La presa di Roma (20 settembre 1870) comportò l'annessione di Roma al Regno d'Italia, e decretò la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. L'anno successivo la capitale d'Italia fu trasferita da Firenze a Roma (legge 3 febbraio 1871, n. 33).
Il tentativo maldestro di rimuovere la memoria di quello che il XX settembre significò in termini di libertà di coscienza e di opinione, anche tra i cattolici, mira ad annacquare il messaggio che ancora oggi quell’evento può significare.
Peraltro, non c’era bisogno di nessuna riconciliazione tra Risorgimento e cattolicesimo, visto che furono proprio cattolici liberali come Manzoni e Rosmini ad esserne protagonisti.
W Garibaldi, W l'Italia.

Quel 20 settembre di 140 anni fa non è mai andato giù alle gerarchie di santa romana chiesa. L'Italia si era unita spinta non soltanto dai cattolici liberali, ma anche in virtù dello sforzo di tanti liberali: massoni, deisti, atei, anticlericali, e di tante persone che incominciavano a condividere i valori del socialismo marxista. Una minoranza comunque, rispetto ad un paese di analfabeti, dove la classe dirigente dava prova di conformismo e sottomissione al potere. Quel giorno di settembre erano queste persone a vincere, oggi sono i preti, che mai come in questo momento sentono di essere il vero ago della bilancia politica italiana. ai nostri politici spetta il merito di aver tradito il motto di Cavour" Libera chiesa in libero stato" e quindi il merito di aver trasformato questa nazione in uno stato confessionale.
RispondiEliminaVIVA GIUDITTA TAVANI ARQUATI!