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giovedì 27 maggio 2010

Stato di diritto addio.

Propagando la menzogna su una lotta senza quartiere al crimine organizzato il governo sta facendo passare una serie di provvedimenti che minano alla base lo Stato di diritto

di Luigi De Magistris

Con la legge sulle intercettazioni il governo e la maggioranza servile che lo sostiene approvano l’ennesimo provvedimento che mira, scientemente, a consolidare la borghesia mafiosa della quale sono referenti oggettivi e garanti. Una delle più grandi menzogne di Stato degli ultimi mesi – pompata ad arte anche dalla propaganda di regime di Minzolini & Co. – è quella relativa al fatto che questo governo sia il migliore nel contrasto al crimine organizzato.
Il dato oggettivo è di segno diametralmente opposto. Questo governo, con le architravi centrali di Berlusconi e Lega, è quello che più di ogni altro si adopera per rafforzare un sistema intriso di corruzione e mafia. Come? Attraverso l’approvazione di leggi che non consentono alla magistratura e alle forze dell’ordine di esercitare il controllo di legalità e che privano la stampa della facoltà di poter adempiere al diritto-dovere di cronaca.

L’elenco di provvedimenti è davvero lungo, tanto che il piano Propaganda2 di Licio Gelli sembra quasi un puzzle da dilettanti. Ecco alcune leggi volute da Berlusconi e dai poteri forti e occulti dei quali è propaggine e garante e che sono avallate dalla Lega che, ormai, è divenuta partito architrave del sistema. La legge sullo scudo fiscale che introduce il riciclaggio di Stato praticato da evasori, mafiosi, corrotti, truffatori. I soldi delle cricche che ritornano dall’estero puliti dal governo. Il Parlamento divenuto lavanderia internazionale del denaro sporco.

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