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martedì 26 aprile 2011

Primo maggio, vince la P2

Nella piazza Grande di Bologna (ex più rossa d’Italia) Cisl e Uil disertano l’incontro del Primo maggio e la solitudine della Cgil conferma una spaccatura ormai drammatica. Anche la festa divide anziché unire chi parla a nome dei lavoratori. Bonanni e Angeletti volevano sfumare il significato della celebrazione, ma il sindacato della sinistra non si è arreso al revisionismo che striscia e separa di contratto in contratto: dal disastro Alitalia alla Fiat di Marchionne continua la “collaborazione” di Cisl e Uil con governo e Confindustria. Diritti tagliati, precari senza speranza, ragazzi senza lavoro: l’invito è portare pazienza. Stringete la cinghia, poi si allargherà.

A Bologna vanno a parlare nel cortile di una fabbrica da due anni in cassa integrazione. La maschera della solidarietà sacrosanta può nascondere ombre meno onorevoli. Mentre scrivo, il Pd sta tentando l’ultima mediazione perché a Bologna si vota il sindaco e i popoli della liberta e le leghe inseguono senza badare ai colpi, confortati dalla devozione cieca, pronta e assoluta della stampa locale. Rompere la concretezza della ragione può dare una mano a chi al momento è in coda. E per la prima volta ecco i sindacati divisi proprio nella capitale della opposizione.

La festa del maggio tutti assieme era tornata nel 1945 dopo il purgatorio del fascismo. Nel ’90 organizzano assieme il concerto di San Giovanni, quel primo maggio che arriva in Italia da Stati Uniti e Canada 110 anni fa. A volte le ricorrenze si incrociano nell’irrazionale, eppure la coincidenza risveglia cattivi pensieri. Proprio 30 anni fa, sempre maggio, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, magistrati di Milano, rendono pubblici i nomi degli iscritti alla loggia massonica P2 del venerabile Licio Gelli, autore del Piano di Rinascita Democratica che programmava la spaccatura del sindacato con l’obietticvo di “normalizzare il Paese”.

L’emarginazione della Cgil, sindacato più importante, è il dogma primario. “Necessaria una rottura seguendo le linee già esistenti dei gruppi minoritari Cisl e maggioritari Uil, per agevolare la fusione coi sindacati autonomi”. Non é semplice, ma la ricetta Gelli semplifica: “Acquisire con strumenti finanziari i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno delle tre Confederazioni”. E con quali disponibilità? Il maestro non si scompone. La disponibilità necessaria per politici, stampa e sindacati prevede cifre non superiori ai 30 e 40 miliardi (17-18 milioni di euro) sufficienti a permettere a uomini ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al controllo. Primario e indispensabile presupposto, la costituzione di un club di natura rotariana ove siano rappresentati i migliori livelli… “In vista della scissione della Confederazione Trilaterale, e successiva integrazione con gli autonomi, sembra preferibile la costituzione di un vero (unico) sindacato che agiti la bandiera della libertà e del lavoro”.

Coincidenze superate, fantasmi del passato. Trent’anni dopo l’ Italia è cambiata, ma cambiata come? Resiste l’idea di svuotare il Primo maggio, antico suggerimento di una P2 decisa a ridurre le feste infrasettimanali a “Natale, Capodanno, Ferragosto e 2 giugno”. Per carità il 25 aprile, figuriamoci il giorno delle tute blu. Bisogna dire che il passato a volte torna. Quando il Renzi di Firenze alla ricerca dello spot Tv propone ai suoi negozi di lavorare nella festa dei lavoratori, Bonanni fa l’occhiolino con l’austerità che l’essere leader sindacale impone: “Bisogna cercare soluzioni convenienti per imprese e lavoratori in modo da non affidarsi agli umori dei sindaci o alla voglia o meno di esasperazioni per stare sui giornali”. E tutti e due finiscono in bella vista nelle vetrine illuminate proprio dove volevano apparire.

Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2011

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