Si sono incatenati all'ingresso dell'Ufficio scolastico provinciale di via Pianciani per chiedere il ritiro dei tagli agli insegnanti e al tempo pieno. Così, un'ottantina di insegnanti e genitori della scuola elementare Iqbal Masih ha protestato questa mattina sotto l'ex-Provveditorato agli studi.
Una delegazione dell'istituto aveva incontrato, alle 9.30, il dirigente dell'Usp, Giuseppe Minichiello, che non aveva però accolto le richieste della scuola: consentire a tutte le sei prime elementari che si formeranno a settembre di partire a tempo pieno, senza eliminare le compresenze nelle altre classi.
Così, al termine del colloquio, è scattato il blitz: armati di cartelloni e lucchetti, genitori e docenti si sono incatenati all'ingresso, bloccando l'accesso all'ex Provveditorato. Dopo una decina di minuti, sono intervenute le forze dell'ordine per sorvegliare il presidio, che si è sciolto intorno a mezzogiorno. I manifestanti si sono dati appuntamento nel pomeriggio all'istituto di via Ferraironi per organizzare le prossime iniziative di protesta. A cominciare da una possibile occupazione della scuola, sulla scia dell'iniziativa inaugurata la scorsa settimana dalle elementari Principe di Piemonte e Leonardo Da Vinci e terminata venerdì.
"A giugno usciranno sei classi quinte a tempo pieno, ma l'anno prossimo le potremo "sostituire" solo con quattro prime a 40 ore: le altre due nuove prime partiranno a tempo normale, nonostante i genitori abbiano tutti chiesto il tempo pieno" spiega Antonella Rossilli, insegnante dell'Iqbal Mashih. "Per coprire i buchi d'orario, se vorremo garantire il tempo pieno, dovremo eliminare le compresenze nelle altre classi - aggiunge un'altra docente, Paola De Meo - col risultato che, alla faccia del maestro unico tanto sbandierato, gli alunni si troveranno con un numero esagerato di insegnanti: anche 7 o 8 per classe"
"Il dirigente dell'Usp, Minichiello, ci ha fatto capire che il modello del tempo pieno andrà a scomparire nei prossimi anni - aggiunge Rossilli - la suddivisione in futuro sarà: per le prime e seconde classi, di 27 ore mentre per le terze, quarte e quinte, 30 ore. Non una di più".

Il ministro Gelmini “bontà sua” sta distruggendo la scuola pubblica, l’istruzione deve essere un ’investimento per il futuro, un bene pubblico fruibile da tutti e deve offrire opportunità al figlio dell’operaio così come a quello dell’avvocato.. Il decreto Gelmini è il frutto di questa impostazione: tagliare e riorganizzare con l’unico scopo di ridurre la spesa dell’istruzione pubblica. La scuola va riformata e migliorata, ma non per decreto e con tagli indiscriminati.
RispondiEliminaTagli di ore, di tagli di personale, precari senza un posto di lavoro e agli scolari chi ci pensa? A mio avviso l'unico taglio giusto sarebbe la coppia Gelmini-Tremonti!!!!