituzionale si rivela complesso e controverso: per quanto ci riguarda, riteniamo che la natura delle graduatorie, specie dopo la loro trasformazione in "graduatorie ad esaurimento", imponga di salvaguardare quanto più possibile le aspettative di chi vi è incluso, senza continui e periodici stravolgimenti delle posizioni occupate". "La Uil scuola, nel corso dell'incontro che si è svolto stamattina al Miur, ha riproposto l'apertura di una trattativa per dare soluzioni strutturali al problema precariato", dichiara Massimo Di Menna.

Molto critico, invece, Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil. "L'incontro di oggi è stato del tutto inutile, perché non ha affrontato i tantissimi nodi che riguardano il destino dei precari della scuola". "Il Governo ha l'obbligo - aggiunge Pantaleo - di assumere una posizione chiara rispetto all'applicazione della sentenza 41/2011, relativa alla incostituzionalità dell'inserimento in coda nelle graduatorie provinciali, e ai ripetuti pronunciamenti della magistratura ordinaria che ha riconosciuto diritti fondamentali per i lavoratori precari". Mentre il Codacons sguinzaglia 40 mila precari di scuola e università, che chiedono la stabilizzazione e 30 mila euro di risarcimento, contro i ministeri dell'Istruzione e della Pubblica amministrazione.
REPUBBLICA, 31/03/2011

sabato 26 marzo 2011

PRECARI DELLA SCUOLA “LA CERTEZZA DEI TAGLI, L'INCERTEZZA DEL FUTURO”

• 67.500 docenti e 30.000 ATA “tagliati” negli ultimi due anni grazie alla legge 133/2008 e alle “riforme” Gelmini-Tremonti

• Per l'a.s. 2011-2012 il piano del MIUR di tagliare ancora oltre 34.000 posti di lavoro nella scuola -19.700 docenti e 14.500 ATA (in Piemonte 1466 docenti e circa 1000 ATA) - quando già oggi la carenza degli organici rende difficoltosa la normale gestione dell'attività scolastica.

• La gestione incostituzionale ed incompetente delle graduatorie ad esaurimento, che lascia nell'incertezza decine di migliaia di lavoratori

• Il nuovo sistema di formazione del personale docente (TFA) che non prevede ad oggi alcuna prospettiva di immissione in ruolo

Tutto questo si somma all'attacco ai diritti del decreto 150/09, la cosiddetta riforma Brunetta, che l'accordo separato del 4 febbraio vuole legittimare

ORA BASTA! CHIEDIAMO


• Ritiro dei tagli agli organici avviati con la legge 133
• Certezza del diritto per tutti i lavoratori precari
• Un'operazione di stabilizzazione del personale docente e ATA, con l'assunzione in ruolo da subito di almeno 100.000 precari nella scuola.

La FLC CGIL lancia l’Operazione Centomila e chiama tutti i lavoratori della scuola a mobilitarsi

Lunedì 4 aprile PRESIDIO ALL'U.S.R. di tutti i lavoratori precari della scuola
dalle 15.30 - via Pietro Micca 20 - Torino


Coordinamenti Precari della Conoscenza FLC PIEMONTE

Ricorso Precari. Anche a Genova, i precari vincono

Si tratta di personale con alle spalle almeno tre anni di servizio: il giudice ha assegnato ai 15 ricorrenti, assistiti dai legali della Uil, circa 30.000 euro ciascuno. Ma nella stessa situazione ve ne sono almeno altri 100.000: se facessero ricorso, il Governo vanificherebbe mezzo piano di risparmi triennale. Anche perché hanno diritto pure agli scatti di carriera.
Tre miliardi di euro: è l’ingente quota che rischia di dover pagare il ministero dell'Istruzione, quindi lo Stato, a seguito della mancata stabilizzazione dei precari della scuola che lavorano da almeno tre anni attraverso contratti fino al 31 agosto o al 30 giugno. La fondatezza del pericolo (che vanificherebbe quasi la metà del piano triennale di risparmi imposto dall’attuale Governo con la Finanziaria di fine 2008) ha preso corpo a seguito della sentenza emessa dal Tribunale del Lavoro
di Genova riguardo il ricorso di 15 precari della scuola: il giudice ha di fatto accolto la richiesta di risarcimento danni, con tanto di quota record, la più alta mai decretata in Italia, per la mancata stabilizzazione dei supplenti disponendo che ad ogni lavoratore venga riconosciuto un risarcimento di circa 30 mila euro, pari a 15 mensilità, oltre al diritto agli scatti di carriera.
Della sentenza, che trova origine nell’espressione della Corte di giustizia europea secondo cui non vi è differenza tra i diritti del personale di ruolo e quelli di dipendenti precari ma confermati per diversi anni consecutivamente, potrebbero potenzialmente beneficiarne la gran parte dei 120.000 supplenti annuali che ogni estate vengono licenziati, per poi essere riassunti alcuni giorni dopo, ad
inizio anno scolastico, non di rado nello stesso istituto. Di questi, peraltro, un numero ancora da definire – probabilmente tra i 20 ed i 40.000 – hanno anche già presentato ricorso per non incappare nella scadenza di rivendicazione dei diritti dei precari, poi prorogata a dicembre, imposta attraverso il cosiddetto Collegato al lavoro della fine dello scorso anno (Legge 183/2010).
Alla luce degli alti rischi per le casse dello Stato, alcuni addetti ai lavori già paventano la possibilità che il Miur proceda ad una assunzione di massa. La FLC CGil ha avviato la campagna "centomila" con l'obiettivo di spingere il Miur alla stabilizzazione dei precari.
La vicenda ha raggiunto anche i palazzi della politica: secondo Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, la sentenza del Tribunale di Genova "ha reso giustizia ai lavoratori" e "ha confermato l’inadeguatezza del ministro Gelmini, che ha calpestato i diritti fondamentali dei lavoratori precari della scuola è sempre più evidente. Il sistema dell`istruzione è stato distrutto da Berlusconi, Tremonti e dall`ignobile riforma Gelmini. La misura è colma, vadano a casa".

Quadri orari e classi di concorso, ancora in fase di perfezionamento

Il 14 marzo scorso sono state emanate due note ministeriali, la prot. n. 271 e la
prot. n. 272. Entrambe trasmettono provvedimenti i cui contenuti, però, sono
ancora in corso di perfezionamento in attesa del parere del Cnpi.
Nello specifico: la n. 271 trasmette i due schemi di decreti interministeriali
riguardanti la ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle classi terze, quarte e quinte degli istituti tecnici e delle classi terze degli istituti professionali per l’anno scolastico 2011/2012, mentre la n. 272 trasmette le attuali classi di concorso su cui confluiscono le discipline relative al primo e secondo anno di corso degli istituti di secondo grado interessati al riordino.
Il regolamento, però, relativo alla revisione delle classi di concorso, previsto dall’art. 64 della legge n. 133 del 2008 non è stato ancora definito e, quindi, difficilmente potrà trovare, così come sostiene il Dipartimento per l’istruzione, attuazione nel corso dell’anno scolastico 2011/2012.
Per la ridefinizione dei quadri orari, invece, a breve si attende il definitivo responso da parte del Cnpi.

ASSEMBLEA DOCENTI PRECARI


La FLC CGIL NOVARA indice un’Assemblea rivolta al personale docente precario con il seguente ordine del giorno:

- Graduatorie ad esaurimento – Stato dell’arte

- TFA (Tirocinio Formativo Attivo) - Presentazione Corso di Preparazione


MARTEDì – 29 MARZO 2011 – ore 17/19

presso il salone della CGIL Novara – Via Mameli 7/b



MERCOLEDì – 30 MARZO 2011 – ore 17/19

presso Aula Magna – Itis “L. da Vinci” – Viale Moro – Borgomanero

giovedì 17 marzo 2011

È viva la Costituzione!


In Italia e all'estero una giornata di proteste contro le continue minacce alla giustizia, alla scuola pubblica, ai diritti del lavoro. CGIL, "'C Day' risposta migliore a chi vuole manomettere la nostra Carta. Difendere la Costituzione significa difendere la storia del Paese, ma anche il suo futuro".

Le attività alternative sono spese obbligatorie. Affermato un principio di equità e dignità e rispetto dei diritti dei lavoratori e degli studenti

Il pagamento dell’attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica è una spesa fissa e obbligatoria.

Come avevamo anticipato il 22 febbraio scorso il Ministero dell’Economia ha diramato, tramite la nota n. 26842 del 7 marzo 2011, istruzioni precise circa il pagamento delle suddette attività. Qualora nella scuola non ci sia personale disponibile si assumono i supplenti.

Si conclude così una vicenda che ha visto sempre la FLC CGIL in prima fila a rivendicare il pagamento di queste attività come spesa obbligatoria al pari dello stipendio base.

Combatteremo per ottenere le risorse necessarie per il pagamento delle ore eccedenti prestate in sostituzione dei colleghi assenti, delle indennità per funzioni superiori prestate dai docenti in sostituzione dei Dirigenti scolastici e per tutte le altre spese obbligatorie necessarie a garantire il servizio istruzione e formazione.

Organici scuola 2011/2012, docenti: pubblicata la circolare. Altri 19.700 posti in meno

Il Miur ha pubblicato il 14 marzo la Circolare Ministeriale n. 21 con la quale trasmette le tabelle dell'organico docenti per il 2011/2012 e anticipa il contenuto del relativo Decreto Interministeriale.

Con questo atto si conferma quanto emerso negli incontri di informazione preventiva.

In particolare è confermata la riduzione di altri 19.700 posti, ed una distribuzione che tiene conto prevalentemente della previsione fatta dal MIUR rispetto all’andamento degli alunni nella varie regioni e ad alcuni indicatori correttivi che tengono conto di fattori geografici ed altro.

Gli effetti di questi tagli saranno un colpo mortale per la qualità del servizio pubblico.

Infatti:

* ci saranno ovunque classi più numerose;
* diminuiranno (non era mai accaduto in passato) addirittura i posti in organico di diritto nella scuola dell’infanzia, per cui non sarà possibile attivare nessuna sezione in più e neanche in presenza di liste d’attesa. L’impegno di questo ministro e del Governo alla sua generalizzazione è una vera e propria presa in giro;
* nella scuola primaria (che avrà un pesantissimo ulteriore taglio di più di 9.200 posti) non sarà possibile soddisfare praticamente le effettive richieste delle famiglie (vedi indagine campione allegata) di tempo pieno e tempo lungo (a meno che non si facciano meno classi e sempre più numerose, nonostante la condanna del TAR Lazio); scomparirà del tutto qualsiasi forma di compresenza per progetti e per l’accoglienza; non sarà più possibile soddisfare le richieste della famiglie di tempo scuola a 30 ore che bene o male si era riusciti a garantire fino ad ora; tanto meno sarà possibile garantire il tempo mensa oltre le 30 ore nelle poche scuole che erano riuscite a mantenere tale servizio. Scompariranno, praticamente, tutti i posti di specialista per l’insegnamento della lingua inglese. Infatti l’amministrazione ha messo nel conto il taglio di 4.700 posti, per arrivare ad oltre 9.200 in totale, praticamente tutti quelli rimasti!
* nella scuola secondaria di primo grado, già a nuovo ordinamento dallo scorso anno, non si prevede una diminuzione del numero degli alunni, ma si taglieranno ugualmente circa 1.300 posti. Come si farà? Riducendo ancora il numero delle classi e, dunque, con un sempre maggior numero di alunni e, spesso, anche oltre i limiti consentiti dalle norme sul tetto per classe o non rispettando quelle sulla sicurezza e sull’edilizia scolastica;
* nella scuola secondaria di secondo grado prosegue lo stato di confusione delle norme transitorie che comunque, di fatto, comporteranno meno tempo scuola, meno laboratori, meno Insegnanti tecnico pratici, meno assistenti tecnici nel laboratori, meno sicurezza e meno servizi di pulizia nelle scuole. In una parola "meno scuola pubblica"!
* ci sarà un organico di diritto sul sostegno agli alunni con disabilità, l’unico in grado di dare una qualche continuità nel servizio, pari a quello dello scorso anno e, dunque, senza tenere in alcun conto né del fabbisogno effettivo, né di quanto già sentenziato dalla Corte Costituzionale che ha ribadito più volte che il diritto allo studio, un diritto di rango costituzionale, non può essere compresso per mere esigenze di bilancio.

Le riduzioni sono insostenibili e la scuola non può reggere questo ulteriore colpo.

La FLC CGIL avvierà una vera e propria campagna/vertenza organici, coinvolgendo le scuole le istituzioni locali e regionali epromuovendo una serie di iniziative di mobilitazione nazionali e territoriali. Lo sciopero generale del 6 maggio prossimo proclamato dalla CGIL sarà un momento fondamentale in questo percorso.

domenica 6 febbraio 2011

Il ‘brunettismo’ applicato ai prof


Qual è il rapporto tra blocco dei contratti, annullamento dell’integrazione degli “scatti” salariali, peggioramento parossistico delle condizioni di lavoro dei docenti e avvio della “meritocrazia”? Nessuno. Persino se si tratta di una meritocrazia di facciata, dal respiro breve e senza risorse, come quella contenuta nella bozza di decreto sulla valutazione degli insegnanti ideato al Miur, il contrasto tra frequente mancanza di requisiti indispensabili per lavorare con dignità e demagogia del progetto di premiare il merito a costo zero è eclatante.

È ormai noto a tutti il fallimento della “sperimentazione” sulla valutazione: la straordinaria compattezza dei collegi docenti ha bocciato il tentativo di lusingare comprensibili (dati i salari) appetiti economici. Non così urgenti, però, da approvare un piano mercantilistico basato su consenso delle famiglie, progetti attuati, giudizio di comitati impreparati, istigazione a creare cordate e guerre tra poveri, alla faccia della collegialità; e del contratto nazionale che, anche se si ostinano a non tenerne conto, è valido fino a dicembre 2011. Invece di ammettere la débâcle e studiare (attività che né Gelmini né i suoi scriba conoscono e praticano) un problema complesso come la valutazione, ecco la soluzione dall’alto.

Farraginosa, come sempre, poiché neanche i sindacati hanno un testo ufficiale: Gelmini, Brunetta e Tremonti (triade che la scuola pubblica non dimenticherà) hanno non consegnato (come vorrebbero relazioni sindacali corrette), ma solo illustrato la bozza di decreto che – indifferente al no della scuola – attuerà anche da noi la riforma Brunetta per misurare il merito nel pubblico impiego. Una procedura al solito indifferente al confronto su materie fondamentali e delicatissime, che può diventare tramonto di un’idea democratica di scuola o cappio a cui il governo rischia di impiccarsi: un ricordo per tutti, il concorsone di Berlinguer. Sedici articoli, a premiare solo il 75 per cento dei docenti di una scuola. Trasparenza di premio e premiati, con apposite documentazioni sui futuribili siti istituzionali, in attesa di un provvedimento ad hoc del ministero relativamente a “fasi, tempi, modalità, soggetti e responsabilità del processo di misurazione e valutazione della performance, nonché di monitoraggio e verifica” del suo andamento. Vengono definiti in modo perentorio procedure e principi (senza entrare nel merito del “cosa” valutare), sottolineando in maniera inequivocabile la pericolosissima operazione culturale e politica del governo: ridurre la scuola – che ha natura inconfutabilmente autonoma, proprio per le caratteristiche del proprio mandato – a logiche del pubblico impiego.

Misurare performance (sic!) di postini o impiegati ministeriali è altro da valutare attività di insegnamento, sottoposte a variabili tanto imprevedibili quanto le condizioni di contesto. Individuare modalità premianti formali significa ignorare (volontariamente) la centralità educativa propria della scuola. E dimostrare che la “sperimentazione” – sulla scia di tante tristi analoghe operazioni dei governi di centrodestra, di cui sono stati sapientemente occultati i risultati – è l’ennesima manipolazione mediatica cui tante volte abbiamo assistito. Lanciare e imporre il merito a prescindere dai risultati e persino dall’avvio di sperimentazioni che – come molti sospettavano – sono pura propaganda, è operazione autoritaria e demagogica. Le scuole possono ancora provare a ribadire il proprio no.

sabato 5 febbraio 2011

Assemblee sindacali FLC Cgil Novara

dal 14 al 18 febbario, indette assemblee sindacali, in orario di servizio, con il seguente ordine del giorno:
- Valutazioni e merito secondo Brunetta;
- Blocco del CCNL 2006/09;
- Blocco delle preogressioni di carriera ed economiche 2011 e 2012;
- Mancate elezioni RSU.

A breve, segirà calendario.

giovedì 3 febbraio 2011

Il governo taglia i precari del pubblico impiego

L’occupazione, il diritto al futuro dei giovani e il benessere che procura la qualità dei servizi pubblici sono grandezze e valori sociali e di comunità che spesso vengono evocati anche “a sproposito”. Come non ricondurre nella categoria dello “sproposito” il recente Piano giovani varato dal governo che anche con la manovra economica dell’estate 2010 si muove “speditamente” nella direzione opposta a quella di assicurare un futuro alle giovani generazioni?Quando il governo parla di emergenza giovanile e annuncia, come ha fatto di recente, un fantasioso “Piano giovani”, lo fa evocando parole d’ordine che spiegano la vera natura della sua iniziativa: “lavoro manuale, umiltà e contributi volontari”.

Ma di che lavoro parla? Non fa solo mancare il valore dei diritti, della dignità del lavoro e della sua stabilità, ma nasconde quanto, giorno per giorno, produce in materia di attacco al lavoro e in particolare a quello giovanile. Nasconde gli effetti delle sue politiche sul lavoro dei giovani e sul lavoro. Anche in occasione della manovra economica varata nel luglio 2010 il governo nella sua collegialità, compresi/e i presentatori e le presentatrici del “Piano giovani” ha continuato a negare l’emergenza giovanile e a limitare pesantemente la qualità dei servizi pubblici.

Il taglio delle spese per il lavoro non a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni, la riduzione dell’offerta formativa nella scuola e nelle università, il pesante intervento di taglio ai fondi della ricerca, l’inclusione del divieto di utilizzo del lavoro non a tempo indeterminato accompagnato dal blocco delle assunzioni connesso al nuovo patto di stabilità che riguarda le autonomie locali, i piani di rientro delle Regioni per il Servizio sanitario nazionale delineano un intervento a tutto campo e contro il lavoro giovanile e il futuro dei giovani. Se a tutto ciò si aggiunge l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici delle pubbliche amministrazioni e la nuova disciplina che fa slittare di un anno il pensionamento di anzianità e di vecchiaia, il quadro devastante dell’attacco al lavoro giovanile è squadernato davanti ai nostri occhi, così come quello contro il benessere rappresentato dalla qualità dell’intervento pubblico agito dalla stessa manovra economica e dal suo portato dei tagli lineari.

La sfida che dobbiamo lanciare è proprio quella di coniugare questi due aspetti (attacco al futuro dei giovani e attacco alla qualità del pubblico) in una vertenzialità diffusa che deve seguire “le marce per il lavoro” lanciate dalla Cgil, accompagnata da iniziative a livello nazionale che mettano in risalto la connessione tra i due temi e si muovano anche con la mobilitazione per cambiare radicalmente la manovra governativa.
Giornate di mobilitazione per il lavoro giovanile e la qualità dell’intervento pubblico debbono essere centrali per la nostra iniziativa. Il decreto Milleproroghe presente al Senato può divenire un primo strumento per cambiare questa linea. Proprio quella può essere una sede utile per battere la politica dei tagli.

Gelmini e merito: un flop clamoroso.

Un clamoroso flop la sperimentazione della Gelmini per premiare gli insegnanti migliori: dopo Napoli, Torino, e Cagliari anche Milano boccia la proposta del ministro di riconoscere un premio consistente in una “quattordicesima” straordinaria di stipendio. A chi e come? A una quota comunque limitatissima di docenti (ad esempio 500 su oltre 100 mila in Lombardia) e attraverso un meccanismo tanto assurdo da indispettire praticamente l’intera categoria.

La scelta dei superdocenti sarebbe stata affidata infatti a una commissione creata scuola per scuola e formata dal dirigente scolastico, da due docenti e dal presidente del consiglio di istituto. Quest’ultimo peraltro senza voto. Come si è detto già le scuole di alcune grandi città scelte a campione per avviare la sperimentazione avevano bocciato in massa la proposta. Per recuperare la situazione il ministro aveva coinvolto quindi anche Milano dove il direttore regionale Giuseppe Colosio aveva convocato tutti i presidi della metropoli per convincerli a coinvolgere le proprie scuole ad aderire alla proposta della Gelmini. Tempo fino al 7 febbraio, ma già ora si fa il primo bilancio.

Secondo la Cgil scuola fino all’altro giorno 58 scuole su 60 avevano già detto di no. A grandissima maggioranza, e spesso all’unanimità, a differenza delle due favorevoli dove si era ottenuto il risultato con uno o due voti in più. Premiare gli insegnanti che lavorano di più e meglio è un principio ormai largamente accettato nelle scuole, ma non così. Basti pensare al fatto che a scegliere i superdocenti avrebbero dovuto essere anche due insegnanti scelti per il credito che godono tra i colleghi. Quindi anche loro possibili vincitori del premio, ma automaticamente esclusi da ogni vantaggio appunto perché commissari. Insomma un vero non senso che dimostra come Maria Stella Gelmini continui a sventolare la bandiera del merito a ogni piè sospinto, ma che di fatto non riesce a fare una mossa accettabile per riconoscerlo.

E che voto si meriterebbe allora per questa proposta? Le risposte delle scuole sono inequivocabili: zero, o quasi. Ma forse non se ne accorge nemmeno. Impegnata com’è a diffondere quasi ogni giorno del comunicati stampa targati Miur non per parlare di scuole e dei suoi problemi, ma per difendere il suo capo e i suoi colleghi di governo sotto tito delle polemiche di questi tempi.

Organici scuola 2011-2012. Sin da questo primo incontro al Miur emerge con forza l'insostenibilità di altri tagli nella scuola

il 2 febbraio 2011, si è svolto il primo incontro informativo al MIUR sull'organico di diritto del personale docente per il prossimo anno scolastico.

L'amministrazione, prima di entrare nel merito delle linee guida per il prossimo anno scolastico, ha informato i sindacati rispetto all’andamento dell’organico di fatto per il corrente anno scolastico ed ha consegnato i tabulati relativi all’andamento dell’organico del personale Ata.

Rispetto ai tagli previsti nel piano triennale di attuazione dell’art. 64 della L. 133/08 per il triennio 2009-2012, per quanto riguarda il personale Ata in organico di fatto sono stati attivati 2.182 posti in più per garantire il funzionamento delle scuole. Tenendo conto anche dell’organico di fatto del personale docente, i posti attivati in più, rispetto sempre alle riduzioni previste nel piano, ammontano complessivamente a circa 7.200 unità, di cui circa 4.400 riguardano i posti in più sul sostegno anche per effetto della sentenza della Corte Costituzionale.

Per il prossimo anno scolastico la ripartizione dei posti, che dovrà attuare la terza tranche di tagli, sarà effettuata tenendo conto prevalentemente della previsione sul numero degli alunni (- 2.700 nella primaria, + 12.300 nella secondaria di primo grado, - 4.000 nelle secondaria di secondo grado, per un totale complessivo pari a circa + 5.400 unità) e sulla base anche degli altri indici oro-geografici utilizzati in questi anni.

La riduzione riguarderà ancora la scuola primaria per effetto dell’estensione del tempo scuola a 27 ore fino alle terze classi, per la riduzione dei posti di insegnanti specialisti di lingua inglese e per una ulteriore riduzione delle compresenze sia con l’insegnante specialista che con l’insegnante di religione e per un totale previsionale pari a – 9.260 posti. La riduzione riguarderà la scuola secondaria di primo grado per un numero di posti in meno pari a – 1.310 posti per effetto, prevalentemente, della riduzione delle classi a tempo prolungato.

La riduzione riguarderà poi la scuola secondaria di secondo grado per un totale intorno ai – 9.000 posti per effetto dei nuovi ordinamenti applicati sia alle prime che alle seconde classi, per la riduzione a 32 ore nelle V° classi dell’istruzione tecnica e nelle III° classi dell’istruzione professionale, per la riduzione dei corsi serali e per l’innalzamento ulteriore del rapporto medio degli alunni per classe.
Infine, per il sostegno, in organico di diritto si prevede la conferma dei posti complessivi assegnati nello scorso anno.

martedì 1 febbraio 2011

Pubblicato in GU 31/01/2011 il Decreto sul TFA

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri 31 gennaio 2011 il decreto di formazione inziale degli insegnanti per tutti gli ordini di scuola (TFA). Saranno pronte le Università ad attivare i corsi per il prossimo anno accademico?

"DECRETO 10 settembre 2010, n. 249.
Regolamento concernente: «Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244». (11G0014)"

Marcia per il lavoro - Torino 19 febbraio 2011


LA CGIL DEL PIEMONTE, COME SI FARÀ IN ALTRE REGIONI ITALIANE, HA INDETTO PER SABATO 19 FEBBRAIO LA MARCIA PER IL LAVORO, I DIRITTI E LA DEMOCRAZIA.
UNA MANIFESTAZIONE DI LAVORATORI, PENSIONATI, STUDENTI, CITTADINI PER SALVARE IL LAVORO, DIFENDERE I DIRITTI E IL FUTURO DI NOI TUTTI.

Partenza in bus da Novara e da Borgomanero.

Per prenotazioni: 0321.665240 scuola@cgilnovara.it;

domenica 30 gennaio 2011

Prossimo appuntamento Milano, 13 febbraio 2011


Partecipiamo al presidio che ha annunciato Michele Santoro insieme a Barbara Spinelli e Marco Travaglio per il 13 febbraio davanti al tribunale di Milano a difesa dell’indipendenza della magistratura e della libertà di informazione.

Non sappiamo se una iniziativa eversiva del governo contro la magistratura è stata sventata solo grazie ad una risposta ferma, civile e democratica ma mi sembra che partecipare ed invitare a farlo possa più che mai fare la differenza e delimitare i confini invalicabili della democrazia e dello stato di diritto.

domenica 16 gennaio 2011

28 gennaio: Sciopero FIOM e Manifestazione a Torino


Venerdì 28 Manifestazione Fiom a Torino. Partenza in bus da Novara e Borgomanero. Per adesioni: 0321.665240 scuola@cgilnovara.it

mercoledì 12 gennaio 2011

Vertenza Precari, c'è tempo fino al 23 gennaio 2011

La FLC CGIL ha deciso di promuovere la vertenza nazionale contro la reiterazione di contratti a tempo determinato a favore del personale precario in servizio nei settori pubblici della conoscenza, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

La legge impone, tra l'altro, l'eventuale impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, quindi entro il 23 gennaio 2011, e l'eventuale impugnazione dei contratti in corso entro 60 giorni dalla loro scadenza.

ASSEMBLEE VERTENZA PERSONALE PRECARIO che si terranno presso le nostre sedi:

CGIL NOVARA 18 gennaio 2011 dalle ore 17.00 alle 19.00

CGIL BORGOMANERO 19 gennaio 2011 dalle ore 15.00 alle 18.30

CGIL ROMAGNANO SESIA 20 gennaio 2011 dalle ore 16.00 alle 18.00

CGIL ARONA 20 gennaio 2011 dalle ore 16.00 alle 19.00

mercoledì 5 gennaio 2011

Vertenza Immissione in Ruolo - Scadenza 22 gennaio 2011

La FLC CGIL promuove la vertenza nazionale contro la reiterazione di contratti a tempo determinato a favore del personale precario al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Domande entro 22 gennaio 2011. Dopo non si avrà più diritto ad alcun riconoscimento.
Per maggiori info: 0321.665240 scuola@cgilnovara.it