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venerdì 9 aprile 2010

Napolitano: "Il presidenzialismo? Fino ad oggi nessuna via praticabile"

9/4/2010 (11:11) - IL MONITO DEL CAPO DELLO STATO

Napolitano: "Il presidenzialismo?
Fino ad oggi nessuna via praticabile"

Il presidente della Republbica
parla a Verona: "Riforme
per superare la crisi, dal fisco
alla sicurezza e alla giustizia"
"Basta con le approssimazioni"

VERONA

Tra le condizioni che si richiedono per superare la crisi economica e riportare l’Italia allo sviluppo ci sono «una serie di riforme non più procrastinabili», «sia istituzionali che socio-economiche», fra le quali quelle del fisco, della sicurezza sociale, della ricerca e anche della giustizia («non sembri un fuor d’opera»). Lo ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un discorso a braccio nel corso di un incontro con i rappresentanti delle categorie economiche e sociali della provincia di Verona. Ha indicato «punti importanti di riforma già da tempo largamente condivisi».

Ma secondo lui non c'è spazio per ora per il presidenzialismo. Per Napolitano «si possono legittimamente sollevare, certo, altri problemi, riaprire capitoli complessi e difficili, come quelli di una radicale revisione della forma di governo, su cui negli ultimi 15 anni non si sono però delineate soluzioni adeguate e politicamente praticabili». Ha ammonito il capo dello Stato che è bene «tenere conto dell’esperienza, dei tentativi falliti, delle incertezze rivelate anche dalla discontinuità della discussione su taluni temi accantonati per molti anni».

Invece ci sono «riforme istituzionali e costituzionali già da tempo mature. Ci sono punti importanti di riforma già da tempo apparsi largamente condivisi. Sarebbe realistico e saggio non mettere a rischio e non tenere in sospeso quelle convergenze, ma mirare a tradurle in tempi ragionevoli, in corposi risultati». «Si pongono ormai all’ordine del giorno questioni di riforma del fisco, così come questioni di riforma del sistema di sicurezza sociale, esigenze prioritarie di investimento nella formazione, nella ricerca, nell’innovazione secondo criteri che garantiscano l’uso migliore delle risorse e premino il merito». Inoltre «Si pongono all’ordine del giorno le esigenze di riforma della giustizia, non sembri un fuor d’opera, al fine di assicurare la certezza del diritto, la tempestività e l’imparzialità delle indagini e dei giudizi. E non sono un tema astratto, che quasi non interesserebbe i cittadini e la società, riforme istituzionali e costituzionali già da tempo mature».

Per il Capo dello Stato quindi «È augurabile che si esca al più presto da anticipazioni e approssimazioni che non si sa a quali sbocchi concreti, a quali proposte impegnative, a quali confronti costruttivi possano condurre». A questo punto «bisogna lavorare seriamente al cantiere già aperto della legge delega approvata con così largo consenso per l’applicazione dell’art.119, cioè del federalismo fiscale».

Con esso, ha aggiunto il Capo dello Stato, va messa in relazione anche la riforma generale del fisco. Inoltre «bisogna discutere degli aggiustamenti, se si ritengono necessari della stessa articolazione del titolo V. Bisogna decidere come coronare l’evoluzione in chiave autonomistica e federalistica dello Stato italiano con la riforma di quel bicameralismo perfetto nel Parlamento della Repubblica che già da un pezzo ha fatto il suo tempo». «Non c’è, non deve e non può esserci alcuna contrapposizione - ha concluso - tra autonomismo di ispirazione federalistica e unità nazionale. Lo dice chiaramente l’art.5 della Costituzione».

9 aprile 2010
http://www.lastampa.it/

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