Nessuna modifica agli articoli che prevedono il blocco agli scatti di anzianità nella finanziaria approvata ieri con voto di fiducia alla Camera. Scontro aperto tra CISL e COBAS.
Non c'erano i tempi per modificare quegli articoli che lasciano nel vago il ripristino della progressione economica e di carriera dei docenti. La CISL accusata dai COBAS di "vanteria"
La CISL, in un comunicato apparso sul proprio sito, considera "un buon risultato le modifiche apportate in Parlamento alla manovra economica sulla complessa e difficile questione delle progressioni di anzianità del personale scolastico"
Rispondono i COBAS, parlano di finanziaria-massacro che in realtà non ripristina gli scatti di anzianità, ma elabora "un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata."
Informazioni personali
- FLC CGIL NOVARA
- a cura della Segreteria FLC CGIL Novara - Via Mameli 7B - Novara e.mail: scuola@cgilnovara.it
venerdì 30 luglio 2010
mercoledì 28 luglio 2010
Il Governo incassa la fiducia Domani voto finale sulla manovra

Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sulla manovra finanziaria. I "sì" sono stati 329 e i "no" 275. I deputati presenti e votanti sono stati 604, la maggioranza richiesta era di 303. Ora la Camera è passata all'esame degli ordini del giorno e per domani in mattinata è previsto il voto finale.
Il premier Silvio Berlusconi ha lasciato Montecitorio per recarsi alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, dove ha espresso la sua soddisfazione. "Abbiamo votato la fiducia sulla manovra e domani ci sarà il voto finale per una manovra di 50 mila miliardi delle vecchie lire, che l'Ue ci ha imposto, comporta sacrifici ma era necessaria".
Ben diversa la visione del provvedimento che emerge dall'opposizione durante le dichiarazioni di voto. Per il Pd parla il segretario Pierluigi Bersani, per il quale "siamo arrivati alle colonne d'Ercole della vicenda berlusconiana. Ora la navigazione procede in acque non conosciute". Giudizio negativo anche dall'Udc di Pier Ferdinando Casini, che si rivolge direttamente al ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Sa che in una maggioranza in cui manca la volontà di fare le riforme, l'unica cosa che gli rimane da fare sono i tagli lineari".
Per l'Italia dei Valori prende la parola Antonio Borghesi, che paragona la manovra a un olio di ricino "propinato a imprese, pensionati e cittadini". "Con questa manovra ingiusta continuate ad essere forti con i deboli e clementi con i furbi" ammonisce invece Bruno Tabacci dell'Api, che poi conclude: "Il governo ha un deficit etico e confonde l'etica con la cotica, e questa manovra sarà ricordata come quella dei refusi"
sabato 24 luglio 2010
Il Ministro Gelmini rimandato a settembre.

Il 19 luglio, il TAR del Lazio, pur non avendo concesso la sospensiva, afferma con nettezza che le circolari sulle iscrizioni e sugli organici del personale docente e ATA sono tutte illegittime accogliendo i motivi dei ricorsi presentati dalla FLC, da diverse associazioni e movimenti.
Il 21 luglio, sempre il TAR del Lazio accoglie ricorso dello Snals e ordina che, negli istituti tecnici e nei professionali (vale a dire metà delle scuole superiori), dovranno essere rifatti gli organici, ossia il numero delle ore di insegnamento, quindi il numero delle cattedre e dei docenti necessari.
Tutto pronto? No, tutto è da rifare in quanto il Ministro Gelmini ha fondato la sua riforma epocale su atti privi di efficacia e di rilievo giuridico. La legalità, il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie sono stati calpestati per ragioni di natura solo ed esclusivamente economica.
Adesso si aspetta il rimedio. Difficile da trovare entro il primo settembre, data di avvio del nuovo anno scolastico. Le operazioni da effettuare sono numerose e complesse. Già si parla di un possibile rinvio delle lezioni al primo di ottobre. Ma anche questo era già stato annunciato!
Si auspica ora un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Istruzione.
Novara, 24 luglio 2010 f.to Luigi Nunziata, FLC CGIL Novara
Il TAR Lazio boccia il Miur. Tutto da rifare!!!
Roma, 21 luglio – Lo SNALS-Confsal sottolinea l’effetto dirompente dell’ordinanza n. 3363 emessa dal Tar del Lazio mercoledì scorso, 19 luglio, su ricorso promosso dallo Snals stesso.
Sospendendo la riduzione degli orari curricolari, l’ordinanza comporta il ripristino delle ore di insegnamento e il diritto alla restituzione delle cattedre. In altre parole, molti insegnanti potranno non perdere il loro posto!
Così, tutti gli insegnanti degli istituti tecnici e professionali che, a seguito dell’indebita riduzione delle ore di insegnamento nelle classi intermedie, abbiano perduto la cattedra di titolarità, grazie alla citata ordinanza n. 3363, potranno agire per essere reintegrati nella sede di provenienza.
Il provvedimento del Tar, pertanto, assume una valenza che va ben al di là della mera questione della durata più o meno ampia dell’orario di insegnamento per diventare strumento di tutela di diritti.
Lo SNALS-Confsal auspica ora un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Istruzione.
Sospendendo la riduzione degli orari curricolari, l’ordinanza comporta il ripristino delle ore di insegnamento e il diritto alla restituzione delle cattedre. In altre parole, molti insegnanti potranno non perdere il loro posto!
Così, tutti gli insegnanti degli istituti tecnici e professionali che, a seguito dell’indebita riduzione delle ore di insegnamento nelle classi intermedie, abbiano perduto la cattedra di titolarità, grazie alla citata ordinanza n. 3363, potranno agire per essere reintegrati nella sede di provenienza.
Il provvedimento del Tar, pertanto, assume una valenza che va ben al di là della mera questione della durata più o meno ampia dell’orario di insegnamento per diventare strumento di tutela di diritti.
Lo SNALS-Confsal auspica ora un gesto di responsabilità da parte del ministero dell’Istruzione.
mercoledì 21 luglio 2010
Il TAR del Lazio riconosce le ragioni della FLC CGIL. Il Ministro Gelmini deve prenderne atto e agire di conseguenza
Il TAR del Lazio, pur non avendo concesso la sospensiva, afferma con nettezza che le circolari sulle iscrizioni e sugli organici del personale docente e ATA sono tutte illegittime accogliendo i motivi dei ricorsi presentati dalla FLC, da diverse associazioni e movimenti.
Il Ministro Gelmini ha quindi fondato la sua riforma epocale su atti privi di efficacia e di rilievo giuridico. La legalità, il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie sono stati calpestati per ragioni di natura solo ed esclusivamente economica.
Crediamo che il Ministro debba prendere atto del disastro da lei stessa prodotto e avere comportamenti conseguenti. Occorre ripensare ad una vera e condivisa riforma della secondaria superiore sostenuta da investimenti e non pensata solo per attuare i tagli!
Il Ministro Gelmini ha quindi fondato la sua riforma epocale su atti privi di efficacia e di rilievo giuridico. La legalità, il rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie sono stati calpestati per ragioni di natura solo ed esclusivamente economica.
Crediamo che il Ministro debba prendere atto del disastro da lei stessa prodotto e avere comportamenti conseguenti. Occorre ripensare ad una vera e condivisa riforma della secondaria superiore sostenuta da investimenti e non pensata solo per attuare i tagli!
Polizia in piazza contro la manovra, 21 luglio 2010
Non erano tanti, ma erano sufficientemente arrabbiati. Per la prima volta si sono ritrovati in piazza, davanti alla Camera, i sindacati di polizia, i Cocer della Finanza e dell’Aeronautica, il Corpo forestale, la penitenziaria. Tutti, tranne i carabinieri, per dire “no” a una manovra economica che riduce ulteriormente gli investimenti per la sicurezza e la difesa. Tagli che, tra la legge Brunetta e l’attuale finanziaria, sfiorano il miliardo e 600 milioni di euro. In piazza la solita passerella dei politici d’opposizione, che ora promettono di presentare un emendamento per salvaguardare l’intero comparto. Ma in pochi credono ormai che la situazione possa cambiare. Anzi, la convinzione diffusa – mettendo insieme manovra e ddl intercettazioni – è che si stia compiendo un progetto politico ben preciso: negare alle forze dell’ordine di fare il proprio dovere, cioè arrestare i criminali.
martedì 13 luglio 2010
Debito pubblico record a maggio. Questo sì che cresce...

Debito pubblico record a maggio: tocca i 1.827,1 miliardi di euro, aumentando di 15 miliardi rispetto al mese precedente. Dalla fine del 2009 il valore del debito italiano è salito di 65,8 miliardi, segnando un incremento del 3,7%. E' quanto riporta il supplemento Finanza Pubblica al bollettino statistico della Banca d'Italia.
Il debito cresce, a breve qualcuno potrà dichiarare, senza essere smentito nè smentirsi il giorno dopo, che il Italia c'è qualcosa che cresce.
Fiat, licenzia sindacalista Fiom «Ha usato l'e-mail aziendale»
La Fiat ha licenziato un delegato della Fiom di Mirafiori perchè ha usato la e-mail aziendale per diffondere un volantino in cui i lavoratori polacchi dello stabilimento di Tichy esprimevano solidarietà ai colleghi di Pomigliano alla vigilia del referendum. Lo rende noto la Fiom di Torino.
Secondo quanto riferisce la Fiom, che impugnerà il licenziamento e ha convocato per domani una conferenza stampa, il delegato, che ha 33 anni, nella mail inviata invitava i destinatari a diffonderne il testo segnalando il messaggio di solidarietà dei dipendenti polacchi dell'azienda.
«È un licenziamento ingiustificato, il primo per un volantinaggio elettronico - dice Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom del Piemonte - che processa la libertà di opinione e limita l'agibilità sindacale. Il fatto che questo accada a Torino - prosegue il segretario Fiom - è francamente preoccupante, perchè sembra che esistano più Fiat: una che manda lettere di invito al dialogo e l'altra che ricorda una Fiat che, parafrasando Marchionne, è prima di Cristo. Opinioni e libertà - conclude Airaudo - non possono essere limitati».
CONTRO IL PROVVEDIMENTO.
Quattro ore di sciopero il 16 luglio in tutto il Gruppo Fiat per chiedere «il ritiro dei licenziamenti e dei provvedimenti di sospensione ed il rispetto degli accordi aziendali»: le ha decise la Fiom-Cgil dopo il licenziamento di un delegato di Mirafiori.
«Dopo Pomigliano - afferma in una nota la Fiom-Cgil nazionale - la Fiat ha scelto la strada dello scontro frontale sui diritti procedendo a sospensioni e licenziamenti di delegati e lavoratori iscritti alla Fiom». Oltre a riferirsi all'episodio di Mirafiori, la Fiom afferma che «a Melfi l'Azienda rifiuta di ritirare il provvedimento di sospensione a due delegati sindacali e ad un lavoratore, con la minaccia di passare nelle prossime ore al loro licenziamento». «Se qualcuno avesse ancora dubbi - si afferma tra l'altro nella nota - Pomigliano non è un caso isolato. È una precisa scelta della Fiat che pensa di usare la crisi per imporre in tutti gli stabilimenti del Gruppo una logica autoritaria e antisindacale nella gestione della produzione e delle fabbriche, cancellando non solo il Contratto nazionale, ma soprattutto il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a contrattare collettivamente la loro condizione lavorativa. Inoltre la Fiat pensa di tagliare ulteriormente il salario dei lavoratori, già falcidiato dalla ricorso alla cassa integrazione, rendendo incerta l'erogazione del saldo del Premio di Risultato, che in ogni caso sarà inferiore a quanto corrisposto nel 2008 e nel 2009», conclude la Fiom-Cgil annunciando anche il ricorso «a tutti gli strumenti giuridici di tutela dei diritti dei delegati e dei lavoratori».
Secondo quanto riferisce la Fiom, che impugnerà il licenziamento e ha convocato per domani una conferenza stampa, il delegato, che ha 33 anni, nella mail inviata invitava i destinatari a diffonderne il testo segnalando il messaggio di solidarietà dei dipendenti polacchi dell'azienda.
«È un licenziamento ingiustificato, il primo per un volantinaggio elettronico - dice Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom del Piemonte - che processa la libertà di opinione e limita l'agibilità sindacale. Il fatto che questo accada a Torino - prosegue il segretario Fiom - è francamente preoccupante, perchè sembra che esistano più Fiat: una che manda lettere di invito al dialogo e l'altra che ricorda una Fiat che, parafrasando Marchionne, è prima di Cristo. Opinioni e libertà - conclude Airaudo - non possono essere limitati».
CONTRO IL PROVVEDIMENTO.
Quattro ore di sciopero il 16 luglio in tutto il Gruppo Fiat per chiedere «il ritiro dei licenziamenti e dei provvedimenti di sospensione ed il rispetto degli accordi aziendali»: le ha decise la Fiom-Cgil dopo il licenziamento di un delegato di Mirafiori.
«Dopo Pomigliano - afferma in una nota la Fiom-Cgil nazionale - la Fiat ha scelto la strada dello scontro frontale sui diritti procedendo a sospensioni e licenziamenti di delegati e lavoratori iscritti alla Fiom». Oltre a riferirsi all'episodio di Mirafiori, la Fiom afferma che «a Melfi l'Azienda rifiuta di ritirare il provvedimento di sospensione a due delegati sindacali e ad un lavoratore, con la minaccia di passare nelle prossime ore al loro licenziamento». «Se qualcuno avesse ancora dubbi - si afferma tra l'altro nella nota - Pomigliano non è un caso isolato. È una precisa scelta della Fiat che pensa di usare la crisi per imporre in tutti gli stabilimenti del Gruppo una logica autoritaria e antisindacale nella gestione della produzione e delle fabbriche, cancellando non solo il Contratto nazionale, ma soprattutto il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a contrattare collettivamente la loro condizione lavorativa. Inoltre la Fiat pensa di tagliare ulteriormente il salario dei lavoratori, già falcidiato dalla ricorso alla cassa integrazione, rendendo incerta l'erogazione del saldo del Premio di Risultato, che in ogni caso sarà inferiore a quanto corrisposto nel 2008 e nel 2009», conclude la Fiom-Cgil annunciando anche il ricorso «a tutti gli strumenti giuridici di tutela dei diritti dei delegati e dei lavoratori».
domenica 11 luglio 2010
La Gelmini e i suoi effetti...
Sarà un estate tribolata ed un settembre nero per il personale della scuola. La riforma della secondaria ed i tagli apportati ai vari livelli del sistema scolastico non fanno dormire sonni tranquilli. Non solo ai giovani ed ai precari che attendono da anni di trovare sistemazione nel sistema dell’istruzione ma anche a quanti di ruolo e corrono il rischio di perdere il posto di lavoro. La situazione è molto delicata e proprio in questi giorni i funzionari dell’ufficio scolastico provinciale sono alle prese con la definizione degli organici di fatto che daranno la fotografia reale di cattedre e posti di lavoro dal 1 settembre.
Qualcuno ha definito la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, la «soluzione finale» per il precariato per quanti attendono di entrare nel sistema e non è molto lontano dalla verità.
La Cgil ha continuato in coerenza a tenere alta l'attenzione arrivando ad impugnare le varie circolari sulla formazione dell'organico. (Il Tar Lazio si pronuncerà il 19 luglio). La riforma Gelmini ed i tagli della finanziaria del ministro Tremonti porteranno ad una scuola con classi più numerose, più affollate, con docenti e personale sempre meno motivati visto che i problemi non si limitano solo alla organizzazione del personale ma alle risorse, agli investimenti, alla stessa filosofia con cui viene visto il mondo della scuola, sempre più fanalino di coda nel sistema economico nazionale e non valutato per la sua importanza nella formazione delle giovani generazioni.
Non ci resta che iscriverci in massa al partito degli impotenti...
Inserimento a pettine: Miur chiederà revoca ordinanza Tar

Ci risiamo. Ricorsi e controricorsi. Sentenze, pareri, ordinanze che si alternano annunciando un'estete rovente per i tanti precari della scuola.
Il Miur è orientato a resistere e, nelle more della pronuncia della Consulta sulla legittimità della legge che ha inserito le "code", intende chiedere la revoca dell'ordinanza di esecuzione del TAR Lazio.
Questi contenziosi hanno alimentato la lotta degli uni contro gli altri e indirizza il Ministero alla costituzione di Albi regionali. Il risultato che alle nomine dei vari UST (già CSA, USP) si sostituiranno le segreterie dei partiti. Naturalmente, si divideranno la torta in tante parti e loro un accordo lo trovano sempre!!!!
La FLC CGIL con i lavoratori precari della scuola in piazza il 15 luglio
Dopo la manifestazione nazionale del 12 giugno e lo sciopero generale del 25 giugno, proseguono le iniziative di lotta della FLC CGIL contro i tagli e la manovra finanziaria del Governo.
La manifestazione dei lavoratori precari della scuola, che è stata convocata a Piazza Montecitorio per le ore 10.00 del 15 luglio è un'occasione importante per allargare la partecipazione a tutte le forze impegnate contro la precarietà.
La FLC CGIL sarà, come sempre, presente in piazza e sosterrà la più ampia partecipazione alla manifestazione.
Anche una delegazione novarese parteciperà all'iniziativa. Chi vuole unirsi, contatti lo 0321.665240 - scuola@cgilnovara.it
La manifestazione dei lavoratori precari della scuola, che è stata convocata a Piazza Montecitorio per le ore 10.00 del 15 luglio è un'occasione importante per allargare la partecipazione a tutte le forze impegnate contro la precarietà.
La FLC CGIL sarà, come sempre, presente in piazza e sosterrà la più ampia partecipazione alla manifestazione.
Anche una delegazione novarese parteciperà all'iniziativa. Chi vuole unirsi, contatti lo 0321.665240 - scuola@cgilnovara.it
sabato 10 luglio 2010
I diplomatici scioperano contro la manovra

I diplomatici italiani scioperano il 16 luglio contro la manovra economica di Tremonti. Lo annuncia in una nota il Sindacato nazionale dipendenti del ministero degli Esteri (Sndmae) che rappresenta gran parte delle feluche e che scrive. «I diplomatici italiani non possono accettare quei tagli, alle risorse e al funzionamento della loro carriera di servitori del Paese che di fatto preludono allo smantellamento della Farnesina».
giovedì 8 luglio 2010
Cala numero docenti: in un anno cancellate 40mila cattedre

APCOM - Il numero dei dipendenti della scuola - il comparto pubblico di gran lunga con il più alto numero di lavoratori in servizio - è in progressiva riduzione: a comunicarlo è il Miur attraverso la 'Sintesi dei dati' annuali, da cui si apprende che per effetto dei tagli previsti dalla finanziaria del 2008 i docenti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici si sono ridotti di oltre 55mila unità, passando dai 1.094.255 del 2008 ai 1.039.102 dello scorso anno.
Il trend di riduzione del personale (-5%), previsto in proporzioni analoghe anche per l'anno in corso e per il 2011 (quando la cancellazione di posti prevista toccherà complessivamente le 150mila unità), riguarda principalmente gli insegnanti, il cui numero si è ridimensionato di 40.384 posti: se nel 2008 erano 835.726, l'anno successivo i docenti della scuola italiana sono scesi a 795.342 (-4,8%).
L'unica categoria tra gli insegnanti italiani che ha fatto registrare un aumento, a seguito dell'incremento di posti a tempo determinato, è stata quella dei prof di religione: all'inizio dell'anno scolastico 2009/10 erano 26.326 (395 in più dell'anno precedente).
Percentualmente più alto, anche se numericamente più ridotto, è l'effetto di riduzione delle unità di personale non docente: gli assistenti amministrativi, i tecnici ed i collaboratori scolastici sono passati da 245.275 a 231.118, facendo registrare 14.157 posti in meno (che corrisponde ad un -5,8%).
martedì 6 luglio 2010
L’effetto della crisi e dei tagli aumenta la disuguaglianza.
Le ragioni sono evidenti: la crisi colpisce soprattutto chi perde il lavoro: lavoratori dipendenti con qualifiche medio-basse.
I tagli colpiscono maggiormente chi usa i servizi pubblici: aumento delle rette per asili/mense ecc.
Negli ultimi quindici anni, la mobilità sociale si è ridotta, non solo in Italia dove ormai è quasi assente, soprattutto negli Stati che hanno aumentato maggiormente i loro tassi di disuguaglianza.
A fronte di questa situazione, il Sindacato tutto deve chiedere al Governo di assumere provvedimenti legislativi che riducano la pressione fiscale e facciano pagare quanti per anni non l'hanno fatto.
E' necessario quindi, modificare la Finanziaria.
I tagli colpiscono maggiormente chi usa i servizi pubblici: aumento delle rette per asili/mense ecc.
Negli ultimi quindici anni, la mobilità sociale si è ridotta, non solo in Italia dove ormai è quasi assente, soprattutto negli Stati che hanno aumentato maggiormente i loro tassi di disuguaglianza.
A fronte di questa situazione, il Sindacato tutto deve chiedere al Governo di assumere provvedimenti legislativi che riducano la pressione fiscale e facciano pagare quanti per anni non l'hanno fatto.
E' necessario quindi, modificare la Finanziaria.
sabato 3 luglio 2010
"No alla Finanziaria” sulle note di Bella ciao
Gran bella manifestazione quella di ieri mattina.
In Via Mameli 7B, sede della Cgil Novara, c'era agitazione per una manifestazione volta a spieggare le ragioni di uno sciopero al 2 luglio.
Il tempo di raccogliere le bandiere e gli striscioni e di incamminarsi verso Piazza Matteotti dove già c'era un primo drappello di lavoratori che avevano portato i propri figli. anche questo un bell'esempio di partecipazione democratica.
Il corteo per le strade del centro e tante persone che si sono unite alla manifestazione e altre che, pur non partecipando allo sciopero, erano strafelici che vi fosse quell'iniziativa così numerosa.
Uno sciopero per dire No ad una Finanziaria che colpisce sempre i soliti: lavoratori dipendenti, donne e pensionati.
La Cgil ha chiesto equità, parola desueta, visti i tempi, ma ancora presente nel nostro vocabolario.
E la musica che ha accompagnato l'iniziativa ha unito tutti quelli che erano presenti in Piazza saldando insieme emozioni e valori che vivono in ognuno di noi.
Grazie a tutti. Grazie ad ognuno di voi che ha reso un successo l'iniziativa.
Luigi Nunziata, Flc Cgil Novara
In Via Mameli 7B, sede della Cgil Novara, c'era agitazione per una manifestazione volta a spieggare le ragioni di uno sciopero al 2 luglio.
Il tempo di raccogliere le bandiere e gli striscioni e di incamminarsi verso Piazza Matteotti dove già c'era un primo drappello di lavoratori che avevano portato i propri figli. anche questo un bell'esempio di partecipazione democratica.
Il corteo per le strade del centro e tante persone che si sono unite alla manifestazione e altre che, pur non partecipando allo sciopero, erano strafelici che vi fosse quell'iniziativa così numerosa.
Uno sciopero per dire No ad una Finanziaria che colpisce sempre i soliti: lavoratori dipendenti, donne e pensionati.
La Cgil ha chiesto equità, parola desueta, visti i tempi, ma ancora presente nel nostro vocabolario.
E la musica che ha accompagnato l'iniziativa ha unito tutti quelli che erano presenti in Piazza saldando insieme emozioni e valori che vivono in ognuno di noi.
Grazie a tutti. Grazie ad ognuno di voi che ha reso un successo l'iniziativa.
Luigi Nunziata, Flc Cgil Novara
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