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mercoledì 12 maggio 2010

Incatenati sotto l'ex Provveditorato "No ai tagli, garantite il tempo pieno"

Si sono incatenati all'ingresso dell'Ufficio scolastico provinciale di via Pianciani per chiedere il ritiro dei tagli agli insegnanti e al tempo pieno. Così, un'ottantina di insegnanti e genitori della scuola elementare Iqbal Masih ha protestato questa mattina sotto l'ex-Provveditorato agli studi.

Una delegazione dell'istituto aveva incontrato, alle 9.30, il dirigente dell'Usp, Giuseppe Minichiello, che non aveva però accolto le richieste della scuola: consentire a tutte le sei prime elementari che si formeranno a settembre di partire a tempo pieno, senza eliminare le compresenze nelle altre classi.
Così, al termine del colloquio, è scattato il blitz: armati di cartelloni e lucchetti, genitori e docenti si sono incatenati all'ingresso, bloccando l'accesso all'ex Provveditorato. Dopo una decina di minuti, sono intervenute le forze dell'ordine per sorvegliare il presidio, che si è sciolto intorno a mezzogiorno. I manifestanti si sono dati appuntamento nel pomeriggio all'istituto di via Ferraironi per organizzare le prossime iniziative di protesta. A cominciare da una possibile occupazione della scuola, sulla scia dell'iniziativa inaugurata la scorsa settimana dalle elementari Principe di Piemonte e Leonardo Da Vinci e terminata venerdì.

"A giugno usciranno sei classi quinte a tempo pieno, ma l'anno prossimo le potremo "sostituire" solo con quattro prime a 40 ore: le altre due nuove prime partiranno a tempo normale, nonostante i genitori abbiano tutti chiesto il tempo pieno" spiega Antonella Rossilli, insegnante dell'Iqbal Mashih. "Per coprire i buchi d'orario, se vorremo garantire il tempo pieno, dovremo eliminare le compresenze nelle altre classi - aggiunge un'altra docente, Paola De Meo - col risultato che, alla faccia del maestro unico tanto sbandierato, gli alunni si troveranno con un numero esagerato di insegnanti: anche 7 o 8 per classe"

"Il dirigente dell'Usp, Minichiello, ci ha fatto capire che il modello del tempo pieno andrà a scomparire nei prossimi anni - aggiunge Rossilli - la suddivisione in futuro sarà: per le prime e seconde classi, di 27 ore mentre per le terze, quarte e quinte, 30 ore. Non una di più".

1 commento:

  1. Il ministro Gelmini “bontà sua” sta distruggendo la scuola pubblica, l’istruzione deve essere un ’investimento per il futuro, un bene pubblico fruibile da tutti e deve offrire opportunità al figlio dell’operaio così come a quello dell’avvocato.. Il decreto Gelmini è il frutto di questa impostazione: tagliare e riorganizzare con l’unico scopo di ridurre la spesa dell’istruzione pubblica. La scuola va riformata e migliorata, ma non per decreto e con tagli indiscriminati.
    Tagli di ore, di tagli di personale, precari senza un posto di lavoro e agli scolari chi ci pensa? A mio avviso l'unico taglio giusto sarebbe la coppia Gelmini-Tremonti!!!!

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